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La sede di Borsa italiana in Piazza Affari a Milano (Credits: LaPresse)
di Micaela Osella
Niente fulmini sotto il cielo di Roma. Piazza Affari è ripartita stamattina dall’asta dei Btp, quelli a 5 e a 10 anni. E grossi brividi, nonostante il giudizio velenoso di Fitch, servito freddo venerdì sera, alla fine non ci sono stati. Il Tesoro ha, infatti, collocato 5,5 miliardi di euro con rendimenti in calo, ma senza fare il pienone.
Le Borse sono andate giù. Lo spread tra i Btp e Bund ha ballato sopra i 430 punti base. Anzi la forbice si è allargata fino a 436 punti, mentre il rendimento del titolo decennale è risalito al 6,18%. Colpa della mancanza di coesione dell’Eurogruppo, hanno risposto gli esperti interpellati da Panorama.it. Sperando di essere smentiti, almeno una volta.
Il ritorno dell’Italia sul segmento medio e lungo del mercato dei titoli di stato faceva tremare i polsi ai trader. L’ingente ammontare offerto e il difficile contesto legato al declassamento dell’Italia firmato Fitch non aiutavano. Da qui la decisione del Tesoro di non collocare il massimo importo offerto ma di fermarsi a 3,5 miliardi, malgrado una domanda pari a oltre 4,6 miliardi.
È andata meglio al decennale da soli 2 miliardi di euro. L’asta è andata bene, ma “c’è stata una regressione rispetto ai risultati di settimana scorsa” dice Angelo Drusiani, gestore di Albertini Syz. “Il calo dei rendimenti che sono scesi tanto rispetto a un mese è stato vanificato. La domanda però ha tenuto: a questi livelli i titoli italiani sono stati comprati anche dagli esteri, convinti che l’Italia stia implementando una politica che le consentirà di uscire da questa fase. Quello che resta nebuloso è lo scenario europeo: oggi si riunisce la disunione europea e questa incertezza pesa”.
Basta guardare al Portogallo per dare un senso compiuto alla parola paura. Lo spread tra i bond lusitani e il bund lì ha toccato il record storico fino a 1.420 punti con il rendimento del decennale lusitano al 16%. E lo stesso copione hanno ricalcato i cds, i credit default swaps.
Secondo i dati di Cma il costo per assicurare 10 milioni di dollari di debito sovrano portoghese per i prossimi cinque anni è schizzato a 3,95 milioni di dollari, da pagare in anticipo, più altri 100.000 dollari da pagare annualmente. Tutto ciò indica che ci sono il 71% di possibilità che il Portogallo fallisca entro i prossimi cinque anni. “A fare da ago della bilancia – spiega un economista di una primaria banca italiana che preferisce mantenere l’anonimato – sarà la soluzione che verrà trovata in Grecia. La sensazione del mercato è che a Lisbona sarà applicato lo stesso trattamento”.
“Di certo – riprende Drusiani – prima di fare i conti con qualsiasi epilogo, bisognerà affrontare il fitto calendario di emissioni che coinvolgerà gli emittenti sovrani europei nei prossimi giorni”.
- Mercoledì: Berlino riaprirà titoli quinquennali per 5 miliardi di euro
- Giovedì: torneranno sul mercato sia la Francia che la Spagna. La prima con bond con scadenze comprese tra 6 e 10 anni tra 6,5 e 8 miliardi di euro, la seconda con Bonos con scadenza tra il 2105 e il 2018 fino a 6,5 miliardi.
- Lunedì 30 Gennaio 2012
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IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
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Il 31 Gennaio 2012 alle 3:15 Economia e Finanza : Asta Btp, l’Italia spaventa meno. La paura ora si sposta sul Portogallo ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 31 gennaio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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