Il debito pubblico è sceso? Sono aumentate le tasse

La sede di Banca d'Italia a Roma (Credits: ANSA)

La sede di Banca d'Italia a Roma (Credits: ANSA)

Chi ogni giorno navigando in rete dà un’occhiata all’orologio online dell’Istituto Bruno Leoni, che stima lo stock di debito pubblico italiano in tempo reale, se ne è accorto da tempo: il debito sovrano dell’Italia da alcune settimane è cominciato a calare.

La flessione è ancora leggera. A novembre la cifra che lo Stato italiano deve ai propri creditori che hanno comprato e continuano a comprare i nostri titoli di Stato (nel 2012 dovranno essere collocati 400 miliardi di euro), si attesta a 1.905,012 miliardi di euro rispetto ai 1.909,1 del mese precedente (-0,2%), secondo i dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla Finanza pubblica (qui il documento integrale).

Una cifra ancora sopra quota 1.900 miliardi e che, anche se decisamente sotto il record toccato lo scorso luglio (1.911,759 miliardi), rimane lontana dal dato di novembre 2010, quando lo stock risultava pari a 1.868,4 miliardi; si trattava, allora, di circa 31.000 euro per ogni italiano, inclusi neonati e ultracentenari.

Tuttavia un lieve calo c’è. Ed è attribuibile, in parte, all’aumento delle entrate tributarie che nei primi 11 mesi del 2011 è risultato in crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2010, secondo il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Un dato, tuttavia, parzialmente controbilanciato dall’incremento della spesa per interessi.

Le entrate a novembre, comunque, risultano inferiori rispetto a quelle del mese precedente, quando erano salite dell’1,5%, e nettamente in calo rispetto a novembre 2010 (-7,41% a novembre), pari a una flessione di oltre 2 miliardi, a caus della diminuzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef 2011, spiegano al ministero dell’Economia.

Per quanto riguarda i maggiori aumenti, tra le imposte indirette si segnala un +2,0% delle tasse e imposte sugli affari, un +2,9% delle imposte sulla produzione, consumi, dogane e monopoli, e soprattutto un +12,1% del gettito del lotto, lotterie e delle altre attività di gioco. Incrementi che hanno portato nel periodo gennaio - novembre 2011 a delle entrate totali che ammontano a 364,388 miliardi di euro: 198,685 miliardi dalle imposte dirette e 165,703 miliardi da quelle indirette.

Commenti

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Il 16 Gennaio 2012 alle 19:34 antoniorisparmiarerisparmiando ha scritto:

W le tasse….e noi paghiamo!!!!!!
http://www.risparmiare-risparm.....iando.com

Il 16 Gennaio 2012 alle 23:03 ojoblog ha scritto:

http://www.ojoblog.it/2012/01/.....c-eyewear/

Il 17 Gennaio 2012 alle 4:15 Economia e Finanza : Il debito pubblico è sceso? Sono aumentate le tasse ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 17 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 17 Gennaio 2012 alle 12:56 marianicolosi ha scritto:

Non si puo’ avere il vino buono il bicchiere pieno e la moglie ubriaca

Il 17 Gennaio 2012 alle 16:17 carlo.stagnaro ha scritto:

Nel ringraziare per l’attenzione al nostro “orologio del debito”, mi permetto una precisazione: il modello che usiamo per stimare lo stock di debito pubblico non si basa su dati in tempo reale (per esempio su spesa pubblica o entrate fiscali), ma sui dati storici degli ultimi 14 anni. Tradizionalmente, a dicembre il Tesoro fa operazioni di buyback che riducono il debito a fine anno. L’orologio sta continunando a “girare” all’indietro anche a gennaio perché ERAVAMO in attesa del dato aggiornato da parte di Bankitalia, in modo da “riallineare” il contatore al livello del debito “reale” e inserire il nuovo tasso di incremento che, per il mese di gennaio, è positivo (cioè il debito crescerà). Per questa ragione non possiamo affermare (né negare, per ora) che il debito scenderà grazie alle maggiori entrate fiscali. Siamo sempre in speranzosa attesa di essere smentiti dai fatti, e vedere il debito ridursi anche negli altri periodi dell’anno. Purtroppo, al di là delle fluttuazioni mensili e della diversa velocità di crescita tra un periodo e l’altro dell’anno, temiamo e ci aspettiamo che anche il 2012 ci porterà un debito più grande.

Luciano Lavecchia e Carlo Stagnaro
Istituto Bruno Leoni

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