Taxi: tutti i pro e i contro della liberalizzazione

Lunghe file al parcheggio dei taxi durante lo sciopero dei trasporti a Roma (ANSA/CLAUDIO PERI)

Lunghe file al parcheggio dei taxi durante lo sciopero dei trasporti a Roma (ANSA/CLAUDIO PERI)

Se non volete chiamarla battaglia contro le lobby, fate come il ministro Monti che ha parlato di “disarmo multilaterale delle corporazioni”. Cambiano le parole, insomma, ma non la sostanza: si tratta di rimuovere quelle staccionate che proteggono da anni alcune categorie in Italia. Come quella appunto dei tassisti, che potrebbe finire di nuovo nel mirino delle liberalizzazioni del governo.

Ad oggi, infatti, per definirsi tale non basta ottenere la patente B e l’iscrizione all’albo dei conducenti alla Camera di commercio. Il passo più duro è ottenere una licenza di taxi, che in teoria viene distribuita da un Comune con un concorso gratuito.

In pratica, però, i concorsi per nuove licenze sono sempre più rari. Così il numero di licenze rilasciate ogni anno è spesso esiguo. Morale: chi ne possiede una, se la tiene stretta fino alla pensione. E una volta raggiunta l’età per ritirarsi dal lavoro, la cede gratuitamente a un familiare o la piazza a caro prezzo sul mercato (si va dai 50 mila euro di Bari ai 150 mila di Milano fino ai 300 mila di Firenze).

Il tassista, in poche parole, è un mestiere che si eredita, come il notaio, almeno che non si sia disposti a sborsare cifre piuttosto alte: oltre alla licenza, difatti, bisogna anche comprare una vettura, spendere soldi per la manutenzione, l’Rc Auto e il carburante (queste ultime in costante aumento).

Ecco perché i tassisti si ammalano di rabbia appena sentono pronunciare la parola liberalizzazioni: molti di loro spiegano che per un guadagno netto di 1.500 - 2.000 euro al mese occorre in media incassarne oltre 4.000. Cifre raggiungibili solo con un alto numero di clienti giornaliero.

Il governo, però, vorrebbe aumentare il numero di licenze in circolazione (ad oggi sono circa 40.000 in tutta l’Italia), fissando una scadenza entro la quale i Comuni saranno costretti a rilasciarne di nuove. L’obiettivo è moltiplicare il numero di taxi a disposizione dei clienti incrementando così la concorrenza tariffaria, soprattutto in alcune grandi città (come Milano, Roma, Napoli e Firenze) dove il rapporto tra licenze e abitanti risulta inferiore a quello delle principali città europee di dimensioni analoghe, secondo gli ultimi dati dell’Antitrust.

Più taxi in circolazione, però, significa anche meno corse per i singoli tassisti che dovrebbero contendersi più o meno lo stesso numero di clienti. Così il timore delle associazioni di categoria è che il loro mestiere diventi sempre meno redditizio.

Ma l’ostacolo forse più grande all’apertura del mercato, come sottolineava l’Istituto Bruno Leoni, think tank liberista, è rappresentato da una questione di “equità”: ossia dai “disagi creati a coloro che possiedono già queste autorizzazioni” e che, “nel momento in cui aumentassero, perderebbero valore”.

Per questo la strada che potrebbe percorrere l’esecutivo è quella del meccanismo di “compensazione”, come suggerito più volte dall’Antitrust, con la possibilità di assegnare gratuitamente agli attuali titolari una seconda licenza che potrebbe essere utilizzata o venduta, consentendo di recuperare la perdita di valore della licenza originaria.

