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Frenata per twitter e Facebook: il limite è vicino?

Twitter

Negli ultimi mesi l’onda lunga del web 2.0 ha scalato le classifiche globali: a guidare l’impennata è stato Facebook, ormai il più diffuso social network nel mondo e primo in Italia.
Nella galassia di internet, poi, ha brillato la stella di twitter, un microblog che permette di pubblicare su internet messaggini da 140 caratteri, con una crescita del 752 per cento nel 2008. Una tendenza mondiale che ha conquistato titoli di giornali e commenti dei blogger.

Social network in frenata
Ma ora arriva una battuta d’arresto. Quasi una brusca frenata: la popolazione di twitter è aumentata di un misero 1,69 per cento da aprile a maggio. Proprio quando l’attenzione dei mass media, soprattutto nel mondo anglossassone, è salita alle stelle. Si tratta di un fenomeno fisiologico dopo il boom iniziale? Oppure è soltanto una fase provvisoria? Conclusioni affrettate facilitano gli errori.
Di recente uno studio di Harvard ha rivelato che il 90 per cento dei contenuti di twitter sono attribuibili al dieci per cento degli utenti. La prima reazione è stata di sottolineare i limiti. Eppure il rapporto tra “lettori” e “creativi” su Wikipedia è simile (qui la ricerca): dopo otto anni dalla sua nascita, l’enciclopedia più famosa di internet è uno dei primi dieci siti più utilizzati nel mondo. Il valore economico di Twitter, poi, è ancora tutto da comprendere: Jason Calcanis, un imprenditore del web, ha offerto 250mila dollari per mostrare annunci pubblicitari sulle pagine del microblog per due anni.

Quanto vale Facebook
E Facebook? In Italia ha rallentato rispetto alla spettacolare crescita dei mesi scorsi: adesso gli iscritti sono 9,6 milioni, appena 500 mila in più rispetto a due mesi fa. Ma l’attenzione del pubblico è risucchiata sempre più dalle pagine bordate di celeste: il tempo trascorso tra profili, aggiornamento degli status update e condivisione di fotografie è aumentato del 699 per cento nell’ultimo anno secondo Nielsen online (qui il pdf). Quanto vale Facebook?
Le stime più recenti sono di circa dieci miliardi di dollari: una società russa, Dst, ha pagato il 2 per cento del social network con 200 milioni di dollari.

Ai cattolici un miliardo, ai valdesi 5 milioni di euro. Come sono spesi i fondi dell’8 per mille?

Il modello Unico

Tempo di otto per mille. Ma come spendono gli enti religiosi le quote ricevute dai contribuenti e dallo Stato? La trasparenza nella gestione delle risorse è facilita da internet: molti beneficiari pubblicano un rendiconto delle attività.

Nel 2008 la Chiesa cattolica ha ricevuto poco più di un miliardo di euro: la voce più cospicua sono i 420 milioni saranno destinati alle “esigenze di culto e pastorale” che includono 185 milioni per l’edilizia religiosa. Non sono specificate le destinazioni degli interventi sul territorio (leggi il rendiconto). Lo Stato, poi, è il secondo beneficiario dell’otto per mille, ma quest’anno la cifra è stata ridotta a sette progetti per la prevenzione dei disastri naturali dal valore complessivo di 3,5 milioni di euro (leggi la ripartizione). Ottocentomila euro non sono stati assegnati come previsto dalla finanziaria. Niente fondi, inoltre, per l’assistenza alimentare nei paesi in via di sviluppo e per i beni culturali. L’anno scorso il finanziamento era stato ben più lauto: circa 46 milioni di euro. E, spulciando tra le righe, si nota che i principali destinatari erano edifici storici e religiosi prevalentemente cattolici (leggi la ripartizione). Dopo Chiesa cattolica e Stato è il turno delle altre confessioni. Gli Avventisti del settimo giorno hanno dedicato un sito specifico all’otto per mille del 2008, pubblicando anche un elenco dettagliato dei progetti avviati, come Salutexpò (un evento per sottoporsi a test clinici gratuiti) e un’iniziativa scolastica in Namibia. Le cifre sono rendicontate fino all’ultimo centesimo degli 1.889.249,33 milioni di euro ricevuti: tra l’altro, dichiarano che gli interessi attivi su conti correnti bancari (derivanti dall’otto per mille) sono stati di 6097 euro e 41 centesimi (leggi l’elenco).

