
(Credits:AP Photo/M. Spencer Green)
Italia bocciata di due punti, come Spagna, Portogallo e Cipro. La Francia e l’Austria insieme con Malta, Slovacchia e Slovenia di uno. La Germania invece resta la prima della classe. E in Europa scoppia la polemica.
L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha scagliato la sua mannaia ieri in tarda serata dopo una giornata di indiscrezioni che hanno fatto girare le Borse in negativo e schizzare nuovamente al rialzo gli spread dei titoli di stato. Ha tagliato il giudizio di nove Stati su 16 tenuti sotto osservazione.
Insomma, la settimana si è conclusa proprio male. Non che non ci si aspettasse che l’agenzia di rating internazionale facesse quello che ha fatto. Ma non con tale portata. Standard&Poor’s aveva più volte dichiarato di tenere sotto osservazione l’Italia e tutta l’Europa nel complesso, ma nessuno si aspettava una bocciatura di due punti per il nostro Paese.
Ora l’Italia, o meglio la sua capacità di restituire il debito contratto con la vendita di titoli di stato, ha ricevuto il “voto” di BBB+ che si colloca due gradini più in basso rispetto al precedente A. Tradotto dal linguaggio di Standard&Poor’s significa che siamo passati da una “solida capacità di rimborso” a “un’adeguata capacità di rimborso”. E per i mercati il passaggio da “solida” ad “adeguata” non è certo da poco. Anzi.
Per fare un esempio: molti fondi di investimento, per regolamento interno, hanno il divieto di investire in titoli di Stato che abbiano un giudizio inferiore ad A. I nostri, quindi, da oggi sono per loro fuori target. Perché considerati, troppo rischiosi.
La Francia, altro grave giudizio, ha invece perso il voto più alto (mantenuto invece dalla Germania): la AAA (tripla A) per passare ad AA+. La decisione era attesa da tempo, almeno dal 5 dicembre quando l’agenzia di rating aveva annunciato che la nazione di Nicolas Sarkozy era sotto osservazione.
Ma nei giorni in cui tutti i maggiori capi di Stato, dal cancelliere Angela Merkel al presidente francese al premier Mario Monti, sono impegnati in incontri volti proprio a tranquillizzare i mercati sul fatto che si stanno prendendo misure per curare l’economia europea, non si attendeva un interevento così dirompente.
La risposta ora è attesa già da lunedì quando i mercati daranno il loro giudizio. E non ci si aspettano certo buone notizie.
Ma soprattutto, qualche risposta severa è attesa dal vertice trilaterale tra Germania, Francia e Italia che si terrà il prossimo 20 gennaio a Roma.
- Sabato 14 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 14 Gennaio 2012 alle 10:36 ojoblog ha scritto:
http://www.ojoblog.it/
Il 14 Gennaio 2012 alle 11:15 Economia e Finanza : Standard&Poor’s boccia l’Italia e mezza Europa ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 14 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 14 Gennaio 2012 alle 18:54 antoniorisparmiarerisparmiando ha scritto:
Mi permetto di segnalarvi un sito che in questi tempi di crisi mi è sembrato decisamente interessante…. ahimè!!!!
E poi ci sono tanti consigli per una vita più ecologica!!!
Il sito è http://www.risparmiare-risparm.....iando.com
Il 15 Gennaio 2012 alle 12:25 nhico ha scritto:
Una volta ci paragonano alla Grecia, un’altra volta al Perù e un’altra ancora a questo o a quel paese insaccato non nei debiti ma nella miseria endemica. S&P non ha declassato lo Stivale piuttosto che la Francia o l’Austria, S$P ha declassato il sistema Ue. Ed ha ragione. Perché se l’Italia, a causa dei suoi troppi ciarlatani della politica, per alcuni versi continua ad essere ancora quell’espressione geografica descritta da Metternich, l’Ue non è neppure quella. Grazie a Prodi, con il proditorio allargamento all’est, l’Ue è un ectoplasma, un budino in camicia da notte in mano a burocrati che dettano regolamenti sulla lunghezza dei cetrioli o su come si può fare il vino senza l’uva ed altre amenità di questo genere. E dove, come se ciò non bastasse, la Repubblika ta’ Malta, senza offesa per i Maltesi, ha lo stesso peso specifico di un altro stato dell’Unione. Una testa un voto, bellezza! Stiamo in democrazia. Ma una democrazia sganciata dalla borsa ha nel suo DNA la sconfitta. Perche se l’Italia, tanto per restare in casa, paga mille e Malta dieci, anche lo scemo dell’ ultimo villaggio peruviano capirebbe che c’è qualcosa che non va. Eppure, i lungimiranti europeisti di ieri e di oggi questo non sembrano averlo capito. Tanto che non hanno neppure pensato di dotare di una banca centrale proprio la loro “unione economica” che avrebbe dovuto dare lustro e creare stabilità alla politica dei loro singoli stati. Una vera contraddizione in termine. Dove S$P, o una qualsiasi sua sorella, a piacimento, potrà intingere il suo biscottino tutte le volte che vorrà.
Il 15 Gennaio 2012 alle 18:52 csenlancer ha scritto:
Che abbia bocciato mezza Europa ci può stare,ma che abbia retrocesso anche l’Italia è strano e sorprendente,ma con il Governo Monti,sponsorizzato dal Quirinale e auspicato,preteso la sinistra,non avevamo risolto tutti i nostri problemi ? Lo spread non doveva calare due o trecento punti ? La borsa non doveva essere sempre in attivo e le agenzie di rating non avrebbero dovuto darci la tripla o la quarta A ? Vuoi vedere che non era Berlusconi il capro espiatorio,l’artefice di tutti i mali ?
Il 16 Gennaio 2012 alle 18:07 Euro, Standard&Poor’s e il lato buono delle bocciature | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] sarà l’impatto a medio termine della decisione di Standard & Poor’s di abbassare il voto a Francia, Italia e altri sette paesi dell’eurozona? Il primo effetto, [...]
Il 16 Gennaio 2012 alle 18:13 Euro, Standard&Poor’s e il lato buono delle bocciature | Vivi Capena ha scritto:
[...] sarà l’impatto a medio termine della decisione di Standard & Poor’s di abbassare il voto a Francia, Italia e altri sette paesi dell’eurozona? Il primo effetto, [...]
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