Crisi, il Fondo monetario internazionale promuove Mario Monti. Ma l’Italia ha bisogno dell’Europa

L'economia italiana secondo il Fondo monetario internazionale (Credits: Claudio Laurenti)

L'economia italiana secondo il Fondo monetario internazionale (Credits: Claudio Laurenti)

Il deficit italiano sarà pari al 2,8% del prodotto interno lordo nel 2012 e al 2,3% nel 2013. Mentre il rapporto debito/pil sarà del 125,3% nel 2012 e del 126,6% nel 2013. Ovvero: l’economia italiana si contrarrà del 2,2% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013. E “non ce la potrà fare da sola” avrebbe detto Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento degli affari di bilancio del Fondo monetario internazionale che ha diffuso oggi questi dati. Salvo poi ritrattare in serata questa affermazione.

Dichiarazioni a parte, L’Italia secondo l’Fmi deve muoversi in tre direzioni. Provvedere ad un aggiustamento del bilancio (cosa che secondo il Fondo monetario internazionale già sta facendo a una buona velocità), attuare le riforme strutturali (e anche in questo caso il Fondo monetario internazionale promuove le liberalizzazioni del Governo Monti), ricevere un sistema anti-crisi, un firewall, rafforzato a livello europeo.

Notizia negativa: i dati sono peggiori rispetto alla media mondiale. Secondo il Fmi infatti il pil mondiale nel 2012 crescerà del 3,3% (-0,7% rispetto a settembre), e del 3,9% nel 2013, mentre nell’area euro si contrarrà dello 0,5% nel 2012 per crescere dello 0,8% nel 2013.

Rispetto all’Italia, il prodotto interno lordo della Germania crescerà dello 0,3% nel 2012 e dell’1,5% nel 2013 e quello della Francia dello 0,2% e dell’1%. Per la Spagna è atteso un -1,7% e un -0,3%.

Notizia positiva: Italia promossa. O meglio. Il pacchetto di misure del Governo Monti approvate in dicembre consentirà di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e di far scendere la spesa annuale per le pensioni di 1,75 punti percentuali del pil nei prossimi 20 anni, la “migliore performance fra le economie avanzate” dove la spesa media scenderà dell’1,25%.

C’è però un problema. L’Europa, secondo il Fmi, ha bisogno comunque di un ampio piano per recuperare la fiducia dei mercati. Come fare? Secondo il Fondo serve un aumento della dimensione e della flessibilità sia del Fondo salva-stati temporaneo sia di quello permanente. “Fino a che un più grande firewall, un sistema di difesa, sarà in atto, la liquidità da parte della Banca centrale europea a sostegno della stabilizzazione del debito dei governi e del finanziamento delle banche resta essenziale”.

Allo stesso tempo però bisogna valutare la “velocità degli aggiustamenti nel breve termine”. Ovvero: una stretta eccessiva in un periodo di rallentamento può esacerbare più che alleviare le tensioni sui mercati con un impatto negativo sulla crescita.

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