
Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: LaPresse)
“Non è la Francia ad essere stata giudicata in degrado, ma una politica, una strategia, un’equipe, un governo, un presidente”. È diretto l’attacco di Francois Hollande, candidato del Partito Socialista alle prossime elezioni, al presidente in carica in seguito alla perdita della tripla A che l’agenzia Standard & Poor’s ha inflitto alla Francia venerdì 13 gennaio.
Se infatti a livello economico si tratta di una tragedia annunciata, visto che già da vari mesi la Francia era considerata a rischio, a livello politico bisogna segnalare che Sarkozy aveva fatto del mantenimento della AAA un punto d’onore, insistendo a più riprese sulla sua importanza.
Come segnala l’editoriale di domenica del quotidiano Le Monde “l’abbassamento della notazione è allo stesso tempo un non-avvenimento finanziario e un vero e proprio elettrochoc politico”: se i mercati erano già in guardia e i tassi di interesse erano già ben più alti in Francia che in Germania, la decisione di Standard &Poor’s sembra voler colpire la politica economica francese degli ultimi anni, incarnata da un presidente che aveva considerato il fatto di preservare le tre A il fine primario della sua strategia, rendendosi conto forse troppo tardi della necessità di ridurre il deficit pubblico e lottare contro l’indebitamento.
Oggi, mentre il Governo cerca di relativizzare la portata della brutta notizia dicendo che “certo non è una buona notizia, ma nemmeno una catastrofe”, come ha detto il ministro dell’economia Francois Baroin, e rassicurare i francesi dicendo che “Non ci sarà un terzo piano di rigore”, come ha affermato il primo ministro Francois Fillon, Sarkozy invita i suoi cittadini ad avere coraggio: “Bisogna resistere, battersi, dar prova di sangue freddo”.
Ma quali sono le conseguenze della degradazione da una tripla A ad una AA+?
Oltre ad una questione di immagine e di potenza a livello globale, dato che la Francia ha sempre avuto la miglior valutazione possibile, fin dal 1975, l’abbassamento della sua nota farà perdere la tripla A anche ad altri grandi gruppi industriali statali, come la Cassa di Risparmio, l’Assistenza pubblica ospedaliera, il Comune di Parigi ed altri di cui lo Stato francese è azionista, come per esempio La Poste, EDF, France Telecom.
Si annunciano tempi duri, che mettono a dura prova la grandeur francese davanti alla Germania, ben più solida a livello economico e politico, e a tutti gli altri paesi d’Europa. Non bisogna dimenticare infatti un’altra aggravante per lo Stato francese: il 65% del suo debito pubblico è detenuto da investitori stranieri.
A un centinaio di giorni dalla prossima elezione presidenziale, il clima è dei più tesi e il malcontento dei cittadini è tangibile.
- Lunedì 16 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 16 Gennaio 2012 alle 18:03 Crisi: Moody’s conferma ‘Tripla A’ a Francia – ANSA.it | Italia – iWooho.com ha scritto:
[...] Panorama [...]
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