Crisi, la teoria anti-liberista che prende la strada di sinistra

Dalla crisi si può uscire anche da sinistra, e non solo con una visione di ispirazione liberista. Questa la provocazione che lanciano, anche nei confronti del Pd, tre associazioni di ispirazione riformista e socialista: la Casa della Cultura di Milano diretta da Ferruccio Capelli, il Circolo Carlo Rosselli guidato da Francesco Somaini e Giovanni Scirocco, l’associazione network per il Socialismo Europeo che ha tra i suoi animatori Lanfranco Turci.

Insomma, mentre la sinistra in Parlamento sostiene il governo presieduto da Mario Monti, a Milano nasce una fronda culturale che contesta l’impostazione economica sull’uscita dalla crisi. “Non è incompatibile da un lato sostenere un governo tecnico che prende provvedimenti per tamponare una situazione critica e dall’altro ragionare su prospettive di più lungo termine” risponde Luca Fantacci, docente di storia economica e scenari economici internazionali all’Università Bocconi, uno dei protagonisti del ciclo d’incontri.

Il problema, dice Fantacci a Panorama.it “è come uscire da una crisi che dura ormai da almeno 5 anni: occorre una riflessione di più ampio respiro per rilanciare gli investimenti e l’occupazione, che poi sono gli obiettivi tradizionali della sinistra”.

Ma cosa vuol dire avere una visione non liberista, in tempi di liberalizzazioni? “L’idea di ridurre le posizioni di rendita mi sembra condivisa da destra e sinistra, le liberalizzazioni aveva già provato a farle Bersani: poi si tratta di passare dalle parole ai fatti”, osserva Fantacci.

Che soprattutto insiste sulla necessità “di rimuovere la rendita finanziaria: quindi si tratta di riformare il sistema fiscale, alzando le aliquote su azioni, fondi e obbligazioni e parificandole a quelle sul lavoro e sull’impresa, e favorire il sistema di credito alle imprese consentendo di girare i crediti a una camera di compensazione centralizzata. Entrambi questi temi dovrebbero essere al centro dell’azione della sinistra”.

Il dibattito si articolerà in “10 lezioni sulla crisi. Una visione non liberista”, un ciclo di incontri che inizia il 30 gennaio e proseguirà tutti i lunedì sera fino ad aprile. Apre una tavola rotonda, lunedì 30, tra l’esponente del Pd Gianni Cuperlo, l’economista Luca Fantacci, i giornalisti Massimo Mucchetti e Jacopo Tondelli e, a nome degli organizzatori, Lanfranco Turci.

Ai successivi incontri si parlerà di economia e finanza, lavoro e welfare, imprese e ambiente: tra i relatori, banchieri come Pietro Modiano sul tema fiscale e politici non proprio di sinistra come Bruno Tabacci sugli enti locali. Tutti accomunati per contrastare, come spiegano gli organizzatori, “la visione che è alla base delle politiche che hanno contribuito a creare la crisi globale. Occorre un cambiamento di prospettive”.

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