
Santo Versace (Credits:Alessandro Paris/Lapresse)
TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO
I dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico sono a dir poco preoccupanti: oggi, in tutta la Pensiola, le aziende in stato di crisi sono almeno 230, per un totale di 300mila posti di lavoro, di cui 30 o 40mila rischiano di saltare già nei primi mesi dell’anno. Si è aperto così il 2012 per l’economia italiana che oggi si trova ad affrontare una nuova emergenza-occupazione.
Per questo, nell’agenda del governo Monti, il prossimo capitolo sarà la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, allo scopo di frenare l’emorraggia di licenziamenti e stimolare la crescita.
“Facciamola presto e senza tentennamenti” dice Santo Versace, noto imprenditore della moda ed ex-deputato del Pdl, confluito nel Gruppo Misto dal novembre scorso, che indica al premier il punto di partenza per trovare un largo consenso in Parlamento: la proposta avanzata dal senatore del Pd, Pietro Ichino, che vuole portare in Italia un modello di welfare simile a quello della Danimarca.
I sindacati, o almeno la Cgil, non ne vogliono sentir parlare…
E infatti sbagliano. I sindacati devono smettere di voler conservare l’esistente e devono capire come si è evoluto il mercato del lavoro negli ultimi decenni e come cambierà nel futuro.
Come?
Oggi le aziende italiane che competono sui mercati internazionali e le imprese estere che vorrebbero investire nel nostro paese chiedono soprattutto una cosa: maggiore flessibilità.
Dunque?
La proposta-Ichino va proprio in questa direzione perché prevede meno tutele per chi ha il posto fisso, in cambio di un sistema di ammortizzatori sociali più efficace, che stimola la formazione professionale dei dipendenti e riduce la precarietà del lavoro.
Licenziamenti più facili per stimolare le assunzioni, non è una contraddizione?
Assolutamente no. E’ giusto vietare i licenziamenti fortemente discriminatori ma va ricordato che oggi esiste una dispisizione di legge, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che offre delle tutele anche a chi non se le merita e obbliga gli imprenditori a riassumere i dipendenti di cui non si fidano più. Ricordiamoci il caso dei fattorini dell’areoporto di Malpensa, rinviati a giudizio per aver rubato nelle valigie dei passeggeri: sono stati reintegrati al loro posto, dopo una sentenza del giudice.
Ichino propone però anche degli oneri a carico delle aziende, che dovrebbero finanziare le indennità di disoccupazione e programmi di formazione professionale del dipendente licenziato. E’ d’accordo anche su questo?
Certo e lo dico pur avendo alle spalle una lunga esperienza alla guida di un’azienda: anche noi imprenditori dobbiamo fare la nostra parte per rendere più flessibile l’occupazione.
Il governo ce la farà a riformare il mercato del lavoro?
Io sono molto ottimista. Fino a pochi mesi fa, per esempio, nessuno si aspettava una manovra sulle pensioni come quella appena approvata dall’esecutivo. Credo che sul mercato del lavoro possa avvenire la stessa cosa, se verrà trovata una soluzione capace di incontrare un consenso bipartisan in Parlamento.
- Lunedì 2 Gennaio 2012
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Il 2 Gennaio 2012 alle 19:16 Economia e Finanza : Lavoro, Santo Versace: partiamo dalla proposta di Ichino – INTERVISTA ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 02 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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