Il vertice di Roma di venerdì 20 gennaio, che prevedeva l’incontro del triunvirato Monti-Sarkozy-Merkel per accordarsi prima del vertice europeo del 29, è saltato, o più precisamente, è stato rimandato a data da destinarsi, probabilmente intorno alla fine di febbraio.
È stata la Francia ad annullare questo summit internazionale che avrebbe potuto fornire, se non delle soluzioni, almeno la volontà di stringere i legami con l’Italia invece di guardare unicamente alla Germania facendo di tutto per saldare solo la solidità della cosiddetta “coppia franco-tedesca”.
Ma un “impegno imprevisto concernente la politica interna” sembra impedire il presidente francese. Notizia confermata anche dall’Eliseo che fa appello a delle “ragioni di agenda” senza fornire per il momento nessun altro particolare.
Se la perdita della tripla A da parte dell’agenzia Standard & Poor’s non ha impedito ieri a Monsieur le President di recarsi in Spagna per ricevere la legion d’onore per il sostegno alla lotta contro il terrorismo e in particolare per le azioni condotte insieme al governo spagnolo per combattere l’Eta, un periodo assai denso sembra ora occupare tutta l’agenda di Sarkozy, che deve riuscire a combinare le sue azioni da Presidente della Francia con la sua vera e propria discesa in campo nella campagna elettorale.
Come coordinare ennesime misure d’austerità facendo al contempo sognare i francesi con delle promesse utili a vincere un’elezione? La perdita della tripla A viene considerata come un fallimento della politica economica messa in opera da Sarkozy negli ultimi 5 anni, e i suoi avversari approfittano del dato per criticare le sue scelte ed acquisire nuovi punti nei sondaggi.
Oggi è Francois Hollande, il candidato socialista, ad essere in testa, seguito da Sarkozy, Marine Le Pen, del front National che rappresenta l’estrema destra, e Francois Bayrou, uomo di centro che si è piazzato al terzo posto nelle scorse elezioni presidenziali.
Incontrare il nostro premier non sembra essere perciò una delle priorità del leader francese, impegnato a mettere in piedi la Tobin Tax anche da solo contro tutti, per velocizzare dei dispositivi economici che hanno bisogno di tempo per essere calibrati e poi attivati a livello europeo.
Ma cerca di dare un segnale forte ai francesi, quello di governare la situazione, saper gestire la crisi e mantenere la leadership della Francia in Europa e nel mondo, mostrandosi sempre in prima fila nei vertici comunatari senza per questo accettare necessariamente un dispositivo decisionale comunitario condiviso con gli altri paesi.
- Martedì 17 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 30 Gennaio 2012 alle 10:53 Sarkozy in tv: sono pronto a salvare la Francia e a introdurre la Tobin Tax | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] davanti a quattro giornalisti, per entrare nelle case dei francesi e mostrare di avere una strategia per far crescere la Francia, recentemente declassata dall’agenzia Standard & Poor’s della sua tripla A, [...]
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