Grecia, per Fitch è fallimento. Conto alla rovescia per Papademos

Il premier greco Lucas Papademos (Credits: LaPresse)

Il premier greco Lucas Papademos (Credits: LaPresse)

di Micaela Osella

UPDATE: La Grecia è insolvente e farà default. Ovvero fallirà. La previsione è del responsabile dei rating sovrani europei di Fitch Rating, Edward Parker. Secondo Parker l’accordo per imporre perdite ai creditori privati è da considerare default. Anche per questo la crisi europea - ha dichiarato Parker in un’intervista alla Bloomberg - sarà prolungata.

La Grecia non ha ancora appeso fuori il cartello “fallimento”. Si gioca sul filo del rasoio o quello della speranza sui negoziati all’ombra del Partenone di questi giorni la sua sopravvivenza. Sulle sponde dell’Egeo serve un accordo per sbloccare l’ennesimo pacchetto di aiuti. A metà marzo scadono 14,5 miliardi di titoli di Stato. E senza i soldi di Bruxelles, Atene affonderà.

Eppure, dicono gli economisti interpellati da Panorama.it, in questa storia tutto ha il sapore del déjà vu. Da Berlino Angela Merkel l’ha detto chiaro e tondo: niente sconti. Per aggrapparsi al salvagente da 130 miliardi di euro il premier greco Lucas Papademos dovrà convincere Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea (la Troika), che Atene è pronta a fare sul serio.

Sono passati due anni dal primo piano da 110 miliardi che avrebbe dovuto rimettere in carreggiata il Paese. Correva maggio 2010. Evidentemente qualcuno aveva fatto male i conti. E adesso – ha rilanciato il quotidiano Kathimerini - bisognerà vedere se la troika sarà ancora di manica larga.

Passerà al setaccio tutte le questioni in sospeso, solo dopo si parlerà del prestito. Chiederà nuove azioni lacrime e sangue a Papademos e farà quadrato sullo scambio dei titoli di Stato in mano ai creditori privati e alle banche, costrette a dire sì a una riduzione volontaria del 50% dei loro crediti verso Atene. Ma che finora hanno detto “no”.

Per il New York Times è il segno che l’Europa è già rassegnata e pensa a evitare un default incontrollato che potrebbe mettere a rischio il sistema finanziario globale. Ronald Leven, senior currency strategist di Morgan Stanley l’ha ammesso: “Potrebbe non essere un problema così grosso; il mercato ha già scontato il default di Atene nei prezzi”. I tassi dei titoli a due anni viaggiano al 140,9% di interesse. “Il vero pericolo è l’alto numero di banche europee che detengono titoli ellenici”.

Non è un caso se gli ultimi stress test dell’Eba non hanno preso in considerazione un default della Grecia. In troppo pochi li avrebbero superati. Eppure c’è anche chi come Michael Hart del Roubini Global Economics ha calcolato che il Paese eliminerà il suo deficit con una svalutazione del 50%. “Partendo dal presupposto che gli investitori chiedono il taglio del suo debito, potrebbe venire introdotta una dracma nuova, più debole del 120%”.

“Alla fine come sempre saranno le azioni politiche a decidere – conclude Nick Kounis di Abn Amro –  tutto questo stress e l’empasse dell’economia nell’Eurozona sono sempre uguali a se stesse”. Buona fortuna, Atene.

Commenti

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Il 17 Gennaio 2012 alle 12:47 ojoblog ha scritto:

http://www.ojoblog.it/2012/01/.....axel-s/

Il 17 Gennaio 2012 alle 16:36 nhico ha scritto:

Il direttore de Il Tempo, Mario Sechi, chiude il suo editoriale di oggi dal titolo “Il Medioevo tecnocratico”, con la seguente esortazione: “Sia l’Italia, culla del Rinascimento, a far uscire l’Europa da questo Medioevo tecnocratico.” «Ai tempi di Antonio Bassolino re di Napoli prima e dell’intera Campania dopo» scrive honil, «la stampa domestica che conta, quella che più recentemente si è autoproclamata l’unica stampa libera dello Stivale, aveva parlato di quella esperienza politica/amministrativa come di un nuovo Rinascimento. Sembra oramai chiaro a tutti che quell’agitarsi di turiboli più che un abbaglio professionale è stato un servizio di servilismo che non ha fatto bene né al meridione d’Italia né a Bassolino. Che c’entra ciò, con il nostro “Medioevo tecnocratico”? A parte la bizzarra associazione d’idee, niente. Ma Monti, che, peraltro, culturalmente appartiene alla stessa genia delle agenzie di rating, non può traghettare al nuovo né l’Italia né l’Europa. E’ la politica che si deve svegliare, quella che il Quirinale ha addormentato.

Il 18 Gennaio 2012 alle 5:14 Economia e Finanza : Grecia, per Fitch è fallimento. Conto alla rovescia per Papademos ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 18 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 2 Febbraio 2012 alle 19:46 Grecia, servono altri 15 miliardi: continua la saga all’ombra del Partenone | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] È l’effetto sorpresa a non far prendere mai polvere al Partenone. Ad Atene non si sa come, né perché, ma la storia ritorna sempre al punto d’inizio. Sulle sponde dell’Egeo i conti non quadrano mai. Anche se l’accordo con i privati sembra ormai a un soffio e si dovrebbero spalancare presto le porte di un secondo giro di aiuti, la Grecia traballa. [...]

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richard-branson
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