Le liberalizzazioni sembrano essere il nuovo dogma dell’Italia. Sono giuste e vanno fatte in fretta, per carità. Ma non è detto portino ai risultati sperati, ovvero a un calo delle tariffe. Soprattutto quelle dei taxi e dei notai. E poi: meglio iniziarle dal basso o dall’alto? Dalle professioni o dai grandi monopoli come il mercato del gas, uno dei meno concorrenziali, o quello delle Ferrovie dello Stato, o del trasporto pubblico locale?
Ecco secondo Marco Cobianchi, giornalista di Panorama, quali sono i principali punti critici delle liberalizzazioni che il governo sta studiando, da dove si dovrebbe cominciare e perché.

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Commenti
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Il 17 Gennaio 2012 alle 12:48 giortax ha scritto:
In queste guerre di potere ci si dimentica sempre di guardare all’unica cosa importante:il vantaggio derivante da questa scelta arrecato alle persone.
Lei dice che i prezzi dei taxi con le liberalizzazioni non si abbasseranno per via delle tariffe imposte.
A mio parere se lei avesse svolto il suo servizio di informazioni informandosi per primo lei stesso avrebbe dovuto riportare le esperienze dei mercati taxi liberalizzati in tutta Europa negli ultimi 10 anni.
Oppure avrebbe dovuto riportare quanto, persino in Inghilterra, l’effetto delle liberalizzazioni sulle tasche dei consumatori abbia avuto andamento molto alterni.
Nel campo delle liberalizzazioni abbiamo talmente tanti casi di fallimento sia in Italia che in Europa sul fronte vantaggio dei prezzi per il cittadino e rendimento positivo dell’azienda privatizzata che e’ sufficiente conoscere un po’ di inglese e girare su internet.
Non ci posso credere che lei non le conosca.
E’ come dire che un siciliano non sa cos’e’ un limone.
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