Commenti

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Il 9 Gennaio 2012 alle 16:15 Economia e Finanza : Taxi: tutti i pro e i contro della liberalizzazione ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 09 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 10 Gennaio 2012 alle 9:29 jackkio ha scritto:

La licenza taxi può anche essere rilevata, come accade spesso. Infatti le licenze vengono rilasciate quando la richiesta del mercato supera l’offerta. Una volta “stabilizzaato” il mercato è solo possibile rilevarle: il tutto è gestito dal Comune di riferimento della licenza.
Dare un’altra licenza è una bufala: per tenerla attiva bisogna abbinare un’auto etc etc, insomma raddoppiare i costi, oppure a venderla a quanto? A chi? Le licenze, quando il titolare ne perde i requisiti o non sono utilizzate sono revocate, mica le metti in solaio.

Il 10 Gennaio 2012 alle 12:33 andrerios ha scritto:

Mia madre, è una tassista, si è sbattuta molto per pagare quella licenza. Nell’ultima rata addirittura abbiamo fatto una festa! ;-) … E ora tutti quei soldi? buttati nel cesso come se fosse carta straccia. In altri stati europei la liberalizzazione è stato un disastro…singole corse da pochi euro sono aumentate addirittura del 300%! bravi dementi!

Il 10 Gennaio 2012 alle 15:38 jackkio ha scritto:

…dimenticavo: a Torino ci sono circa 150 licenze da rilevare. Perchè le banche non finanziano l’acquisto a 150 giovani? Visto che si vuol far credere che i tassisti hanno tanto di quel lavoro da poterlo dividere con gli attuali o futuri disoccupati, le banche non dovrebbero avere remore per accendere un mutuo su tale attività…o forse non è così? Provate a chiedere agli attuali tassisti che stanno onorando il mutuo in questo momento…magari dovranno pagare per molti anni ancora una licenza che “domani” non avrà più alcun valore, rischiando il tracollo finanziario o la casa.

Il 13 Gennaio 2012 alle 20:27 antonimo ha scritto:

Ma è mai possibile che gli italiani, così intelligenti, non si rendano conto che in questo momento, i tassisti stanno lottando per la libertà di tutti noi? Le cosiddette “liberalizzazioni” sono un inganno in quanto liberalizzare i taxi, le farmacie, le professioni sarebbe solo un’altro regalo fatto alle banche, alle Coop, ai supermercati, a confindustria che intendono appropriarsi di questi “mercati” per poi gestirli in regime di monopolio. Si tratta di rendere ancora più forti i Trust econimici, ovvero l’esatto opposto di liberalizzare! Con la menzogna si stanno spingendo i cittadini a rendere ancora più invasive quelle forze che hanno causato la crisi economica e la stanno facendo pagare ai più deboli. Non a caso è la Mercegaglia quella che più spinge per “liberalizzare” tutto e non venitemi a dire che questo “bulldozer” vestito da donna lo fa per dare più lavoro ai giovani o per abbassare i prezzi. E’ già successo con Enel, con i carburanti, con il gas, ed i prezzi sono tutt’altro che diminuiti anzi, in compenso le bollette arrivano ogni due mesi e non tre. Il banchiere Monti, che di liberalizzare banche ed assicurazioni non parla, ha già raggiunto il bel risultato di seminare odio fra i poveri per non fare un cavolo sulle fraquenze televisive, tanto per dirne una. Forza tassisti, l’Italia che lavora è con voi !

Il 13 Gennaio 2012 alle 20:28 antonimo ha scritto:

Ma è mai possibile che gli italiani, così intelligenti, non si rendano conto che in questo momento, i tassisti stanno lottando per la libertà di tutti noi? Le cosiddette “liberalizzazioni” sono un inganno in quanto liberalizzare i taxi, le farmacie, le professioni sarebbe solo un’altro regalo fatto alle banche, alle Coop, ai supermercati, a confindustria che intendono appropriarsi di questi “mercati” per poi gestirli in regime di monopolio. Si tratta di rendere ancora più forti i Trust econimici, ovvero l’esatto opposto di liberalizzare! Con la menzogna si stanno spingendo i cittadini a rendere ancora più invasive quelle forze che hanno causato la crisi economica e la stanno facendo pagare ai più deboli. Non a caso è la Mercegaglia quella che più spinge per “liberalizzare” tutto e non venitemi a dire che questo “bulldozer” vestito da donna lo fa per dare più lavoro ai giovani o per abbassare i prezzi. E’ già successo con Enel, con i carburanti, con il gas, ed i prezzi sono tutt’altro che diminuiti anzi, in compenso le bollette arrivano ogni due mesi e non tre. Il banchiere Monti, che di liberalizzare banche ed assicurazioni non parla, ha già raggiunto il bel risultato di seminare odio fra i poveri per non fare un cavolo sulle frequenze televisive, tanto per dirne una. Forza tassisti, l’Italia che lavora è con voi !

