I timori della squadra di Giorgio Squinzi, evidentemente dotata di buoni canali di “intelligence”, si sono rivelati più che fondati. L’incontro di ieri a Mogliano Veneto per presentare i 3 candidati alla presidenza di Confindustria (a cui il titolare della Mapei ha rinunciato all’ultimo minuto, ufficialmente per problemi di agenda) è stato utilizzato da concorrente più debole Andrea Riello per fare il passo indietro atteso da tutti a proposito della sua candidatura e un mezzo passo avanti a sostegno del vero avversario di Squinzi, Alberto Bombassei.
Quest’ultimo ha ricevuto oggi un altro appoggio importante: quello di Gianfelice Rocca, vice presidente di Confindustria e patron del colosso mondiale dell’acciaio Techint che alcuni mesi fa sembrava anch’egli in procinto di candidarsi per succedere a Emma Marcegaglia. “In un paese che cambia” ha detto “credo che debba cambiare anche Confindustria. E credo che il candidato ideale sia Alberto Bombassei”.
Certo, l’endorsement di Riello non è stato esplicito e ufficiale, ma ormai tutti hanno capito che la Confindustria regionale sta manovrando per schierare in blocco gli imprenditori del Veneto a fianco di Bombassei, che ha già dalla sua Verona e Treviso, oltre a diverse altre importanti aree territoriali del Nord come Torino, Bergamo (sede della sua Brembo) e Modena (controllata dal suo grande sponsor Luca Cordero di Montezemolo).
In caso di riuscita, l’operazione potrebbe riportare in equilibrio una bilancia che in partenza (soprattutto a causa del sostegno delle territoriali più importanti d’Italia, Milano e Roma, e di federazioni pesanti come Ance e Federchimica) sembrava pendere a favore del milanese Squinzi.
Ma riuscirà? Questa è l’incognita del momento. Le territoriali del Veneto sono tradizionalmente poco propense a fare blocco, per non dire irrimediabilmente litigiose, come mostrarono nel 2004, quando il trevigiano Nicola Tognana dovette ritirarsi e lasciare campo libero a Montezemolo di fronte alla defezione di tanti dei suoi. Molti sono convinti che la storia si ripeterà anche stavolta. In ogni caso lo si vedrà presto.
Ora che Riello ha annunciato il suo ritiro le territoriali della regione dovranno dichiarare il loro orientamento per l’uno o l’altro dei due candidati ripasti in campo ai tre saggi che stanno interrogando tutta la Confindustria. La speranza degli “squinziani” e che l’offerta di una vicepresidenza a Riello (o a un altro dei suoi) da parte di Bombassei possa generare una rottura del fronte da parte di quelli che resteranno a bocca asciutta. In modo aperto fin dai prossimi giorni, oppure nel segreto dell’urna al momento della votazione della giunta il 22 marzo.
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- Mercoledì 8 Febbraio 2012

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