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Sarà anche vero che gli italiani continuano a essere tra i più ricchi del mondo, ma spendono sempre meno. Nel confronto internazionale, infatti, la ricchezza delle famiglie italiane nel 2010 (ultimo dato disponibile) è superiore al reddito per l’8,3 %, contro l’8% del Regno Unito, il 7,5% della Francia, il 7% del Giappone, il 5,5% del Canada e il 4,9% degli Stati Uniti.
Ma nello stesso periodo la spesa è aumentata di appena 11 euro rispetto al 2009, raggiungendo i 2.453 euro medi al mese (+0,5%). Gli italiani, forse, hanno paura di diventare poveri? Panorama.it ne ha parlato con Francesco Daveri, economista, docente all’Università di Parma e collaboratore di lavoce.info.
Professore, gli italiani sono tra i più ricchi dei paesi sviluppati. Eppure spendono poco. Come mai?
Anzitutto la fotografia dell’Istat si riferisce ormai a una situazione di quasi due – tre anni fa e quindi è probabile che il livello di ricchezza sia calato ancora.
Ma siamo ricchi o no?
La risposta giusta è che siamo un po’ meno ricchi rispetto al passato. E spendiamo meno quando ci angosciamo della perdita della nostra ricchezza, guardando il nostro conto in banca o il nostro conto titoli. Spesso è un effetto psicologico: tiriamo la cinghia anche di fronte a perdite lievi.
D’accordo: gli italiani sono ricchi, dicono le statistiche. Ma come spiegarlo a chi non riesce ad arrivare a fine mese?
Il punto è che la ricchezza è concentrata in poche mani: i dati di Bankitalia dicono che il 10% più ricco deteneva a fine 2008 quasi il 45% della ricchezza complessiva. Comunque la nostra società è molto eterogenea e, ovviamente, ci sono fasce di popolazione e parti del paese che non si sono neanche accorte della crisi. Penso alle aziende che esportano e ben posizionate nei mercati emergenti o quelle che hanno un forte brand. Mentre le più colpite sono le terziste che difficilmente riusciranno a recuperare.
Però anche gli italiani meno ricchi spesso hanno una casa di proprietà: secondo l’Istat i due terzi degli italiani. Quindi siamo ricchi perché tutti almeno possediamo un immobile?
Certo molti non pagano l’affitto o il mutuo, ma si tratta di un ricchezza illiquida e che non è immediatamente disponibile. Il paradosso è che se continuiamo ad erodere ricchezza, in assenza di reddito alcuni saranno costretti a vendere le mura di casa per fare la spesa e pagare le bollette.
Se la situazione è questa, come se ne esce?
Dobbiamo soffrire ancora sei mesi. Da metà 2012 mi aspetto una ripresa. Ci sono due ragioni solide per esserlo: la prima è che le misure improntate al rigore danno fiducia ai consumatori. Mi spiego: all’inizio ci riducono la possibilità di spesa, perché l’aumento delle tasse erode lo stipendio, ma allo stesso momento ci allontana dalla paura di finire nel burrone. E una maggiore certezza nel futuro è essenziale per riprendere i consumi, accendere mutui e quant’altro. Il secondo aspetto è legato all’euro: se non sparirà, è probabile che andrà incontro a una svalutazione. E le svalutazioni in Italia hanno sempre funzionato, perché spingono l’export.
- Venerdì 16 Dicembre 2011

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Il 25 Gennaio 2012 alle 19:39 Bankitalia, pensionati ricchi e neoassunti poveri. Ecco l’Italia del reddito | Vivi Fiano Romano ha scritto:
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