
L'illustrazione simboleggia la vita con il cloud computing
Una nuvola ci salverà. Lo sviluppo del cloud computing, l’alternativa scalabile ai server contemporanei fornita da alcuni operatori come servizio, promuoverà la crescita economica, incrementerà la produttività e introdurrà un cambio nel tipo di lavori e di competenze richieste dal business. Lo rivela uno studio condotto dalla London School of Economics and Polital Sciences e citato da Joe McKendrick, opinionista di Forbes, autore interessato e specializzato in tutte le trasformazioni che le innovazioni tecnologiche apportano alla vita e all’ambiente lavorativo.
Al fine di esaminare l’impatto del cloud computing, lo studio – supportato da Microsoft - ha preso in considerazione due industrie diverse fra loro: i servizi cellulari di ultima generazione e l’ambito aerospaziale in quattro mercati: Italia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. “Investire nel cloud computing contribuisce alla crescita e alla creazione di posti di lavoro sia in un settore a crescita molto veloce, come quello della telefonia, sia in uno caratterizzato da tempi di sviluppo più lunghi”, scrive McKendrick.
E non finisce qui: la nuvola, infatti, crea nuovi posti di lavoro attraverso la costruzione e la gestione dei centri data che ospitano la virtualizzazione. Usare il cloud computing aiuta i business di tutte le dimensioni a essere più produttivi, liberando capacità di management e competenze tecniche di figure professionali che hanno la possibilità di concentrarsi su aree di lavoro a maggior rendimento. “Parallelamente, ci sarà una nuova gamma di opportunità di lavoro che si apriranno come risultato del passaggio sulla nuvola – prosegue l’esperto -. Lo studio, infatti, evidenzia che mano a mano che le imprese migrano da server proprietari alla virtualizzazione e al cloud computing, gli imprenditori hanno bisogno di nuove risorse più “tecniche” caratterizzate da stipendi superiori alla media”.
Fra i Paesi analizzati dallo studio, gli Stati Uniti fanno da apripista in termini di creazione di nuovi posti di lavoro legati al cloud computing. Nel settore della telefonia, per esempio, saranno richieste 54.500 professionisti in più. Nel Regno Unito, la cifra è più modesta (circa 4.000), probabilmente – osservano gli autori dello studio – in ragione delle caratteristiche del mercato americano: costi di elettricità più bassi e regole meno restrittive per il lavoro, rispetto all’Europa.
Non saranno escluse dai benefici anche le piccole e medie imprese che, in base ai dati del settore telefonia, vedranno crescere il numero di start-up. Buone notizie per chi temeva ricadute sul fronte occupazionale. Gli investimenti nella virtualizzazione avranno un impatto quasi nullo sulla discoccupazione, in quanto è molto probabile che le aziende investiranno in training delle risorse esistenti.
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L’effettivo impatto del cloud sulla crescita del business o sull’andamento di un segmento, emerge dai dati, sarà determinato dal tipo di attività svolta e dalle regolamentazioni in atto nel settore. “Il cloud avrà un impatto più ampio su settori concentrati sul web, come l’industria dei servizi per smartphone, piuttosto che nei settori manifatturieri ad alta tecnologia tradizionali”, ricorda McKendrick. Nel periodo 2010-2014 sarà l’industria dei servizi a registrate una più vasta espansione e un più alto numero di start-up.
Nella stessa finestra temporale, nel Regno Unito, la crescita di posti di lavoro nel settore telefonia dovebbe toccare +349% contro il 52% del settore aerospaziale. In Germania, le previsioni saranno rispettivamente di +280% per la telefonia e 33% per l’aerospaziale; in Italia +268% e +36% e, infine, negli Stati Uniti + 168% e +57%. I ricercatori autori dello studio, Jonathan Liebenau, Patrik Karrberg, Alexander Grous e Daniel Castro, sottolineano infine che il cloud avrà implicazioni lavorative dirette e indirette anche nell’indotto che potrebbero non essere evidenti all’inzio, ma riguarderanno la costruzione di nuovi centri dati (che richiederanno il 30% dei lavori a tempo determinato collegati al cloud), l’allestimento (altro 30%), la manutezione e la sicurezza nell’indotto.
Infine, c’è il “dividendo della nuvola” che le imprese vedranno con lo sviluppo del sistema. “Questi miglioramenti riguarderanno il passaggio - invece di un taglio di orari e stipendi - di risorse in ambito IT verso responsabilità generali nell’ambito amministrativo e strategico”. La principale sfida per le nuove competenze nel mercato del lavoro.
- Sabato 4 Febbraio 2012
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Commenti
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Il 4 Febbraio 2012 alle 12:14 Economia e Finanza : Il cloud computing spinge in alto il lavoro ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 04 febbraio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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