Organico inadeguato, arretrati soffocanti e competenze soggette a un inopportuno turn over. Sono questi i tre elementi che mettono a rischio in partenza una delle più rilevanti novità contenute nel decreto sulle liberalizzazioni, quella che introduce il Tribunale delle imprese. L’idea, che era in gestazione da anni, dovrebbe permettere di avere una giustizia più rapida per le controversie che riguardano le aziende.
In questo modo l’Italia diventerebbe una realtà più affidabile dal punto di vista del diritto civile, richiamando così quegli investimenti stranieri che oggi snobbano il nostro Paese proprio perché diffidano dei tempi troppo lunghi della nostra giustizia.
Le competenze di tutta una serie di questioni economico-amministrative che vanno dalle liti tra soci di una spa, alle controversie sul trasferimento di partecipazioni azionarie, fino alle impugnazioni delle delibere degli organi sociali, verranno affidate d’ora in poi a 12 tribunali speciali già esistenti e attivi sul territorio nazionale e che finora si sono occupati di proprietà industriale e diritto d’autore. Tribunali che tra l’altro hanno dimostrato di lavorare bene finora e di svolgere i propri compiti in tempi accettabili. Ora però cosa potrebbe accadere con l’incombere di tutte queste nuove competenze?
Tommaso Marvasi, presidente da circa 4 anni della Nona sezione del Tribunale di Roma, proprio quella specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale non ha dubbi. “La proposta del Tribunale delle imprese mi trova del tutto favorevole, soprattutto per gli impatti positivi che potrà avere sull’economia. Detto ciò però è ovvio che con una competenza così allargata, se non verrà aumentato il personale, ci creerà grosse difficoltà.
In questo senso faccio presente tra l’altro che il mio ufficio, per ragioni di carattere amministrativo, oltre che su Roma è competente per le stesse materie anche su L’Aquila, Sassari e Cagliari. Facile immaginare dunque la mole di lavoro cui dovremo fare fronte”.
Altro fattore critico è quello che riguarda gli enormi arretrati che d’altronde soffocano l’attività di tutti i tribunali italiani, siano essi penali o civili. “In questo senso – sostiene Marvasi – è necessario pensare ad un modo per smaltire la quantità di pendenze che mettono a rischio l’attività degli uffici. Nel nostro caso, mi sembrava ad esempio opportuna la proposta di eliminare per determinate cause il terzo grado di giudizio, affidando alle Corti di appello alcune competenze della Cassazione. Pensi che negli Stati Uniti, di fronte alla Corte Suprema, ogni anno arrivano solo 250 cause, mentre da noi spesso la suprema magistratura deve esprimersi anche su beghe di condominio”.
Terzo anello debole della catena infine il turn over introdotto recentemente da una normativa che impone nella magistratura un cambio di ufficio ogni dieci anni, termine che scende a 8 per i presidenti di tribunale. “Mi sembra una misura inadeguata, soprattutto in un campo specialistico come il nostro – fa notare il presidente Marvasi -. Infatti, proprio quando si sono maturate le necessarie competenze su argomenti così specifici, si deve abbandonare il proprio posto. Io a breve dovrò ad esempio fare i conti con la dipartita di due vere e proprie colonne del mio ufficio, due esperti che sulla materia avevano tenuto convegni anche all’estero. Ebbene – conclude Marvasi - i due professionisti che saranno chiamati a sostituirli dovranno fare un lungo tirocinio prima di maneggiare la materia con la stessa competenza”.
- Martedì 24 Gennaio 2012

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Il 24 Gennaio 2012 alle 11:15 Economia e Finanza : Tribunale delle imprese, ecco come funzionerà e i tre fattori che mettono a rischio la riforma ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 24 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 2 Febbraio 2012 alle 15:47 Tribunale delle imprese, costi quadruplicati. “No” del Senato | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] fa sempre più in salita il percorso di approvazione del Tribunale delle imprese, uno dei provvedimenti a cui il governo aveva dimostrato di tenere di più tra quelli contenuti nel [...]
Il 2 Febbraio 2012 alle 15:55 - Vivi Capena ha scritto:
[...] fa sempre più in salita il percorso di approvazione del Tribunale delle imprese, uno dei provvedimenti a cui il governo aveva dimostrato di tenere di più tra quelli contenuti nel [...]
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