
La sede del Consiglio Ue a Bruxelles (Credits:Sierakowski/jockmans/Isopress/Lapresse)
di Riccardo Bastianello da Bruxelles
Gli istituti hanno chiuso i rubinetti del credito? C’è chi guarda con fiducia ad un tipo completamente diverso di “banca”: l’Europa. E non si intende con questo la Bce, ma proprio il parlamento europeo. Visto che a Bruxelles, ad attendere gli italiani, c’è una vera e propria montagna di soldi: 344 miliardi di euro.
Anche tralasciando i fondi diretti (quelli gestiti direttamente dalle direzioni generali di Bruxelles o Lussemburgo) che prevedono il coinvolgimento di almeno tre stati membri, esistono per le imprese e gli enti italiani i fondi strutturali.
Si tratta di fondi gestiti dalle Regioni che nel budget 2007-2013 ammontano a circa 344 miliardi di euro (376 i miliardi di euro che saranno stanziati per il periodo 2014-2020). La fetta destinata all’Italia normalmente oscilla tra il 12,5 e il 15 per cento del budget complessivo e in questo settennato ammonta a circa 43 miliardi di euro.
“Di fatto ci sono a disposizione per i fondi strutturali circa 6 miliardi di euro all’anno da destinare ai 18 capitoli di spesa” precisa Elisabetta Gardini, europarlamentare del Pdl.
La realtà però è che l’Italia dal 2007 ad oggi ha utilizzato solo il 18,2 per cento di questi, posizionandosi al penultimo posto tra i 27 stati membri, seguita solo dalla Bulgaria. Il che, tradotto in altre parole, significa che a Bruxelles ci sono a disposizione ancora oggi (e per un altro anno) 35 miliardi di euro.
Il tutto nella speranza che prima o poi qualcuno se li vada a prendere. I diciotto capitoli di spesa riguardano la ricerca e l’innovazione delle imprese (circa 9,6 miliardi), l’informatizzazione e comunicazione (2,2 miliardi), i trasporti (11,2 miliardi) e poi l’energia, la sicurezza ambientale, il rischio idrogeologico, turismo, cultura, sostegno alle aree sottosviluppate e molto altro ancora.
Le luci e le ombre di un’economia vengono messe nero su bianco dalle percentuali dei finanziamenti fino ad oggi utilizzati: 0,3 per centro per l’housing sociale, 5,6 per cento per progetti di miglioramento della qualità dell’aria, 7,9 per cento per il trasporto multimodale.
I finanziamenti più utilizzati riguardano invece piani di sostenibilità ambientale (65,5 per cento), di supporto alle aziende (52,4 per cento), servizi turistici (50 per cento) e manutenzione delle strade (45,1 per cento).
- Martedì 3 Gennaio 2012
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