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La Cina presto prima potenza mondiale (Credits: Tang Zhaoming/Xinhua/ZUMAPRESS.com)
Le ultime statistiche hanno confermato che la Cina è la seconda economia del mondo. Dietro gli Stati Uniti, naturalmente. Una posizione apparentemente destinata a rimanere invariata per ancora molti anni, da quando in più occasioni è stato dimostrato che la Repubblica popolare è tutt’altro che immune al progressivo rallentamento della crescita globale. Eppure, non sono pochi i dati economici che spingono tanti a pensare che il sorpasso non sia poi così lontano. Il prodotto interno lordo, ad esempio, negli ultimi dieci anni è cresciuto ad una media del 10,5% in Cina e dell’1,6% negli Stati Uniti, mentre l’inflazione è rimasta su valori, rispettivamente, del 4,3 e del 2,2%.
E infatti gli esperti del The Economist si sono convinti che lo storico sorpasso tra i giganti dell’economia mondiale arriverà fra un massimo di sei anni. Nel 2018, se, nel frattempo, Pechino riuscirà a mantenere un tasso di crescita del 7,75% (vale a dire un tasso che ingloba già un rallentamento significativo e che è più basso di quello che i cinesi hanno sempre definito il livello al di sotto del quale non si può scendere (8%) se si vuole mantenere un equilibrio di piena occupazione) a fronte di un tasso di inflazione del 4%, e se Washington riuscirà a crescere ad una media del 2,5% l’anno con un’inflazione che non superi l’1,5%.
Immaginando quindi una buona ripresa dell’economia americana. Previsione che, nel caso in cui non fosse confermata, anticiperebbe il sorpasso. Viceversa, qualora Pechino non riuscisse a superare un tasso di crescita del 5% la sua proclamazione a prima economia mondiale andrebbe posticipata almeno al 2021. Eppure, pare davvero poco realistico che il mercato della Repubblica popolare, pur essendo oggi in grosse difficoltà, crolli in maniera così drastica e repentina.
Con un grafico molto divertente gli esperti del The Economist sono poi riusciti non solo a dimostrare che il sorpasso della Cina sull’America in numerosi settori è già avvenuto, ma anche a stimare quando Pechino supererà Washington per quel che riguarda, ad esempio, il consumo di petrolio o le spese per la Difesa. Scoprendo che il primo scavalcamento c’è stato nell’ormai lontano 1999 relativamente al consumo di acciaio.
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(Credits: The Economist)
Nel 2001, invece, i cinesi hanno iniziato ad avere più telefoni cellulari attivi degli americani, nel 2002 hanno consumato più birra e più rame, nel 2006 hanno emesso più anidride carbonica e nel 2007 hanno esportato di più. Nel 2010, invece, hanno prodotto di più e consumato molta più energia, hanno venduto più automobili e, è questo uno di dati più sorprendenti, hanno registrato più brevetti.
Come se non bastasse, gli analisti del The Economist si aspettano che nel 2014 le importazioni e le vendite al dettaglio in Cina supereranno quelle americane, che nel 2016 non solo nella classifica Fortune Global 500, quella che racchiude i primi 500 gruppi economici mondiali sulla base del loro fatturato, ci saranno più aziende della Repubblica popolare che statunitensi, ma sarà questo anche l’anno del grande sorpasso tra le due economie calcolandone il tasso di crescita a parità di potere d’acquisto.
Due anni dopo avverrà quello calcolato in base al valore dei tassi di cambio di mercato. Infine, solo nel 2021 Pechino inzierà a bruciare più petrolio di Washington e nel lontano 2023 i consumatori cinesi saranno finalmente in grado di spendere di più degli occidentali. L’ultimo primato, quello a cui forse l’America tiene in maniera particolare, verrà raggiunto nel 2025, quando la Repubblica popolare avrà anche un budget per la Difesa superiore a quello a stelle e strisce. E avrà soddisfatto, in appena 25 anni, la sua ambizione di diventare la prima potenza mondiale, sotto ogni punto di vista.
- Venerdì 13 Gennaio 2012
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Il 14 Gennaio 2012 alle 21:14 Economia e Finanza : Cina, per Economist nel 2018 sarà la prima potenza mondiale ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 14 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 3 Febbraio 2012 alle 17:27 Ma Ying-jeou: il nuovo volto dei nazionalisti taiwanesi – IL RITRATTO | Thailandia News ha scritto:
[...] che “nessun paese al mondo può permettersi oggi di trascurare quella che è diventata la seconda potenza mondiale, e quindi anche le relazioni tra Pechino e Taipei sono destinate a diventare sempre [...]
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