
Pensionati in attesa in un ufficio Inps (Credits: Ansa)
TUTTE LE MOSSE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
“È stata fatta la cosa giusta”, ha chiosato il Financial Times di questa mattina commentando le indiscrezioni sulla riforma delle pensioni. Indiscrezioni che nel pomeriggio hanno preso corpo diventando concretezza nelle parole del ministro del Welfare Elsa Fornero.
A partire dall’annuncio che dal 2018 non dovrebbe più essere possibile andare in pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia. Il ministro ha spiegato che in realtà “le pensioni di anzianità vanno a morire, ma non finiscono” in quella data.
Non c’è una norma di legge, infatti, che dica che scompaiono le pensioni di anzianità, ha sottolineato il ministro: sarà una naturale conseguenza della riforma, che prevede l’innalzamento dei requisiti per andare in pensione anticipata a 42 anni e un mese di contributi per gli uomini, a partire dal 2012, e almeno 41 anni e un mese di contributi per le donne.
Con l’introduzione, poi, del regime contributivo, conterà solo l’età minima di accesso alla pensione e per ritirarsi dal lavoro, quindi, basteranno anche 20 anni di contributi.
Passando alle nuove soglie, le principali novità riguardano le donne. Le lavoratrici autonome, secondo il decreto, andranno in pensione di vecchiaia a 63 anni e sei mesi a partire dal 2012, un anno e mezzo più tardi delle dipendenti del settore privato che andranno in pensione a 62 anni nel 2012. La soglia per le dipendenti salirà a 63 anni e mezzo dal 1 gennaio 2014 e a 65 anni dal 1 gennaio 2016. Per entrambe salirà ancora a 66 anni nel 2018, così come per i dipendenti pubblici.
Per disincentivare i lavoratori a ritirarsi dal lavoro prima dell’età di vecchiaia il governo ha previsto, a partire dal 2012, una penalizzazione del 2% sulla quota retributiva per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni.
La riforma delle pensioni ha un “respiro di lungo termine” in modo che gli italiani non ne debbano avere altre nei prossimi anni, ha detto il ministro del Welfare sottolineando come il blocco della rivalutazione delle pensioni in essere, fino a 960 euro, sia una medicina “amara”, ma come questo sia “il riflesso della difficoltà finanziaria”.
Secondo la Relazione tecnica al decreto, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni riguarda il 76,5% degli assegni e darà risparmi per 3,8 miliardi di euro nel 2012, al loro delle minori tasse che lo Stato non incasserà per il mancato aumento degli assegni.
- Martedì 6 Dicembre 2011
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 6 Dicembre 2011 alle 20:56 ellesmere444 ha scritto:
Ho fiducia in Monti e nel suo staff e per comprendere meglio il valore delle misure anticrisi vorrei chiederle perché si è scelta l’opzione di bloccare gli aumenti delle pensioni ( o degli stipendi di carriera statali) o il bonus di solidarietà per gli statali anziché aumentare per lo stesso valore l’IRPEF.
Se fosse stato aumentato l’IRPEF il risultato sarebbe stato garantito e più equo, suddiviso su più persone e su più fasce contributive. E’ vero l’IRPEF colpisce i soliti NOTI, ma così è peggio perché si infierisce per genere. Fare pagare per categorie ( oggi il pubblico) implicherebbe una rotazione, magari nel 2012 i taxisti.. poi .. Non mi sembra una misura strutturale.
Bloccare gli aumenti o chiedere solidarietà sfugge inoltre alle numerose statistiche ( It, Eu media) del carico fiscale. Questi dati sono una forma di garanzia per tutti in quanto il perimetro fiscale è sotto continuo scrutinio.
Sinceramente avrei preferito pagare anche qualcosa di più in IRPEF ma mantenere la mia modesta perequazione in pensione o lo scatto di anzianità.
W IRPEF è alla fine il meglio a disposizione.
Il 7 Dicembre 2011 alle 8:17 Economia e Finanza : Pensioni, la riforma prende corpo. Abolite quelle di anzianità dal 2018 ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 07 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 13 Dicembre 2011 alle 13:38 Pensione fai da te, tre alternative per farsi la rendita di scorta | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] e con assegni abbastanza magri. È il futuro che attende molti giovani lavoratori italiani dopo le riforme previdenziali messe in cantiere dal governo, che incontrano l’opposizione di tutti i maggiori sindacati, [...]
Il 13 Dicembre 2011 alle 13:47 - Vivi Capena ha scritto:
[...] e con assegni abbastanza magri. È il futuro che attende molti giovani lavoratori italiani dopo le riforme previdenziali messe in cantiere dal governo, che incontrano l’opposizione di tutti i maggiori sindacati, [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.