Agenzie di rating, da loro un messaggio chiaro: l’austerità fiscale non serve - L’OPINIONE

La sede di Fitch Ratings a New York (Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)

La sede di Fitch Ratings a New York (Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)

Adesso rischiano di diventare il nuovo tormentone. Dopo lo “spread”, ci sono loro: le agenzie di rating. Sono mesi che promuovono, bocciano gli Stati, la loro capacità di restituire il debito. Cambiano le previsioni, facendoli salire e scendere in serie A, in serie B o, peggio ancora, in serie C. L’ultima, in ordine di tempo, è stata Fitch che questa mattina ha detto chiaramente che la Grecia è fallita. Parole pesanti. Che fanno montare ancora di più la polemica.

Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi. Oggi il Governatore della Banca d’Inghilterra Marvin King. E il presidente designato del Parlamento Europeo Martin Schulz. Tutti e tre hanno affermato che bisogna dare meno attenzione alle agenzie di rating e alle loro valutazioni. Un po’ come il mercato ha fatto in queste due ultime giornate in cui le Borse sono state positive e i rendimenti dei titoli di stato sono scesi. Segno di una maggiore tranquillità.

Dai due governatori è arrivato un messaggio chiaro: le indicazioni di queste società si basano su numeri che solo politiche di rilancio di lungo periodo potranno modificare in meglio. Per questo bisogna fare buon viso a cattivo gioco quando, come accaduto questa mattina, la stessa Fitch ha affermato che ci sono buone possibilità perché anche l’Italia venga declassata entro la fine del mese.

Questa volta ha parlato il responsabile delle relazioni esterne di Fitch Italia, in modo ufficiale. “Sicuramente l’azione del governo è stata utile, seria e credibile ma fino a quando i tassi restano alti c’è un problema di costo del rifinanziamento… e se la situazione resta questa i nostri rating non possono che andare giù”. Il problema, insomma, è il costo con cui lo Stato deve rifinanziarsi.

“Si può dire tutto delle agenzie di rating, che i tempi con cui intervengono sono errati, che vanno regolamentate… ma non che i motivi per cui hanno deciso di bocciare mezza Europa siano sbagliati” dice Giuseppe Ferraguto economista dell’Università Bocconi di Milano. “Le motivazioni del loro giudizio sono semplici: riscontriamo problemi perché l’austerità fiscale introdotta dai governi è basata su una diagnosi non corretta dell’Europa che finirà per peggiorare la situazione del rapporto debito/pil e per creare recessione”. Punto.

Insomma: l’austerità fiscale non servirà a rilanciare l’economia. Le agenzie di rating tirano la linea in fondo ai numeri dei bilanci dello Stato e giudicano che, data la situazione dei conti pubblici, non riusciranno a restituire il debito con la tranquillità (finanziaria) con cui invece dovrebbero farlo.

“Peccato che la risposta dei governatori sia stata una richiesta di ulteriore inasprimento fiscale in Europa, con il fiscal compact” commenta Ferraguto. “Angela Merkel e gli altri numeri uno degli stati europei non capiscono che questo modello non ha funzionato in Grecia, in Irlanda, in Italia”.

Un po’ quello che ha cercato di spiegare anche il nostro presidente del Consiglio Mario Monti al Financial Times di oggi quando tra le righe ha chiesto alla Germania di allentare le richieste di rigore. Ma la risposta non è detto che arriverà. O meglio, non in questa direzione.

“Un’ulteriore dimostrazione di rigidità è arrivata anche dalla Bce che dovrebbe accettare di intervenire a sostegno dei titoli di Stato verso i paesi ancora in salute ma con problemi di solvibilità” spiega Ferraguto. “E invece ha diffuso una lettera in cui dice che i criteri e le ragioni per sforare il rapporto deficit/pil in discussione potranno essere limitate a gravissime situazioni”.

E nel frattempo le agenzie di rating continueranno a promuovere e, ahimé, soprattutto a bocciare.

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Il 18 Gennaio 2012 alle 0:15 Economia e Finanza : Agenzie di rating, da loro un messaggio chiaro: l’austerità fiscale non serve – L’OPINIONE ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 18 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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