
Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook (Credits: AP Photo/Paul Sakuma)
Facebook si avvicina allo sbarco in Borsa. Ma l’obiettivo della quotazione con cui, nel 2012, il social network più famoso al mondo potrebbe raccogliere 10 miliardi di dollari (per un valore della società pari a 100 miliardi) è ambizioso, come tutto quello che fa il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg: rendere Facebook una “blue-chip”, ovvero una delle società più grandi quotate in America.
Di più: una società con una reputazione a livello internazionale di qualità, affidabilità ed è in grado di essere redditizia sia in tempi buoni che in tempi cattivi. ”Spero che la nostra reputazione non sia solo nazionale” avrebbe detto Zuckerberg secondo quanto riportato sul sito del The Wall Street Journal di questa mattina.
Un po’ come sono riuscite a fare fino a oggi Microsoft ed Apple. E sulla scia dei tentativi (per ora solo tali) di Groupon e Zynga che sono già sbarcate sul listino americano.
“C’è stato un periodo in cui Microsoft diceva: vogliamo mettere un computer su ogni tavolo. Questo è come io voglio che
Facebook si muova. Vogliamo” evidenzia Zuckerberg “una visione di lungo termine, più lunga di quella dove il mondo dovrebbe per noi essere”.
In realtà Zuckerberg è sempre stato piuttosto riluttante alla quotazione perchè teme i danni che lo sbarco in Borsa potrebbe causare internamente alla società con i dipendenti che potrebbero distrarsi dall’attenzione maniacale alla qualità dei prodotti per concentrarsi su come incrementare il valore delle azioni di cui diventerebbero proprietari.
Se fosse per Zuckerberg, infatti, Facebook resterebbe privata. Ma le dimensioni raggiunge e il ruolo ricoporto dal social network lo hanno convinto. Anche perché trovare soldi (tanti) per finanziare la crescita di un colosso come Facebook non è facile. Fuori dal mercato.
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- Giovedì 22 Dicembre 2011
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