
(Credits: LaPresse)
L’Italia continua a dare delusioni alla Fiat e al suo amministratore delegato Sergio Marchionne. L’ultima nota negativa in ordine di tempo sono i dati pessimi sulle immatricolazioni del 2011. Il mercato dell’auto è infatti calato del 10,88% rispetto al 2010. Un risultato che in casa Fiat è più deludente attestandosi a -13,8%. Una flessione che diventa ancora più pesante se si confrontano i soli numeri di dicembre, con un dato che a livello nazionale è di – 15,3% e che per il Lingotto si fissa addirittura a quota – 19,8%.
E come se non bastasse, come ovvia conseguenza, c’è anche il calo della quota di mercato del Gruppo Fiat che passa dal 30,1% del 2010, quando tra l’altro non erano ancora neanche conteggiati i marchi Chrysler, al 29,4% attuale. Uno scenario cupo dunque, che però sembra convalidare quanto da tempo va sostenendo lo stesso Sergio Marchionne, e cioè che proprio il mercato italiano rappresenti al momento la palla al piede per la crescita della Fiat.
Una prospettiva confermata a Panorama.it da Giuseppe Berta, economista della Bocconi nonché esperto conoscitore di cose Fiat. “Questi ultimi dati sulle immatricolazioni – spiega Berta – sono in effetti una conferma del fatto che la flessione del mercato è molto italiana, anche se pure in Europa i numeri non sono entusiasmanti. Tutto ciò è in linea con le affermazioni fatte da Marchionne, che più volte ha espresso chiaramente la propria sfiducia sul mercato dell’auto nel nostro Paese”.
Nel turbinio di segni meno che affliggono i risultati delle vendite del Gruppo Fiat, fanno capolino però un paio di note positive. Alfa Romeo e Jeep aumentano infatti i propri volumi rispettivamente del 12% e del 118%. “C’è in effetti un target medio-alto del mercato – dice Berta – che ha raccolto con favore l’offerta dell’Alfa Romeo. In particolare la Giulietta sembra aver riscosso un successo importante, e lo stesso vale per il marchio Jeep che doveva ancora a pieno farsi conoscere. Questo significa che in questo segmento di mercato ci sono ancora delle grandi potenzialità”.
Detto ciò però non si può non rilevare che il mercato di riferimento di Fiat per il momento resta quello basso, che continua a soffrire molto. “In questo senso – conferma Berta – il lancio della Nuova Panda testimonia che è su questo segmento che la Fiat vuole continuare a puntare. Anche perché in tempo di crisi dovrebbe essere più facile vendere auto dal costo contenuto”.
Le consolazioni che vengono da Alfa Romeo e Jeep sono dunque molto relative. E stavolta, visto che parliamo di dati nazionali, Marchionne non può tirare in ballo neanche gli ottimi risultati ottenuti a livello di Gruppo con Chrysler negli Stati Uniti. Una tattica questa che tra l’altro, secondo Berta, alla lunga potrebbe presentare in generale delle criticità molto serie.
“Fare la fusione tra due organismi aziendali che viaggiano a velocità diverse potrebbe diventare molto complicato – sottolinea Berta - È più facile infatti operare quando due sistemi funzionano in maniera parallela. Se dovesse continuare questa forte disparità tra Chrysler da una parte e Fiat dall’altra, potrebbero aumentare le criticità del processo di integrazione. Quindi il discorso di Marchionne sulla complementarità dei due marchi potrebbe diventare sempre più rischioso. È un fattore questo – conclude Berta – del quale l’amministratore delegato della Fiat dovrà tenere conto per le scelte future”.
- Martedì 3 Gennaio 2012
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Il 3 Gennaio 2012 alle 15:15 Economia e Finanza : Fiat, in Italia va sempre peggio. E Chrysler non consola Marchionne – L’OPINIONE ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 03 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 1 Febbraio 2012 alle 21:40 - Vivi Capena ha scritto:
[...] con gli analisti. Continuano infatti a tirare i mercati del Nord e del Sud America, mentre desta sempre maggiore preoccupazione l’Europa. I numeri d’altronde sono emblematici e raccontano di un fatturato che per l’intero gruppo nel [...]
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