
Un'immagine d'archivio della Camera dei Deputati (Ansa/Maurizio Brambatti)
La correzione dei conti pubblici diventa più corposa: da un’ipotesi iniziale che prevedeva un intervento di circa 13 miliardi si passa infatti a circa 20, inclusi i 4 della delega fiscale. E un primo esempio dei sacrifici che dovranno essere fatti arriva dal Parlamento: contributivo per tutti i “nuovi” e in pensione più tardi.
Mentre Mario Monti era a Bruxelles nel vertice dell’Eurogruppo, nella sua veste di ministro dell’Economia, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, dopo l’incontro avuto ieri pomeriggio con il ministro del Welfare Elsa Fornero, hanno annunciato “una radicale modifica della disciplina in tema di assegni vitalizi”: primo atto del Parlamento contro i costi della politica dopo l’insediamento del governo Monti.
I vitalizi dei parlamentari verranno calcolati con il metodo contributivo a partire dal primo gennaio 2012.
Una sforbiciata alle pensioni di deputati e senatori preannunciata già il 24 novembre quando il Senato, in linea con quanto aveva già deciso a luglio la Camera, aveva scelto di cambiare il sistema di calcolo degli assegni vitalizi, come vengono tecnicamente chiamate le pensioni maturate dai parlamentari al termine del loro mandato. Era quindi solo questione di giorni l’abbandono del sistema retributivo per i senatori con più legislature alle spalle, salvati dalla riforma Dini del 1995, e l’adozione, anche per la casta, del sistema di calcolo della pensione in base ai contributi effettivamente versati come avviene per la generalità dei lavoratori.
Tale sistema opererà per intero per i deputati e i senatori che entreranno in Parlamento dopo l’1 gennaio 2012, quindi nella prossima legislatura ed è pro-rata per quanti attualmente esercitano il mandato parlamentare.
Fini e Schifani, d’intesa con i rispettivi questori, hanno anche deciso che sempre dall’1 gennaio 2012 per gli ex parlamentari sarà possibile percepire la pensione non prima dei 60 anni di età, per chi abbia esercitato il mandato per più di una intera legislatura, e non prima dei 65 anni di età, per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura.
Una decisione in linea con l’esigenza di ridurre l’area dei privilegi, pur rispettando i diritti acquisti, che è apprezzata intanto dal Pd. ”La decisione di anticipare al 2012 l’entrata in vigore del sistema contributivo per i vitalizi dei parlamentari va nella giusta direzione” commenta Anna Finocchiaro che parla di ”un passo verso una maggiore equità” tra la condizioni dei parlamentari e quella degli altri lavoratori”.
Parere non condiviso dal vice capogruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi che ha chiesto ”più coraggio” nell’agire sui privilegi della casta. Per il deputato dipietrista “richiamare diritti acquisiti, che non esistono per gli altri lavoratori, appare quanto mai inadeguato e si tratta dunque, ancora una volta, di un interventicchio”.
Secondo le stime della Camera sarebbero oltre 200 i deputati che con le nuove regole non percepiranno a fine legislatura il vitalizio: tra loro anche l’ex presidente della Camera Irene Pivetti che sarebbe dovuta andare in pensione nel 2013, compiuti i 50 anni. Per le nuove misure, avendo due legislature alle spalle, andrà in pensione a 60 anni, nel 2023.
- Mercoledì 30 Novembre 2011
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Commenti
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Il 30 Novembre 2011 alle 12:18 cini ha scritto:
Gli onorevoli (si fa per dire) membri della casta politica italiana, la pensione devono percepirla sulla base dei calcoli che si fanno per tutti gli altri, così come nel resto dell´Ue.
Fino ad allora, continueremo a protestare contro ogni forma di copertura minimalista e cosmetica che stanno adottando e che non ci potrebbe interessarci più di tanto.
Chiediamo assoluta equità non soltanto in parole ma, per una volta in Italia anche nei fatti!
Il 30 Novembre 2011 alle 15:47 indigesto ha scritto:
Credo si tratti solo di un annuncio: fumo negli occhi! O che sia materia di Legge o che sia materia di regolamenti delle Camere, saranno sempre lorsignori a confezionarsela su misura. Magari qualcosa sortirà. Poi, sotto sotto, passata la bufera, vedrete che questi “lavoratori” qualche soluzione se la inventeranno!
Il 2 Dicembre 2011 alle 10:54 Vitalizi parlamentari, dal 2012 passaggio al contributivo (Panorama.it) « Tumultiinaula ha scritto:
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