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(Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Non passa giorno senza nominarlo. È lo spread, ormai eroe nazional-popolare che ha conquistato gli onori delle cronache. È la distanza, in gergo tecnico il “differenziale”, che si registra tra i titoli di Stato italiani e gli omologhi Bund tedeschi presi a riferimento come modello di massima garanzia nell’attuale scenario di crisi. Più sale, più la situazione sul mercato si fa rischiosa. Non c’è che dire: i brividi ultimamente non sono mancati mai.
Oggi c’è stato l’ultimo atto. Dopo un brusco calo che lo ha riportato a un passo da quota 400, la forbice tra il Bund e il Btp a 10 anni ha invertito la rotta per risalire bruscamente, oltre 420 punti. Il differenziale Francia-Germania è a 117,8 punti e quello della Spagna a 346.
L’ombelico del mondo resta la Grecia con il suo rebus sull’haircut, ossia il cosiddetto taglio sul debito che dovranno digerire i creditori.
È evidente che i mercati si attendono qualche segnale su Atene soprattutto dall’ormai prossima riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea, con il Consiglio di lunedì 30 gennaio pronto a prendere le decisioni finali. Sarebbe questione di giorni, ha detto il ministro delle finanze di Atene, Evangelos Venizelos. La prudenza però resta la via maestra sullo sfondo della crisi sovrana sempre in movimento.
Eppure le tensioni sulle Borse e sui titoli di Stato non sono da ricondurre alla situazione difficile che sta vivendo l’economia mondiale, piuttosto si spiegano con la percezione del rischio. O almeno così la pensano i trader di Equita sim. “Questa tesi è confermata da un studio datato 2009 dalla Banca centrale europea in cui sono sottolineati gli elementi determinanti per lo spread: primo la percezione del rischio; secondo il deterioramento dell’economia domestica e terzo l’iterazione tra i due” si legge in un loro report diffuso oggi.
E continuano: “Gli spread possono tornare a livelli di 100 o 150 punti base, anche se il rapporto debito/ Pil dei Paesi resta alto”. La chiave di volta è tutta racchiusa in una parola: fiducia. “Sul mercato tutti devono ritenere che si stia lavorando bene per andare nella direzione giusta”. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, che dalle colonne del Financial Times oggi ha aperto a un potenziamento del fondo Salva-stati in cambio di quelle regole rigorose nel patto di bilancio che fanno traballare l’impalcatura dell’euro, è avvisato.
- Martedì 24 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 25 Gennaio 2012 alle 2:16 Economia e Finanza : Spread, scende e poi risale. Ma è solo questione di fiducia ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 25 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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