
Il premier Mario Monti e il ministro del welfare Elsa Fornero (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
“Trovare soluzioni più moderne per dare occupazione ai nostri giovani e ai disoccupati”. Sono queste le parole che Mario Monti ha utilizzato nella conferenza stampa di fine anno per fissare l’impegno del governo, nell’ambito del pacchetto Cresci-Italia, per la riforma del mercato del lavoro. Nessun riferimento a mosse specifiche. Solo un chiarimento: a differenza di quanto accaduto per le pensioni, si aprirà un dialogo con i sindacati.
Il ministro del Welfare Elsa Fornero “sta lavorando sulla materia per cercare le soluzioni più idonee”, ha detto Monti lasciando a bocca asciutta la platea dei giornalisti. L’unica ammissione riguarda il fatto che “apriremo un negoziato con le parti sociali che sarà però condotto con rapidità”.
“Una scelta di metodo positiva” commenta Carlo Dell’Aringa, economista dell’università Cattolica che a Panorama.it dice: “I sindacati svolgono un ruolo importante nella nostra società, ed è giusto tenerne conto. Monti aveva detto all’inizio del suo mandato che la concertazione non serve, invece fa bene a non sottovalutare il pericolo che i sindacati ritrovino compattezza e comincino a riempire le piazze”.
Anche perché un assaggio di quello che potrebbe accadere si è avuto con le proteste alla contestata riforma della previdenza.
Da dove cominciare? “Bisognerebbe mettere sul tavolo della trattativa tutte le ipotesi di riforma che sono circolate in questi mesi: dal progetto Ichino a quello Boeri, dal modello danese a quello tedesco, e cercare insieme la soluzione più adeguata al mercato del lavoro italiano”. In questo senso dunque dovrebbe essere bandita qualsiasi posizione pregiudiziale, anche quella sull’articolo 18.
“Detto che io sarei favorevole ad una sua revisione – precisa Dell’Aringa – dico anche subito che non rappresenta il fulcro del problema. Lo scontro è stato solo di carattere ideologico, e se fossi stato io il ministro del Welfare non lo avrei mai neanche citato e bene ha fatto Monti a smorzare completamente i toni sulla questione. Quando governo e sindacati si ritroveranno intorno ad un tavolo, tra le tante cose, discuteranno certamente anche di una maggiore flessibilità in uscita”.
E dato che la fase di riflessione, come confermato dallo stesso Monti, è ancora aperta, Dell’Aringa ne approfitta anche per fornire un suo personale contributo alla discussione. “Non sono favorevole al contratto unico a tempo indeterminato. Penso invece che forme di lavoro interinale o anche l’apprendistato, vadano tutelate perché proprio sono il mezzo per arrivare a forme contrattuali stabili. Ci vuole invece una lotta spietata contro le false partite Iva o gli stage fittizi”.
- Venerdì 30 Dicembre 2011
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Il 30 Dicembre 2011 alle 11:17 Economia e Finanza : Lavoro, bravo Monti che pensa alla riforma insieme ai sindacati – L’OPINIONE ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 30 dicembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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