Gli altri enti religiosi non hanno ancora reso note le spese per il 2008: bisogna rifarsi all’anno precedente. La Chiesa Valdese ha avuto più di 5 milioni di euro: parti consistenti dell’importo sono state impegnate in attività sociali, dall’assistenza per gli anziani (895mila euro) a progetti per rifugiati, migranti e nomadi (238mila euro) (leggi il documento). Circa metà dell’otto per mille ricevuto dalla Chiesa evangelica luterana (pari a 2,6 milioni di euro) è stato devoluto a opere di evangelizzazione (leggi il rapporto). Due istituzioni religiose, invece, non hanno pubblicato il rendicont su internet, ma hanno descritto le attività sostenute con i fondi ricevuti. L’Assemblea di Dio ha promosso a progetti in Asia, Africa e Italia. L’Unione delle comunità ebraiche ha finanziato iniziative rivolte all’infanzia, alla solidarietà, alla cultura.

Un marchio garantito: “Bollino ok stage”. Quando l’azienda crede nei giovani

Le ricerche su internet. Le bacheche in università. Il passaparola tra amici.
Per molti ragazzi trovare una buona opportunità per lo stage non è affatto semplice. Soprattutto se hanno lauree “deboli”, poco richieste dal mercato del lavoro. Secondo un’indagine della società di consulenza Gidp, il rimborso medio mensile (quando è previsto) per gli stagisti è di 621 euro: se il minimo può scendere sotto i 200 euro, il massimo può superare anche i 900 euro. Ma il rapporto tra imprese e giovani spesso non avviene all’interno di un perimetro di regole concordate. Un’incertezza che lascia spazio agli abusi.

I curatori del sito “La Repubblica degli stagisti” propongono il bollino “Ok stage”: una certificazione con cui le imprese si impegnano a rispettare una “Carte dei diritti” in nove punti. L’accordo richiede che almeno il 30 per cento delle persone dopo un periodo di formazione di almeno un anno possa ricevere una concreta possibilità di assunzione, come un contratto a tempo indeterminato o a progetto. L’iniziativa prevede anche rimborsi spese adeguati, con minimi di 250 euro mensili per i diplomati e di 500 euro per i laureati.

È un’utopia in un periodo di crisi economica? Pare di no. Nove aziende hanno sottoscritto la Carta dei diritti e ricevuto la certificazione. Sono soprattutto società di consulenza, tradizionalmente più attente ai talenti individuali e alle capacità relazionali, come Everis, Price Waterhouse (Pwc), Arthur D. Little, Sic. “Conoscere gli stagisti già quando sono all’università” ricorda Angela Castellano di Pwc, “ci permette di arrivare alle risorse migliori prima di altri”. Il bollino ha un costo annuale a seconda delle dimensioni dell’impresa: da 250 euro a mille euro. Secondo Michel Martone, professore incaricato di Diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma, L.U.I.S.S. Guido Carli, è un esperimento di “welfare dei privati, in cui il compito dello Stato è di restare esterno o di agevolare”.

La lista dei buoni. È stata una giornalista (collaboratrice anche di Panorama), Eleonora Voltolina, ad aprire con altri amici il blog “La Repubblica degli stagisti” nel 2007: in breve tempo è diventato uno spazio online per raccontare un mondo complesso. Scoprendo, per esempio, che in Calabria 500 laureati di tre università calabresi sono diventati stagisti per due anni: il bando consentiva candidature fino a 37 anni. Una vicenda che ha spinto il senatore Pietro Ichino a presentare un’interrogazione parlamentare. Ma accanto alle storie difficili si aggiungono i casi positivi scoperti durante le inchieste: nella lista dei buoni sono state incluse 300 aziende che rimborsano almeno 500 euro al mese per le spese.