Il 13 Gennaio 2012 alle 21:44 Liberalizzazioni, battaglia di cifre tra consumatori e professionisti | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] proteste in diverse grandi città, da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma. Così  i tassisti di tutta Italia oggi si sono mobilitati per fermare le liberalizzazioni progettate dal governo [...]

Il 13 Gennaio 2012 alle 22:00 Liberalizzazioni, battaglia di cifre tra consumatori e professionisti | Vivi Capena ha scritto:

[...] proteste in diverse grandi città, da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma. Così  i tassisti di tutta Italia oggi si sono mobilitati per fermare le liberalizzazioni progettate dal governo [...]

Il 15 Gennaio 2012 alle 16:41 davide7600 ha scritto:

le proteste sono lecite….ma vi ricordo che uscendo dall’ Italia il taxi è accessibile a tutti, da noi è un mezzo per ricchi, troppo comodo pensare ai soli propri interessi quando all’ estero con pochi € ci si sposta in Italia si deve accendere un mutuo!!!!
viva le liberalizzazioni (sensate)

Il 17 Gennaio 2012 alle 10:19 bartoloni1935 ha scritto:

Le proteste sono lecite solo per coloro che hanno acquistato regolarmente le licenze a prezzi esosi e pagano ancora mutui ma non per tutti è così
Cosa vogliamo dire delle oltre 2000 licenze rilasciate gratis dal Comune di Roma ai futuri tassisti disonesti che si sono rivenduti le licenze avute gratuitamente a prezzi inaccessibili? Tassisti perchè non parlate anche di questo e delle 300 licenze ritirate per frodi fiscali o altro e restituite per vizio di forma ed ora nel libero mercato per la vendita ad almeno 130000 euro? e poi perchè non parlare del fatto che tutti ciloro che vogliono vendere la licenza chiedono di non dichiarare l’importo percepito e il nero ammonta in genere a circa 50000 euro questo a Roma figurimoci a Firenze

Il 6 Febbraio 2012 alle 16:07 roberto9679 ha scritto:

e inevitabile che avvengano cambiamenti, come successo per le licenze che riguardano gli alimentari, i bar e sicuramente altre tipologie … adesso tocca hai taxi ed altre tipologie di liberi proffessionisti.
anche allora, dopo la liberazione delle stesse licenze chi acquistò l’attività, pensando che un domani la vendita della stessa potesse diventare una specie di buona ucita, e rimasto con l’amaro in bocca… ma chi acquistò tali licenze acquisto qualcosa di fisico …. materiale una struttura. un banco frigo e altro, mentre una licenza di taxi ha come investimento una macchina di svariati migliaia di euro che varia a seconda del modello.
il costo della licenza di taxi come in passato anche quella di somministrazione era altissimo… e questo e stato permesso da un mancato controllo da parte del comune stesso.
il costo di un taxi e talmente eccessivo che si prende solo in casi di emergenza…di assoluta neccessità.
mentre si dovrebbe poter prendere come mezzo pubblico, per spostarsi, il ragazzo la sera che esce dalla discoteca ed ha bevuto un bicchiere di troppo, ed altri esempi che non sto a sottolineare..
la citta cresce, cambia, cambiano le esigenze della stessa popolazione…e con essa dovrebbero cambiare anche le regole
cosa che non accade quasi mai..

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