- Tags: Cgil, Cisl, Fiat, Fiom, licenziamenti, mercato-del-lavoro, riforma pensioni, riforme, susanna camusso, Uil
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Nero su bianco. La firma tra tutte le organizzazioni sindacali e la Fiat per l’accordo sullo stabilimento di Termini Imerese (e i suoi 640 dipendenti) è stato apposto questa mattina al Ministero per lo sviluppo economico sotto gli occhi di Domenico Arcuri, numero uno di Invitalia. E ora sono altre due le partite aperte: la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni. È la Cgil, insieme alla sua costola “metalmeccanica” della Fiom, il fil rouge, e mai colore fu più azzeccato, a tenere insieme questi tre fronti caldi.
A fornire questa chiave di lettura è l’economista Carlo Dell’Aringa, docente dell’Università Cattolica, il quale lega il successo di queste tre trattative, una con la Fiat e le altre due con il governo, proprio all’atteggiamento che terrà il maggiore sindacato italiano.
E nonostante al momento le premesse non appaiano delle migliori, il prof. Dell’Aringa non dispera che alla fine su tutte e tre queste vicende il sindacato di Susanna Camusso riuscirà a trovare un giusto compromesso, se non altro perché al momento fare diversamente sarebbe rischiosissimo. “Siamo ormai sull’orlo del baratro – esordisce il prof. Dell’Aringa – dall’Europa e dai mercati internazionali ce lo ripetono tutti i giorni, quindi io credo che nessuno si voglia assumere la responsabilità di far fallire le trattative da cui ormai tutta l’opinione pubblica nazionale si attende risposte decisive”.
E’ proprio questo il punto dunque, capire se la Cgil si presenterà ai tavoli del confronto con un rifiuto ideologico e pregiudiziale delle proposte in campo, o se viceversa vorrà trattare per ottenere soluzioni le più possibili vicine ai desideri dei propri iscritti, lavoratori e pensionati. “Per l’intesa con Fiat – dice Dell’Aringa – siamo partiti male, con una Fiom sulle barricate che ha subito abbandonato la trattativa rifiutando in partenza l’idea di un contratto aziendale tagliato su misura per Marchionne. Il rischio serio è che si arrivi dunque ad un accordo non firmato dalla Cgil. D’altro canto però Cisl e Uil hanno chiesto che il nuovo accordo sia il più possibile simile al contratto collettivo dei metalmeccanici. Uno spiraglio aperto attraverso il quale la Cgil potrebbe spingere la Fiom a rientrare nella trattativa”.
E’ a questo punto che scatta il legame con le altre partite che si giocheranno sul tavolo del governo per pensioni e mercato del lavoro. “Molto dipenderà dall’atteggiamento complessivo che la Camusso vorrà tenere nei confronti del governo Monti – nota il prof. Dell’Aringa -. Sulle pensioni, al netto delle attuali dure prese di posizione dei sindacati, la trattativa è aperta e questo è già un punto a favore. Chissà che alla fine stando al tavolo non venga fuori la soluzione migliore”.
Lo stesso vale per le riforme del mercato del lavoro delle quali si inizierà a parlare molto presto. “Anche questa sarà una lunga agonia – non si nasconde Dell’Aringa – ma in un modo o nell’altro bisognerà intervenire sulla rigidità dei nostri contratti, allentando soprattutto la normativa sui licenziamenti. Anche qui credo che se la Cgil deciderà di stare dentro la trattativa alla fine si riuscirà a trovare una soluzione adeguata”. E proprio su questa ultima circostanza il prof. Dell’Aringa rischia una previsione. “Siccome la Cgil notoriamente è meno barricadera della Fiom, credo che non lascerà mai i tavoli del confronto e quindi alla fine, per il bene e il futuro del nostro Paese, si arriverà a dei compromessi”.
- Giovedì 1 Dicembre 2011

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Commenti
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Il 2 Dicembre 2011 alle 3:16 Economia e Finanza : Fiat, pensioni, mercato del lavoro: tutti gli accordi passano per la Cgil ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 02 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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