India: la crescita continua a rallentare

(Credits: AP Photo/Altaf Qadri)

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Claudia AstaritaPer la prima volta in tre anni e per la seconda in dieci il tasso di crescita dell’economia indiana scenderà al di sotto del 7%. Per colpa di una paralisi politica oltre che economica aggravata dalla decisione della Banca Centrale indiana di continuare a mantenere alti i tassi di interesse.

Al momento le previsioni più affidabili parlano di un +6,9%, un valore molto lontano sia dal tanto desiderato +9% sia dal tasso di crescita dello scorso anno, che ha raggiunto comunque un più che dignitoso +8,4%.

Per Indranil Pal, analista economico di Kotak Mahindra Bank, il rallentamento nel 2012 era prevedibile a fronte del crollo della produzione manifatturiera (+3,9% rispetto al 7,6% dell’anno scorso). Un risultato che oltre ad essere il peggiore da quando è scoppiata la crisi economica internazionale, si distacca di molto anche dalla media del decennio che oscilla attorno al 9%.

Facendo allontanare ancora di più il sogno di raggiungere velocemente quel tasso di crescita a due cifre dal sapore cinese che secondo tanti potrebbe fare molto per eliminare una buona parte delle sacche di povertà sparse in tutta la nazione.

Per quanto molta della responsabilità dell’ennesimo ralentamento dell’economia vada attribuita a un governo debole e inerte, anche la Banca Centrale dovrebbe forse ammettere di aver sbagliato ad aumentare per ben 13 volte da marzo 2010 ad oggi i tassi di interesse per combattere un’inflazione oggi ancora al 7,47%, e molto più alta rispetto a quella di tutti gli altri paesi Brics.

Eppure, dal punto di vista della Reserve Bank of India ogni passo indietro a livello di politica monetaria è prematuro sia perché i problemi del deficit di bilancio (oggi al 92,3%) non sono stati risolti, sia perché la rupia in un anno ha perso il 16% del suo valore rispetto al dollaro. La performance peggiore rispetto a quella di tutte le altre valute asiatiche.

L’India oggi ha assolutamente bisogno di espandere la propria capacità economica, ma tutti i tentativi in tal senso portati avanti dal governo di Manmohan Singh sono miseramente falliti. E in un periodo in cui alcuni degli Stati su cui si basa il consenso del Partito del Congresso stanno votando per il rinnovo dei governi locali prendere decisioni impopolari può essere ancora più difficile.

Anche se tutti sanno che l’India non può permettersi di continuare a rimanere in stand by fino alle presidenziali del 2014.

Commenti

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Il 22 Maggio 2012 alle 18:01 Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio | Ricerca On Line ha scritto:

[...] a cui le difficoltà oggi di certo non mancano, si ritroverà nel medio periodo ancora più in crisi. Un monito che non può che spaventare chi sa che il Subcontinente sta già attraversando una fase [...]

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richard-branson
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