Tir, danni per 100 milioni. Scatta la speculazione e i prezzi crescono anche del 200%

Blocco Autotrasportatori sulla tangenziale di Torino (Credits: Fabio Ferrari / LaPresse)

Blocco Autotrasportatori sulla tangenziale di Torino (Credits: Fabio Ferrari / LaPresse)

Cento milioni di euro. È questo il danno stimato per il momento al settore agroalimentare dallo sciopero dei Tir. Le cifre le ha fornite oggi a Roma la Coldiretti nel corso di una manifestazione denominata significativamente “Coraggio Italia” nel corso della quale gli imprenditori agricoli hanno regalato a famiglie bisognose e pensionati, prodotti agricoli rimasti stipati nei magazzini a causa del blocco dei trasporti su gomma.

Parliamo di 20 mila tonnellate al giorno di frutta e verdura, 25mila tonnellate di latte e 5mila tonnellate di fiori e altri prodotti. Per un totale di 50mila tonnellate al giorno di merci che ormai rischiano di andare al macero.

E se le perdite economiche complessive come detto vengono stimate intorno ai cento milioni e sempre in aumento, più difficile invece entrare nel merito delle cifre dei singoli comparti. Si va dai 7,5 milioni di euro per il mercato di Fondi, nel Lazio, ai 3 milioni di euro per quello di Catania, sempre secondo un monitoraggio della Coldiretti.

In Campania poi, si perdono 1,2 milioni di euro al giorno per il latte, 600 mila euro dei quali solo per quello di bufala, e oltre 5 milioni per l’ortofrutta. Più in generale poi in Emilia Romagna ci sono problemi per la mancata consegna di prodotti ortofrutticoli che potrebbe costare una decina di milioni e in Puglia tra latte, ortofrutta e fiori il danno è di circa 7 milioni di euro.

Ma in questo mare di perdite, c’è qualcuno che invece potrebbe purtroppo guadagnarci. Si tratta dei soliti sciacalli della speculazione, che hanno già da qualche giorno approfittato della carenza di materia prima per pompare a dismisura i prezzi dei prodotti. I listini sono lievitati a volte anche del 200% con una spesa che per le famiglie si annuncia di almeno un 15-20% superiore alla media.

Da rilevazioni effettuate tanto dalla Coldiretti che dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, si scopre che ad esempio il prezzo delle zucchine è schizzato tra i 5,50 euro e i 7,50 euro rispetto ai tre euro che si pagavano per un chilo fino a qualche giorno fa. E ancora le insalate, passate da 2 euro al kg a 4,30 euro, le melanzane che sono arrivate a 3,50 euro invece di 2,50. E lo stesso dicasi naturalmente per la frutta con prezzi praticamente raddoppiati per arance, da un euro a due, per le mele, da 1,20 euro a 2,10, e per le pere, passate da 1,30 euro al kg a 2,30. Per non parlare infine di casi limite come il pomodoro ciliegino a 5,45 euro al chilo o addirittura i datterini venduti a 8,7 euro al chilo.

A parziale consolazione bisogna anche rilevare che proprio in questi giorni sono scattati una serie di controlli da parte della Guardia di Finanza che sta cercando di verificare che in supermercati e negozi non avvengano vere e proprie truffe ai danni dei consumatori. Ovvio comunque che il consiglio migliore che si può dare alle famiglie italiane in questo momento è di tenere alta la guardia per evitare possibili fregature.

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