
Raffaele Bonanni (Cisl), Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) (Credits: Imagoeconomica)
TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO
Contratto unico, modifiche al regime degli ammortizzatori sociali e nuove regole sui licenziamenti. Saranno questi tre temi a tenere banco nei tavoli di confronto tra governo e sindacati, che si apriranno la prossima settimana in vista della riforma del mercato del lavoro.
L’esecutivo guidato da Mario Monti sta per convocare le parti sociali, con incontri bilaterali separati, prima di metter mano a un pacchetto di misure per rilanciare la crescita economica e stimolare l’occupazione.
Trovare un accordo con tutti non sarà facile, visto che il governo potrebbe partire da un progetto di riforma molto contestato soprattutto dalla Cgil: quello del giuslavorista e senatore del Pd, Pietro Ichino, che prevede la creazione di un contratto unico, con minori vincoli ai licenziamenti per i neoassunti.
Si tratterebbe di una parziale deroga alle regole previste dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di cui i sindacati non vogliono sentir parlare, almeno senza una contropartita sostanziosa. Cgil, Cisl e Uil chiedono al premier Monti e al ministro del welfare, Elsa Fornero, di ascoltare prima le loro proposte, che vanno in una direzione diversa. Ecco in sintesi cosa chiedono i sindacati.
I PALETTI DELLA CAMUSSO. La posizione più difficile da ammorbidire sarà probabilmente quella della leader della Cgil, che non è disposta a barattare nulla in cambio di una revisione dell’articolo 18, che considera una “norma di civiltà”. Camusso boccia in pieno la proposta di Ichino e, in alternativa al contratto unico, propone la creazione di una forma di assunzione prevalente, che prenderebbe il posto di molte collaborazioni a tempo determinato (tranne le sostituzioni di maternità e il lavoro stagionale).
Si tratta di un nuovo inquadramento professionale destinato soprattutto ai giovani, alle donne e agli ultracinquantenni disoccupati, che prevede per i dipendenti dei programmi di formazione e anche un periodo di prova più lungo di quello attuale (che non va oltre i 6 mesi).
La leader della Cgil chiede al governo soprattutto una riforma degli ammortizzatori sociali, con l’estensione della cassa integrazione strordinaria a una platea più ampia di lavoratori e l’aumento delle indennità di disoccupazione, oggi troppo basse.
LE PROPOSTE DI BONANNI. Meno ostile alla proposta di Ichino appare il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che nei giorni scorsi ha però detto di non voler avviare le trattative con il governo sulla base di progetti di riforma “preconfezionati” e “costruiti in ambito accademico”.
Bonanni porterà a Palazzo Chigi soprattutto alcune proposte per agevolare fiscalmente i lavoratori flessibili, che devono avere una busta paga più pesante e, nello stesso tempo, costare di più alle imprese. L’idea della Cisl è di applicare sul reddito dei precari una tassazione bassa, con una “cedolare secca” del 10%.
Viene bocciato, invece, il progetto del ministro Fornero di istituire un salario minimo garantito per tutti che, a detta di Bonanni, creerebbe soltanto assistenzialismo.
LE RICHIESTE DI ANGELETTI. Anche la Uil ha si è mostrata più volte disponibile alla discussione sulla proposta di Ichino. Nei giorni scorsi, però, Luigi Angeletti ha precisato che le modifiche ai contratti di lavoro non sono affatto una priorità. Prima bisogna affrontare i temi fiscali, per ridurre le tasse sui salari e stimolare i consumi. Soltanto così l’economia e l’occupazione potranno ripartire nel nostro paese.
- Mercoledì 4 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 5 Gennaio 2012 alle 7:16 Economia e Finanza : Lavoro, ecco le proposte di Cisl, Cgil e Uil ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 05 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 5 Gennaio 2012 alle 22:40 cezannescreen ha scritto:
MA PERCHè NON AVETE FATTO NULLA CONTRO LO SCHIFO DELLA RIFORNA PENSIONISTICA???
MA NON VI RENDETE CONTO CHE LE PERSONE NON POSSONO LAVORARE 42 ANNI E OLTRE SONO GIà STATE FATTE TRE RIFORME IN QUESTI ULTIMI ANNI DAI 35-37-AI 42 .
SE RIMANIAMO SENZA LAVORO COME FACCIAMO A MANTENERE I NOSTRI FIGLI ED ANDARE IN PENSIONE??NON MANGIAMO NE NOI NE I NOSTRI FIGLI MA IL SINDACATO DOV’è FINITO ZITTO DAVANTI AL PROF MONTI????SVEGLIATEVI!!!!!!
Il 14 Marzo 2012 alle 19:57 andreaemilia ha scritto:
effetivamente si parla solo di alzare l’età pensionabile ,ma il lavoro dov’è ? questo è lo schifo in italia si “condanna senza aver commesso il furto” e i nostri figli ke fine faranno e cosa possono pensare del governo attuale ke condanna i propri genitori”famiglie” alla povertà assoluta senza nemmeno avere un morso di pane quotidiano.grazie italia “ai politici ITALIANI” vergognatevi voi ele vostre maledette virtù .
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