

Se guardiamo i dati ufficiali, l’Italia non sembra un paese di ricchi. Su un totale di oltre 41 milioni 800 mila contribuenti, sono meno di 400 mila quelli che dichiarano un reddito (lordo, mica netto) di oltre 100 mila euro
l’anno: appena lo 0,95 per cento. E oltretutto sono in stragrande maggioranza lavoratori dipendenti (233.325) e pensionati (105.729), solo un’infima minoranza quelli che fanno i professionisti, gli imprenditori, i commercianti o gli artigiani. Continua


La ciliegina sulla torta è stata la nube islandese che ha bloccato i voli sull’Europa. Ma non ha scomposto più di tanto Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate. Anche se il danno c’è stato: nella settimana di blocco la Sea ha perso in media circa 2 milioni di euro al giorno, con più di 3 mila voli cancellati che non hanno fatto decollare o arrivare 450 mila passeggeri e 6 mila tonnellate di merci. Continua

Nell’anno più nero della crisi economica, il 2009, il 55 per cento dei disoccupati ha trovato un nuovo lavoro come dipendente. È il dato, a sorpresa, che emerge da uno studio svolto per la prima volta dall’Inps e che Panorama è in grado di anticipare. L’indagine mette anche in rilievo che i tempi di reimpiego sono spesso rapidi: infatti oltre metà dei disoccupati che hanno un nuovo lavoro ci è riuscita entro tre mesi. E manca, per ora, il dato di chi si è messo in proprio aprendo una nuova partita iva. Continua

Lo schema non è quello dei voli low cost, ma poco ci manca: la Lufthansa fa viaggiare a 49 euro i passeggeri sulle rotte europee e vorrebbe applicare la stessa tariffa sul collegamento Linate-Fiumicino, rompendo il monopolio dell’Alitalia. Ma la partita è solo all’inizio:
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Stanno per partire le mille miglia dei cellulari.
Saranno tessere rilasciate ai clienti della 3 Italia per andare al cinema gratis. Con una novità assoluta: la possibilità di utilizzare la tessera quando si vuole, non in un solo giorno alla settimana come avviene in analoghe iniziative all’estero. Per esempio, in Gran Bretagna la Orange offre ai clienti la possibilità di andare al cinema ma solo di mercoledì, e registrandosi di volta in volta.
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Persona anziana al bar (foto flickr/luiginter)
Una rendita pensionistica in più, oltre a quella di base, e non per vivere meglio, solo per vivere bene. Il problema riguarda migliaia di persone tra i 50 e i 65 anni: ci si ritrova prepensionati, spesso ancora giovani e con la necessità di ridurre le spese con una rendita Inps che, mediamente, fa calare di oltre un quarto le entrate mensili rispetto allo stipendio.
Ma il problema in futuro sarà ancora più forte. Dopo il 2015 chi andrà in pensione subirà infatti un doppio effetto negativo.
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La prossima bolla finanziaria? Occhio al mercato obbligazionario. I maggiori pericoli, secondo molti esperti, si corrono con le obbligazioni societarie (corporate bond). Ma anche i titoli di stato non sono immuni da rischi. Perché? Con i tassi ai minimi storici, i prezzi di quelli già emessi sono saliti alle stelle: per esempio i Btp con cedola al 9 per cento e scadenza 2023 quotano circa 140 punti, mentre saranno rimborsati a 100. Questi titoli, in caso di rialzo atteso dell’1 per cento dei rendimenti, perderebbero oltre 10 punti di valore.
Al di là dei rischi che si corrono con i titoli a lungo termine, c’è un’incognita più in generale investendo sul debito pubblico? In Italia non emergono, per adesso, particolari problemi. Il ministero del Tesoro è da sempre un grosso emittente, dato che il debito pubblico italiano è molto alto e rinnovato a getto continuo, con in media oltre 12 nuove aste ogni mese. Finora la domanda è sempre stata superiore all’offerta, tanto che i titoli più redditizi, i Btp, danno poco più del 4 per cento lordo sulla durata decennale e circa il 5 per cento lordo sulla scadenza di 30 anni.
A inizio anno in Germania c’è stata qualche difficoltà di assorbimento per un’emissione con tassi troppo bassi, ora i titoli tedeschi a breve offrono meno dell’1 per cento lordo mentre i Bund a 10 anni danno intorno al 3,5 per cento lordo. Qualche preoccupazione sul mercato c’è per l’imponente debito pubblico del Regno Unito, che però mantiene per ora la tripla A: il voto dato ai debitori più affidabili dalle agenzie di rating. Mentre l’Irlanda ha avuto due tagli di rating nell’ultimo mese ed è stata più colpita di Grecia, Spagna e Portogallo, che hanno perso un solo gradino di affidabilità.
In fin dei conti, dal punto di vista dei risparmiatori, aumenta il rischio perché i governi sono sempre più indebitati, dato che per uscire dalla recessione devono sostenere i salvataggi delle aziende con soldi pubblici. Tanto è vero che nei prossimi mesi ci saranno emissioni a valanga di titoli di stato. Per gli esperti il problema si potrà presentare soprattutto negli Usa per le difficoltà che sta incontrando Barack Obama a uscire dalla crisi. “Oggi chi compra i bond governativi cerca sicurezza e si ritrova a guadagnare meno dell’inflazione” osserva Raimondo Marcialis, direttore generale della Mc gestioni. “Se la crisi dovesse essere scaricata sui titoli di stato, sarebbe un dramma, anche se i rischi sono soprattutto sui corporate bond”.
Dunque cosa conviene fare? “Se il petrolio continuasse ad apprezzarsi, nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe tornare a crescere e i tassi dovrebbero aumentare di conseguenza” avverte Angelo Drusiani, esperto obbligazionario della Banca Albertini Syz. “Quindi in questo momento meglio evitare i titoli a lungo termine, conviene aspettare l’autunno per comprarli”.