Unicredit, gli azionisti e l’aumento di capitale. Istruzioni per l’uso

Federico Ghizzoni, amministratore delegato del gruppo Unicredit (Credits: Imagoeconomica)

Federico Ghizzoni, amministratore delegato del gruppo Unicredit (Credits: Imagoeconomica)

Un vero e proprio tonfo. Si può definire così la performance odierna a Piazza Affari del titolo Unicredit, che più volte bloccato per eccesso di ribasso, ha chiuso in calo del 14,45% a 5,41 euro toccanto i livelli dell’ottobre del 1992. L’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro messo in cantiere dalla banca alla metà di dicembre, i cui dettagli sono stati resi noti però questa mattina, è stato fatale. L’operazione verrà completata tra il 9 e il 20 gennaio. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Nei giorni indicati l’istituto di Piazza Cordusio emetterà fino a un massimo di oltre 3,85 milioni di nuovi  titoli, a un prezzo di 1,943 euro ciascuno. Gli attuali soci della banca avranno la possibilità di  acquistare le azioni di prossima emissione con un rapporto di concambio di 2 a 1, cioè 2 nuovi titoli al prezzo complessivo di 3,88 euro per ogni azione attualmente posseduta.

Quest’ultimo valore equivale a uno sconto di ben il 43% rispetto alle quotazioni registrate da Unicredit a Piazza Affari nella giornata del 3 gennaio, ed è il principale fattore che ha scatenato i ribassi.

Una volta completata la ricapitalizzazione, infatti, entreranno sul mercato nuovi titoli, con un prezzo sensibilmente inferiore a quello attuale.

Dunque,  molti investitori hanno fatto un ragionamento molto semplice: meglio vendere le azioni di Unicredit oggi, magari per ricomprarle a condizioni più convenienti fra qualche settiamana. Anche perché, è bene ricordarlo, i diritti di opzione per l’acquisto dei nuovi titoli ultra-scontati saranno pure negoziabili sulla borsa di Milano e su quella di Varsavia dal 9 al 20 gennaio.

Eppure, per gli attuali soci della banca, aderire all’aumento di capitale non rappresenta proprio una cattiva idea.

ESEMPIO: chi oggi avesse nel portafoglio 100 azioni della banca, che valgono complessicamente 573 euro, sborsando appena 388 euro in più si ritroverà con un totale di  300 titoli nel porftafoglio (per effetto del concambio di 2 a 1) e con un ricchezza iniziale di 961 euro.

Se poi, una volta terminata la ricapitalizzazione, Unicredit risalisse lentamente la china in Borsa e tornasse alle quotazioni toccate a fine 2011, cioè attorno a 6 euro, allora il valore dei 300 titoli acquistati quasi raddoppierebbe, raggiungendo quota 1.800 euro.

Commenti

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Il 4 Gennaio 2012 alle 21:17 Economia e Finanza : Unicredit, gli azionisti e l’aumento di capitale. Istruzioni per l’uso ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 04 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 5 Gennaio 2012 alle 11:51 Unicredit: Aumento di capitale? | Sceltalibera ha scritto:

[...] 2 – Unicredit, gli azionisti e l’aumento di capitale. Istruzioni per l’uso [...]

Il 10 Gennaio 2012 alle 10:55 Unicredit e l’aumento di capitale: tutte le opzioni per gli azionisti | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] il quale chi ha nel portafoglio il titolo Unicredit dovrà decidere se aderire o meno all’aumento di capitale messo in cantiere dalla banca guidata da Federico Ghizzoni : un’operazione da 7,5 miliardi di [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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