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Il premier greco Lucas Papademos (Credits: MICHELE RICCI\LAPRESSE)
di Micaela Osella
”Noi ci rifiutiamo di riconoscere il fallimento della Grecia. Non possiamo accettarlo”. Così Angela Merkel in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva ZDF assieme al presidente francese Nikolas Sarkozy. E sì, perché il rischio di un fallimento dello stato ellenico oggi è stato molto, molto vicino.
Saranno decisive le prossime 24 ore: l’incontro tra il premier Lucas Papademos, con i leader dei tre partiti al governo, il socialista Giorgos Papandreou del Pasok, Antonis Samaras di Nea Dimocratia e Giorgos Karatzaferis di Laos, previsto nel oggi pomeriggio, è slittato a domani; mentre quello con i rappresentanti della troika ha portato alla quadra. Gli operatori interpellati da Panorama.it non si scompongono. Perché l’opzione default ormai non è più un tabù.
Nulla ad Atene assume i tratti dell’ufficialità, ma secondo le prime indicazioni tra Fmi, Unione europea e governo la sospirata intesa salva-Grecia sarebbe saltata fuori. La posta in gioco d’altra parte era troppo alta. In palio c’è un assegno salito a 170 miliardi di euro che servirà a rimborsare il 20 marzo i creditori privati altrimenti sarà bancarotta.
Nell’attesa di nuovi dettagli, la Commissione Ue ha voluto dare un assaggio: ricapitalizzerà il Fondo ellenico di stabilità del 2010. Le questioni cruciali che riguardano la riduzione dei sussidi pensionistici e il costo del lavoro nel settore privato sono però ancora senza una risposta. L’adozione di quelle misure che dovranno ridurre la spesa pubblica greca per un punto e mezzo di Pil sono dure da digerire.
Domani scenderanno per dire no nella Piazza di Sintagma, davanti al Parlamento, la Gsee, il sindacato che raggruppa i lavoratori del settore privato, e l’Adedy dei lavoratori del settore pubblico. La strada però appare segnata: se Atene vuole una mano, niente sconti. Sono stati chiari il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel che hanno fatto appello al suo senso di responsabilità.
Anche il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha ribadito il concetto sottolineando che “tutte le parti sono pronte a fare il massimo, ma c’è un ritardo che non si può ignorare, e ora speriamo solo di poter vedere gli impegni necessari per far avanzare la situazione”. Il collegamento è alla riunione dell’Eurogruppo che entro la settimana dovrà dare il via libera.
Per Bruno Cavalier, economista di Oddo Securities “se siamo arrivati a posizioni quasi inconciliabili è perché ci sono buone ragioni per non cedere, ma altrettante per negoziare”. “Dal punto di vista europeo la Grecia è un pozzo senza fondo – spiega –. Assicurarle nuovi fondi senza il pieno controllo si traduce in uno spreco di denaro. Dal punto di vista della Grecia, a poche settimane delle elezioni, è difficile per i partiti aderire alle richieste senza commettere una politica di suicidio. Senza gli aiuti però è la fine”.
“La vera domanda da porsi – prosegue Cavalier - è chiedersi se ci sarà un contagio”. Per l’economista la risposta è no in quanto “l‘Europa ha i mezzi per assorbire un simile shock”. Il suo sistema bancario è supportato dalla Bce, grazie alla stagione dei prestiti illimitati inaugurata a dicembre da Mario Draghi, anche se dietro le quinte sta prendendo sempre più piede uno scenario di default.
“Trovare una soluzione definitiva a questa empasse non sarebbe male – conclude -. Peccato ci siano paesi come Germania, Finlandia e Paesi Bassi convinti che l’addio di Atene all’euro abbia una sua giustificazione: sia la giusta punizione per aver alterato i conti quando entrò nell’Unione monetaria”.
Comunque sia, domani la saga ateniese riparte dai colloqui di Papandreu con gli esponenti di governo. E nuovi colpi di scena sulle sponde dell’Egeo non mancheranno.
- Lunedì 6 Febbraio 2012
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Il 7 Febbraio 2012 alle 0:15 Economia e Finanza : Grecia, si tenta il tutto per tutto per evitare il default ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 07 febbraio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 9 Febbraio 2012 alle 16:48 Grecia, il salvataggio dalla commedia alla tragedia | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] che doveva essere una gestione “ordinata” della crisi greca si sta trasformando in una caotica tragi-commedia. Ricapitoliamo: la troika Bce, Fmi e Ue chiede ad [...]
Il 9 Febbraio 2012 alle 16:53 - Vivi Capena ha scritto:
[...] che doveva essere una gestione “ordinata” della crisi greca si sta trasformando in una caotica tragi-commedia. Ricapitoliamo: la troika Bce, Fmi e Ue chiede ad [...]
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