Grecia, il salvataggio oggi testa le Borse. Mercoledì, invece, sarà la volta dell’Eurogruppo

Black bloc alla guida delle proteste di Atene (Credits: LaPresse)

Black bloc alla guida delle proteste di Atene (Credits: LaPresse)

di Micaela Osella

Ha forte addosso l’odore della rivoluzione questa notte di fuoco e fiamme che ha illuminato Atene. Il parlamento greco ha vinto sulle proteste della strada e sulla paura: ha votato a favore della legge che introduce le nuove e durissime misure di austerità. Bruxelles ha ottenuto quello che voleva. La strada adesso è aperta al prestito da 130 miliardi di euro vitale per strappare l’economia ellenica dal baratro.

Il clima resta però pesante. Anche se questa mattina il sole è tornato a splendere sopra il Partenone, gli esperti di mercato sanno che l’incubo non è finito. Il test riparte dalle Borse. Mentre mercoledì la palla sarà nelle mani di un Eurogruppo spezzato.
Mai ad Atene, una città che ha conosciuto nel suo passato molte dimostrazioni violente, una protesta aveva avuto conseguenze così devastanti.

I palazzi ardevano ancora, a notte tarda. Il drammatico voto è avvenuto in un edificio assediato da migliaia di manifestanti e da violentissimi scontri tra Black Bloc e la polizia, che nel corso della protesta hanno dato alle fiamme palazzi, cinema, bar e banche.

Prima di dire sì a una manovra lacrime e sangue, disegnata dalla troika, i massimi leader politici hanno preso la parola. Da Giorgos Papandreou leader del Pasok a Antonis Samaras alla guida di Nea Dimokratia tutti hanno lanciato appelli alla compattezza. Il fronte però era già spezzato.

Al termine della votazione hanno, infatti, cacciato 40 dei loro parlamentari. A chiudere il dibattito, prima del voto, è stato il premier Lucas Papademos, che ha condannato le violenze facendo appello alla calma e poi è andato al sodo. Con quel “è l’ora delle decisioni” il premier ha ribadito che solo il piano di austerity “ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica”. Alternative non ce ne sono.

La scelta sbagliata conduce dritte a un “catastrofico default, all’isolamento e all’uscita dall’euro”. Negli ultimi due anni, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha segnalato che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme il Paese dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013.

Annalisa Piazza, fixed income strategist di Newedge Strategy a Londra, non ha dubbi: anche oggi i fondamentali dei mercati passeranno in secondo piano, l’attenzione degli operatori resterà concentrata sugli sviluppi del caso Grecia, dopo l’esito del voto del Parlamento all’ultimo round di austerità. “Adesso dovranno essere vinte le resistenze europee”, aggiunge.

Non è un mistero che il capitolo Atene crei tensioni nello stesso governo tedesco, con la cancelliera Angela Merkel nei panni della colomba contro il falco Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze. Lo ha sbattuto in pagina il quotidiano Die Welt, sostenendo che Schaeuble sarebbe disposto a spingere la Grecia fuori dall’euro se necessario, a causa della sua rinomata inaffidabilità, mentre la Merkel si sarebbe allineata con altri Paesi Euro, Francia in testa. Berlino smentisce, ma dietro le quinte sono convinti in molti le spaccature esistano davvero.

C’è poi anche un osservatore speciale come il finanziere americano George Soros che avverte della deriva rigidista cui può condurre la strategia di rigore perseguita da Frau Merkel. “Il Cancelliere tedesco sta portando l’Europa nella direzione sbagliata”, è l’opinione di Soros convinto che la Merkel semplicemente non capisca la necessità di non ripetere gli errori che hanno portato alla Grande Depressione del 1929. Quei tagli in corso in Spagna, Italia e Grecia costituiscono a suo avviso un serio pericolo se non verranno accompagnati da un aiuto per il rilancio delle loro economie.

“Il pacchetto comunque sia è stato approvato – riprende Piazza – Le tensioni nei Paesi però sono aumentati. Mercoledì toccherà all’Eurogruppo tornare a ridiscuterne. La votazione di questa notte è solo una precondizione per strappare gli aiuti dell’Unione europeo, Bce e Fondo monetario internazionale”. E di nuovo prepariamoci. Tutto può succedere in questa storia in cui si intrecciano mille canovacci.

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