
Un corteo pacifico dei lavoratori Fincantieri (Credits: Gennaro Manzo / LaPresse)
Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera sembra aver fatto della vertenza Fincantieri una delle sue priorità di questo periodo. Si è impegnato personalmente nella ricerca di una soluzione e, qualche giorno fa, ha incontrato i sindacati di settore per confermare il proprio sostegno economico all’accordo firmato lo scorso 21 dicembre dalle organizzazioni dei lavoratori con l’azienda. Proprio questa notte ha incassato la prima vittoria a Palermo. L’unico punto interrogativo è il no della Fiom.
Le tute blu della Cgil, guidate dal segretario generale Maurizio Landini, si sono infatti opposte all’intesa del 21 dicembre e avevano chiesto con urgenza un incontro proprio con Passera per avere conferme circa un impegno serio del governo sulla questione. Questo incontro c’è poi stato e il responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, come detto, non solo ha avallato l’accordo ma anche confermato l’impegno dell’esecutivo a renderlo operativo.
Nonostante ciò, la Fiom ha comunque confermato il suo no all’intesa e ha rilanciato decretando uno sciopero di otto ore negli stabilimenti Fincantieri per i prossimi giorni. Una scelta che nasce anche dallo scontro duro che ci sarebbe stato con Passera: sindacalisti presenti all’incontro hanno raccontato infatti di un ministro che rivolto a Landini con le mani alzate, lo ha provocatoriamente invitato a fare un po’ quello che voleva, fermo restando che il piano sarebbe andato avanti comunque.
E la buona volontà di Passera tra l’altro pare avere avuto subito i primi effetti. Proprio questa notte infatti i sindacati metalmeccanici palermitani di tutte e tre le confederazioni, quindi anche della Fiom, hanno firmato con Regione Siciliana e azienda un accordo per il cantiere di Palermo. Una scelta che la Fiom locale ha preso in contraddizione con la segreteria nazionale che fino a ieri proprio a Palermo e a Genova aveva imposto il blocco delle attività.
Ora il problema più grosso resta appunto quello della Liguria, con il cantiere di Sestri Ponente dove continuano le agitazioni. Il piano prevede infatti una ristrutturazione completa dell’intero cantiere, il cosiddetto ribaltamento a mare, con un blocco totale delle attività. Un investimento ingente per il quale il governo ha messo sul tavolo 50 milioni di euro e 10 sono arrivati dall’Autorità portuale locale.
Le tute blu della Cgil temono però che il fermo totale possa preludere ad un riavvio delle attività per le quali non saranno garantiti tutti i posti di lavoro.
Eppure proprio in questa direzione va l’accordo del 21 dicembre, che tra le altre cose prevede proprio il mantenimento di un certo livello di occupazione in tutti gli otto stabilimenti di Fincantieri, oltre ad escluderne qualsiasi chiusura.
Un risultato che Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno ritenuto in questo momento l’unica strada percorribile, una strada confermata con forza e disponibilità ora anche da Passera. All’appello manca solo la Fiom, della quale però, a parte gli scioperi, al momento è davvero difficile individuare una strategia chiara.
In questo senso gli unici risultati, molto negativi, ottenuti finora dal blocco dei cantieri a Palermo e Genova, sono stati, in Sicilia, la perdita di una commessa da parte di Costa Crociere, che ha preferito per una manutenzione portare a Marsiglia una propria nave, e a Sestri Ponente, invece, è a forte rischio la consegna di una nave di Oceania, prevista per marzo.
- Venerdì 13 Gennaio 2012
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Il 13 Gennaio 2012 alle 15:14 Economia e Finanza : Fincantieri, Passera c’è. La Fiom invece si spacca ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 13 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 14 Gennaio 2012 alle 12:20 Standard & Poor’s affonda l’Europa « In Pasto al Silvio ha scritto:
[...] nei cantieri navali della Fincantieri di Genova Sestri Ponente, è stata inaugurata il 7 luglio 2006, madrina la modella Eva Herzigova, [...]
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