Pensioni, sì alla riforma ma ora pensiamo ai giovani - L’INTERVISTA

Giuliano Cazzola (Credits:ANSA / ETTORE FERRARI)

Giuliano Cazzola, vicepresidente Commissione lavoro alla Camera (Credits:ANSA / ETTORE FERRARI)

TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI

Approvata con un largo consenso e senza troppe modifiche, se non quelle già concordate. Sarà quasi certamente questo l’esito del voto sulla manovra economica previsto per domani alla Camera, in cui il governo Monti porrà la questione di fiducia. I sindacati non sono dunque riusciti a strappare molte concessioni all’esecutivo sul tema più spinoso di tutti, cioè le  pensioni, a parte un innalzamento dei meccanismi di indicizzazione degli assegni e qualche piccola modifica alle nuove e rigidissime regole dei trattamenti di anzianità.

“È un bene che la manovra giunga in porto senza essere stravolta”, commenta Giuliano Cazzola, deputato del Pdl , vicepresidente della Commissione Lavoro a Montecitorio,  esperto di previdenza e ed ex-esponente di lungo corso della Cgil fino ai primi anni ‘90. Cazzola domani voterà sì al Decreto Salva-Italia ma, nello stesso tempo, lancia un monito al governo e al ministro del Welfare, Elsa Fornero: “approvata la riforma delle pensioni, è giunto il momento di pensare ai giovani,  introducendo degli assegni minimi per chi, in futuro, riceverà dall’Inps un assegno molto basso”.

Un programma ambizioso…

Veramente è una proposta  che può trovare largo consenso, visto che è contenuta in un progetto di legge che ho presentato da tempo assieme a Tiziano Treu, ex-ministro del Lavoro nel primo governo Prodi.

Cosa proponete, di preciso?

Di introdurre una pensione minima per chi non riuscirà a costruirsi da solo una rendita consistente attrverso i contributi versati.  Questi assegni dovranno essere finanziati dalla fiscalità generale, cioè con le tasse pagate da tutti i cittadini. Forse pochi lo sanno ma, con la riforma Dini del 1995, le pensioni minime sono destinate a sparire, creando problemi di sostenibilità sociale.

Che giudizio dà della riforma Fornero?

Alcuni interventi sono un po’ duri ma, nel complesso, le cose che mi piacciono sono più di quelle che non mi piacciono.

Cosa le piace, innanzitutto?

Ad esempio l’estensione del sistema contributivo per tutti e l’innalzamento dell’età pensionabile, che è una scelta obbligata.

E cosa non le piace?

Per le pensioni di anzianità, avrei preferito che fosse mantenuto il vecchio meccanismo delle quote, seppur con dei requisiti più stringenti, al posto del sistema attuale, che permette di congedarsi dal lavoro con 41 o 42 anni di contributi, independentemente dall’età. Credo invece che le soglie angrafiche siano ben più importanti dell’anziatà di carriera, per stabilire chi è ancora in grado di lavorare e chi no.

Cosa ne pensa del contributo sulle pensioni d’oro?

E’ una misura giusta in linea di principio, anche se premette di risparmiare ben poco: circa 5milioni di euro in 3 anni. Sono davvero quisquilie, in rapporto alle dimensioni complessive della manovra.

Ora il sistema previdenziale italiano è a posto o dovremo aspettarci altre riforme?

Credo che il governo debba impegnarsi per sviluppare la previdenza integrativa, che purtroppo non decolla. Il ministro Fornero, però, a dire il vero si è già mossa, con un provvedimento contenuto nella manovra e passato un po’ in sordina sulla stampa: in futuro, i lavoratori potranno destinare ai fondi pensione privati una parte dei contributi obbligatori che oggi versano all’Inps. E’ una novità importante, che potrebbe far ripartire finalmente la previdenza complementare.

Commenti

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Il 15 Dicembre 2011 alle 21:16 Economia e Finanza : Pensioni, sì alla riforma ma ora pensiamo ai giovani – L’INTERVISTA ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 15 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 16 Dicembre 2011 alle 18:02 egle.52 ha scritto:

Pensioni vecchiaia donne settore privato. Chiedo al Sig. Cazzola se gli sembra giusto che il traguardo dei 60 anni che da sempre dava diritto alla pensione il mese successivo, poi spostato dal Governo Prodi nel 2007 con l’inserimento delle “finestre”, queste incrementate a 12 mesi dal Governo Berlusconi nel 2010 ed ora, con Monti, la vecchiaia aumenta di 2 anni, ma solo apparentemente. In realtà, secondo il d.l. 201,l’innalzamento è maggiore!
Essendo nata nel marzo del ‘52, andrei in pensione nell’ottobre 2015, a 63 anni e 6 mesi. Ora, col decreto emendato, scrivono che dovrei prendere la pensione addirittura a 64 anni. Ancora peggio? Cosa c’è di giusto in questo provvedimento, peraltro iniquo e contradditorio?
Come vivo non avendo un’occupazione, senza stipendio e senza pensione? Possibile che non abbiano pensato a queste persone, ma solo ai cassintegrati ed in mobilità? Sono terrorizzata da questa prospettiva e resto in attesa di chiarimenti.
Egle Bornaghi

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