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La sede del Ministero dell'Economia a Roma (Credits: ANSA/CLAUDIO ONORATI)
Rendimenti in calo di oltre 3 punti rispetto a novembre e un sospiro di sollievo tra gli operatori. Si sono concluse così le aste di Bot e Ctz piazzati oggi sul mercato dal Tesoro italiano, per un quantitativo di circa 9 miliardi di euro.
Il collocamento era considerato la prova del fuoco da molti esponenti della comunità finanziaria, che temevano di veder schizzare in alto gli interessi dei titoli, visto che il destino dell’area euro (e dell’Italia) è ancora appeso a un filo.
Ma le cose sono andate diversamente: i Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) con scadenza semestrale sono stati aggiudicati con un rendimento del 3,25% su base annua, contro il 6,5% di un mese fa, mentre gli interessi dei Ctz (Certificati del Tesoro Zero Coupon) con durata di 2 anni sono crollati al 4,8% circa, 3 punti in meno rispetto alle aste di fine novembre.
Segno che il nostro Paese è giudicato di gran lunga meno a rischio. Infatti un rendimento così basso è stata la risposta a una domanda altissima che ha toccato i 15 miliardi di euro, oltre il 50% in più rispetto al quantitativo offerto.
Ora, superata questa prova, gli operatori dei mercati attendono due nuovi, importantissimi appuntamenti: l’avvio della fase 2 per il rilancio economico dell’Italia e l’asta dei Btp (Buoni del Tesoro Poliennali), cioè i titoli di stato di scadenza medio-lunga (tra 3 e 10 anni) che verranno piazzati domani per un ammontare complessivo fino a oltre 8 miliardi di euro.
Anche se i timori di un flop del collocamento non sono ancora scomparsi del tutto, una cosa è comunque certa: oggi dai mercati è arrivato un segnale incoraggiante per il futuro. Molti operatori finanziari invitano però a non farsi troppe illusioni. I risultati dell’asta odierna sono stati infatti condizionati, in positivo, anche da due fattori tutt’altro che trascurabili.
In primo luogo, la domanda dei bond da parte dei piccoli risparmiatori privati è risultata elevatissima poiché, tra novembre e dicembre, sono giunti a scadenza oltre 10 miliardi di Bot emessi nel 2011 e molte persone avevano bisogno di rimpiazzare i vecchi titoli in portafoglio.
A sostenere la domanda, poi, sono state anche le banche italiane che di recente hanno beneficiato di una sostanziosa boccata di ossigeno da parte della Banca centrale europea. La scorsa settimana, infatti, ha erogato un maxi-finanziamento triennale a ben 523 istituti di credito del Vecchio Continente (tra cui quelli italiani), per un totale di oltre 489 miliardi di euro.
Sul mercato, insomma, oggi c’era molta liquidità disponibile che è finita in parte nell’asta dei Bot. C’è da sperare che le cose non cambino nei prossimi mesi visto che, nel corso del 2012, il Tesoro italiano dovrà collocare oltre 300 miliardi di nuovi titoli del debito pubblico, di cui più della metà entro la fine di maggio.
- Mercoledì 28 Dicembre 2011
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