TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
di Stefano Caviglia
Il superministro dello Sviluppo economico Corrado Passera rischia di doversi rimangiare la promessa fatta in conferenza stampa due domeniche fa: la liberalizzazione di una parte dei farmaci di fascia C (quelli che richiedono la ricetta del medico pur senza essere rimborsati dal sistema sanitario nazionale), di cui dovrebbe essere consentita la vendita anche nelle parafarmacie, sta incontrando molte più resistenze del previsto in Parlamento.
La posta in palio è un mercato da oltre 2 miliardi di euro in cui le parafarmacie cercano di entrare da anni, sconfitte regolarmente dalla capacità di pressione delle farmacie che difendono con le unghie e con i denti la loro esclusiva. Un copione che si sta ripetendo anche stavolta, nonostante gli annunci del governo.
Da giorni è in corso una vera e propria mobilitazione della loro associazione di rappresentanza, Federfarma, che ha annunciato il ricorso a una serie di iniziative di comunicazione e di raccolta di firme fra i cittadini, nonché a ogni altra forma di protesta, fino ad arrivare alla fissazione di un calendario di chiusura delle farmacie.
La riforma del governo, per la verità, riguarda solo una parte del territorio, fissando una densità minima di popolazione al di sotto della quale non è applicabile: niente farmaci di fascia C in vendita nelle parafarmacie dei comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Ora si fronteggiano i due schieramenti: i fautori della liberalizzazione chiedono di eliminare quel limite, ma sembrano molto più agguerriti gli avversari, che vorrebbero introdurne di nuovi (nella varietà dei farmaci ammessi) se non addirittura stralciare del tutto il progetto dal decreto «salva-Italia», come prevede uno degli emendamenti presentati.
Appena iniziata la discussione nella riunione congiunta delle commissioni di Bilancio e Finanze della Camera, si è capito che l’aria non era delle più semplici.
Per evitare di impantanarsi e rallentare ulteriormente la presentazione di una manovra che di nodi da sciogliere ne ha già parecchi, i deputati hanno deciso di accantonare momentaneamente l’argomento e proseguire la discussione sugli altri articoli del testo. Della liberalizzazione dei farmaci si riparlerà più avanti, agevolati anche dal fatto che la presentazione in Aula dell’intero provvedimento è stata spostata a mercoledì.
Nel frattempo si vedrà quanta importanza il governo attribuisce a questo tema e se a tagliare il nodo sarà l’eventuale fiducia posta dal governo sulla manovra.
- Lunedì 12 Dicembre 2011

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Commenti
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Il 12 Dicembre 2011 alle 19:59 matteo_76 ha scritto:
E’ esattamente questa la verità
La grande distribuzione (multinazionali) vuole mettere le mani anche su questa categoria di prodotti non contenti di aver distrutto il mondo dei piccoli negozi.
Non avrebbero potuto al aumentare il numero delle farmacie dove c’è bisogno usando l’attuale sistema?
ma in questo caso ovviamente la carrefour non si sarebbe potuta aggiudicare le nuove sedi, infatti questa proposta è stata subito eliminata
Il 13 Dicembre 2011 alle 3:14 aldobis ha scritto:
L’ostruzionismo del centrodestra all’introduzione della liberalizzazione dei farmaci di fascia C è una vergogna per una forza politica che si dichiara liberale, i farmaci di fasci c sono farmaci vendibili esclusivamente dietro prescrizione della ricetta del medico e nelle parafarmacie lavorano farmacisti laureati con la stessa professionalità dei farmacisti proprietari di farmacia. Non c’è rischio di trasformazione del farmaco in un bene di consumo, semplicemente si sta cercando di proteggere i privilegi e gli interessi di una lobby di milionari. Monti dà un senso alla tua nomina, tieni duro !!!!!
Il 13 Dicembre 2011 alle 4:19 Economia e Finanza : Parafarmacie, la liberalizzazione accende lo scontro su 2 miliardi di business ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 13 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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