Btp: calano i rendimenti, ma lo spread no

(Credits: Ansa)

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L’effetto fiducia, innescato dalla Fase 2 del governo Monti e soprattutto dalla liquidità della Bce, che il 21 dicembre ha inondato il mercato con 500 miliardi di euro, si fa sentire anche sull’asta odierna dei Btp a tre anni, dopo l’esito più che positivo dell’asta dei Bot (i titoli a scadenza più breve) di ieri, che si era conclusa con i rendimenti più che dimezzati dal 5,95% di metà dicembre al 2,735%.

Ma il vero test per l’Italia è stato appunto quello odierno (la fiducia del mercato in un paese, in genere, si misura sui titoli a scadenza medio - lunga). E il nostro paese lo ha superato, anche se non in modo brillante come quello di giovedì: i 3 miliardi in offerta per il titolo triennale a scadenza novembre 2014 sono stati tutti assegnati, con una domanda di poco superiore all’offerta, mentre quelli a scadenza luglio 2014 hanno avuto una domanda pari a più del doppio dell’offerta.

I tassi, però, non hanno ripetuto la performance dei Bot di ieri: quello dei Btp a tre anni con scadenza a luglio 2014 è calato al 4,29%, mentre quello con scadenza a novembre 2014 è sceso al 4,83% dal 5,62% di fine dicembre. Il Btp a sei anni, con scadenza agosto 2018, viaggia invece ancora vicino alla soglia del 6%, pagando il 5,75%, a causa probabilmente di una minore fiducia sulle prospettive di lungo periodo del nostro paese, anche se è stato venduto, come gli altri due titoli, per l’intero ammontare offerto dal Tesoro.

Gli effetti sul mercato secondario sono stati piuttosto deludenti: a inizio giornata, infatti, il differenziale tra i Btp decennali e i corrispondenti titoli di Stato tedeschi era calato sotto i 470 punti con un rendimento al 6,49%. Poi però, dopo l’asta, è risalito ancora una volta oltre i 475 punti. Le voci di un taglio del rating dell’Eurozona da parte di alcune agenzie internazionali come Standard & Poor’s hanno tenuto alta la tensione sugli spread e hanno fatto anche invertire rotta in negativo alle Borse Europee.

Questo sì che resta un problema. A fine mese, infatti, sono previsti altri test per il nostro debito pubblico: il 27 gennaio con i Bot a sei mesi, i Ctz a 24 mesi e i Btp indicizzati all’inflazione, mentre il 30 gennaio andranno all’asta gli altri Btp. In tutto l’Italia dovra piazzare circa 440 miliardi di euro nel 2012.

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