Spread, la lezione di Mario Monti

Mario Monti spiega lo spread (Credits:Mauro Scrobogna /LaPresse)

Mario Monti spiega lo spread (Credits:Mauro Scrobogna /LaPresse)

Nel corso della conferenza stampa di fine anno in cui ha presentato la seconda fase dell’attività di Governo, definita Cresci-Italia, il presidente del Consiglio Mario Monti ha voluto spiegare come e perché il fatidico spread si stia muovendo in modo così pericoloso senza mostrare particolare sensibilità ai provvedimenti. Con due sole certezze: il livello elevato raggiunto è eccessivo. E dipende soprattutto dalla delusione nei confronti delle mancate riforme europee.

Mario Monti ha introdotto l’argomento mostrando un foglio con l’andamento dello spread senza rendersi conto che alle sue spalle era stato proiettato il grafico, dando vita a un simpatico siparietto. E ha poi iniziato la sua spiegazione.

GUARDA IL VIDEO DI MONTI ALLE PRESE CON IL GRAFICO

La crescita dello spread è diventata inarrestabile a partire dal 1 luglio, da quando le agenzie di rating hanno messo sotto osservazione l’Italia, fino al 9 novembre 2011 quando ha toccato il 5,58%. La stessa sera in cui il presidente della repubblica Giorgio Napolitano avrebbe chiamato Monti per conferirgli la nomina a primo ministro.

Il 6 dicembre, poi, è sceso di nuovo dopo l’annuncio del decreto Salva-Italia. “La salita è avvenuta malgrado in una buona parte del periodo agosto-settembre-ottobre, la Bce abbia fatto interventi sul mercato secondario comprando titoli spagnoli e italiani. Acquisti che poi si sono diradati di recente” ha detto Monti. “Dobbiamo essere sollevati per il fatto che prima saliva molto malgrado gli acquisti. Oggi è sceso, anche se di poco, malgrado gli acquisti siano diminuiti. Significa che lo spread attuale è a un livello che possiamo definire più “di equilibrio” che “di aiuto”.

La crescita successiva al 6 dicembre, però, non è dovuta secondo Monti alla sfiducia nei confronti dell’Italia, ma nei confronti dell’Europa. “Il consiglio europeo dell’8-9 dicembre si è concluso con la delusione per il fatto che le difese, i firewalls, messe a disposizione del Fondo salvastati siano stati inferiori al previsto”. E questo influisce pesantemente sullo spread del nostro Paese ma non solo, secondo il premier.

Insomma, il rialzo dello spread è lo specchio della delusione dei mercati per i risultati del Consiglio europeo. Ma allora qual è il livello giusto per l’Italia? Un valore specifico Monti non lo dà, ma è netto nel dire che “nei fondamentali del nostro Paese non c’è nulla che giustifichi uno spread così alto”.

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