
Elisa Fornero, ministro del Welfare (Mauro Scrobogna /LaPresse)
Nessuna decisione sull’articolo 18, che verrà discusso soltanto nella fase finale delle trattative. E’ quanto hanno stabilito oggi il governo e i sindacati, durante il primo tavolo tecnico di confronto sulla prossima riforma del mercato del lavoro, che dovrebbe arrivare al traguardo entro la fine di marzo.
Di comune accordo con il ministro del welfare, Elsa Fornero, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno preferito spostare in avanti il dibattito sulle norme anti-licenziamento contenute nello Statuto dei Lavoratori, che il premier Mario Monti vorrebbe rendere più flessibili per stimolare l’occupazione.
Poiché su questi temi esistono ancora molte divergenze di vedute, il governo e i sindacati hanno deciso di concentrarsi inizialmente su alcune questioni molto meno spinose, come la riforma dei contratti di assunzione temporanei o parasubordinati.
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ARTICOLO 18
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In futuro, secondo le intenzioni del ministro Fornero, l’ingresso dei giovani nelle aziende dovrà avvenire sempre più spesso attraverso l’apprendistato, introducendo dei disincentivi per le assunzioni a termine o precarie, a cominciare dalle collaborazioni con partita iva.
Cgil, Cisl e Uil si dichiarano molto soddisfatti delle posizioni del governo ma per Giuliano Cazzoladeputato del Pdl e vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera, “è bene che i sindacati non si facciano troppe illusioni perché, prima o poi, i nodi verranno al pettine”.
In che senso?
Intendo dire che si sta soltanto prendendo tempo e si rischia di girare attorno al problema. Prima di chiudere la riforma, il governo deciderà di metter mano all’articolo 18 e lo farà anche senza il consenso di tutti i sindacati.
Per quale ragione?
Semplicemente perché la comunità internazionale ci aspetta al varco e vuole delle misure strutturali per stimolare l’economia e l’occupazione. Il premier Monti non potrà rinunciare facilmente a queste riforme, soprattutto se la situazione in Europa dovesse ulteriormente aggravarsi, dopo gli sviluppi della crisi greca.
Dunque, lo scontro tra governo e sindacati è soltanto rimandato nel tempo…
Non lo so. Devo dire che, nei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni pubblicate dai giornali, sembrava ci fosse un’ apertura storica da parte della leader della Cgil, Susanna Camusso, che mi aveva piacevolmente sopreso.
Si riferisce al fantomatico incontro segreto con Monti?
Esatto. Dalle ricostruzioni della stampa, sembrava fosse già pronto un accordo molto avanzato: un congelamento dell’articolo 18 per tutti quei lavoratori che vengono assunti in modo stabile, dopo un periodo di precariato.
Lei sarebbe d’accordo?
Certamente sì. Ma vorrei sottolineare una cosa: una riforma di questo tipo non sarebbe una grande novità. Era già stata proposta dal centrodestra nel 2003 e aveva incontrato la forte opposizione della Cgil.
La Camusso, però, ha smentito di aver incontrato Monti. Le ci crede?
Non saprei dire. Posso solo fare un’ipotesi su quanto è avvenuto.
Quale ipotesi?
Magari ci sono stati dei contatti riservati tra la Camusso e il governo ma qualcuno, dentro la Cgil e su posizioni contrarie al segretario, ha voluto sabotare l’iniziativa, raccontando tutto ai giornali.
E’ d’accordo sugli inventivi all’apprendistato concordati dal governo con i sindacati?
Assolutamente sì. Ma, anche in questo caso, devo dire che non si tratta di una grande novità: gli incentivi all’apprendistato rappresentano un vecchio progetto già messo in cantiere con la legge Biagi del 2003. Purtroppo, negli ultimi anni, questa riforma è stata in parte sabotata da molte Regioni, che non l’hanno applicata a dovere.
- Mercoledì 15 Febbraio 2012
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Commenti
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Il 15 Febbraio 2012 alle 19:31 Articolo 18, verso un buon accordo. Ma manca la formazione professionale di chi perde il lavoro - Politica | Allnewz.it ha scritto:
[...] ceduto e, nello stesso tempo, deve disinnescare gli opposti estremismi: quelli di chi vorrebbe l’articolo 18 abolito per tutti e subito e quelli di chi non vorrebbe cambiare nulla nell’attuale legislazione [...]
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