Recessione tecnica: cosa significa, in quattro punti

Interni di un laboratorio meccanico (Ansa)

Interni di un laboratorio meccanico (Ansa)

Recessione tecnica. Le rilevazioni Istat sul Pil, pubblicate oggi, parlano chiaro: quello italiano del quarto trimestre è diminuito dello 0,7% rispetto al trimestre precedente (-0,5% su base annua). E si tratta del secondo trimestre consecutivo in calo, dopo il dato negativo (-0,2%) del terzo: appunto recessione, ossia quando un paese produce una ricchezza a un livello inferiore di quanto in realtà potrebbe. Del resto l’hashtag #recessione è il più cinguettato in mattinata. Ma diamo uno sguardo ai dati:

I sintomi.
Le avvisaglie della recessione c’erano tutte: la produzione industriale nel quarto trimestre è risultata negativa, salvo un assestamento a dicembre;  il tasso dei senza lavoro è cresciuto di un decimale nel nostro Paese, dall’8,8 di novembre all’8,9% a dicembre, secondo l’Ocse; e Draghi aveva tagliato i tassi di interesse dell’1% per aiutare le banche a fare più prestiti alle imprese.

Il dato del quarto affossa il Pil 2011.
La perfomance negativa dell’ultimo trimestre dell’anno frena, e di molto, il Pil italiano del 2011, che scende dall’1,4% dell’anno precedente allo 0,4% di fine dicembre. Nei primi due trimestri dello scorso anno il Prodotto interno lordo è aumentato dell’1,5%. Poi, in estate, l’Italia ha invertito la tendenza: nel terzo trimestre la variazione è stata negativa per 0,2 punti percentuali. Una contrazione che si è accentuata poi nell’ultimo trimeste dell’anno, quando l’Italia è finita nel mirino degli speculatori internazionali.

Le cause della contrazione
Non solo la crisi generalizzata in Europa che dal debito sovrano si è estesa al sistema finanziario e poi all’economia reale. Ad affossare il dato dell’ultimo trimestre sono stati anche gli effetti recessivi delle manovre approvate quest’estate e della manovra “Salva Italia” dello scorso 6 dicembre, che ha messo però in sicurezza i conti pubblici e frenato la corsa dello spread.

Gli effetti sul 2012.
Secondo l’agenzia Reuters, i risultati negativi del 2011 avranno un effetto di trascinamento negativo sul Pil del 2012 con un primo trimestre non molto diverso dall’ultimo dello scorso anno. Il Fmi stima un crollo del Pil italiano nel 2012 del 2,2%, mentre Confindustria lo scorso dicembre stimava un calo dell’1,6%.

Commenti

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Il 16 Febbraio 2012 alle 17:47 Recessione, ci dovremo fare i conti per tutto il 2012. A meno che gli Usa…- L’INTERVISTA | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] Cattolica di Milano. In questo dialogo con Panorama.it l’economista fa il punto proprio sullo stato di recessione annunciato ieri ufficialmente dall’Istat, cercando di capire gli effetti che questa situazione [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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