LEGGI ANCHE: L’Italia che assume: a bordo della Msc c’è posto

Videogiochi low cost. La sfida a Xbox, Wii e PS3 arriva da Zeebo

Zeebo

Zeebo, la console ultraeconomica in vendita da aprile in Brasile

Fifa 09 con la telecronaca in portoghese: sarà uno dei primi titoli di videogichi a sbarcare in Brasile il mese prossimo. Ma per segnare in rete gli appassionati di calcio non smanetteranno con i joystick della Playstation, venduta a mille dollari sul mercato nero (la Sony non la distribuisce nella nazione che ha vinto cinque volte la Coppa del mondo di calcio): potranno usare Zeebo, una console che avrà un prezzo di partenza di 199 dollari. Più che competere con i tre grandi (Playstation3, Wii e Xbox) mira a conquistare la “base della piramide”, un mercato di un miliardo di persone tra Cina, India, Russia e Messico. Perché Zeebo ha caratteristiche uniche.

La console ultraeconomica è progettata per connettersi senza fili, come un telefonino, alle reti di seconda (gsm, gprs,edge) e terza generazione (umts, hspda, hsupa): in questo modo supera i limiti delle infrastrutture di rete fissa nei paesi emergenti perché può utilizzare le reti degli operatori di telefonia mobile. Ma per fare cosa? All’acquisto Zeebo sarà dotata di cinque videogiochi: titoli come Need for Speed: Carbon, Fifa Soccer ‘09, Brain Challenge e Prey Evil. Un quinto potrà essere scaricato gratuitamente con il collegamento senza fili, come con la suoneria di un cellulare. È un sistema per contrastare la pirateria: il videogioco può funzionare soltanto sul modello di Zeebo con cui è stato scaricato, e non sono possibili “esportazioni” tra le console. La connessione è sempre attiva: permetterà agli utenti di comprare e scaricare videogiochi, aggiornare il software e collegarsi a computer o altri dispositivi.

A finanziare il progetto sono state due aziende: una software house brasiliana, Tectoy, e una multinazionale degli Stati Uniti, la Qualcomm, specializzata nella produzione di hardware e nella progettazione di software per le tecnologie wireless (come lo standard cdma, alla base dell’umts). Ogni gioco di Zeebo “pesa” circa 50 megabyte: la memoria flash della console è di un gigabyte, la ram di 250 megabyte e le porte usb sono tre. Previsto uno slot per schede sd (memorie flash utilizzate per le macchine fotografiche o nei telefonini). Non può quindi gareggiare con gli standard imposti da Sony, Microsoft e Nintendo, ma è adatta soprattutto alla grafica bidimensionale. Allo sviluppo di nuovi videogiochi lavorano Electronic Arts, Capcom, THQ, Gameloft, Glu, e Namco Networks.

Un VIDEO mostra la nuova console Zeebo (in brasiliano)

Internet contro la crisi: in crescita i prestiti tra amici

Zopa

La comunità di social lending Zopa

Se l’aria di recessione economica si fa più densa, internet offre opportunità per affrontare piccole emergenze nel salvadanaio domestico. Come i prestiti fra privati della comunità di Zopa. Nell’ultima settimana di gennaio le visite al sito internet sono raddoppiate e le somme erogate hanno superato per la prima volta, a febbraio, i 500mila euro mensili. “In pochi minuti una persona compila i documenti e riceve una risposta. Se è positiva, il contratto arriva per mail. Tutto senza muoversi di casa” sottolinea Carlo Vitali, marketing manager di Zopa. Quali sono i motivi che spingono a chiedere un prestito? Se una persona su tre vuole finanziare riparazioni per la casa o acquisto di mobili, il 26 per cento ha bisogno di consolidare debiti o estinguerli. Il 15 per cento vuole comprare un’auto o una moto. La cifra ricevuta è in media di 5mila euro, rimborsati in 31 mesi.

Come funziona? I richiedenti possono ottenere da 1500 a 15mila euro: la somma di denaro è ripagata dai debitori mensilmente. I prestatori, invece, possono investire da 100 euro a 50mila euro: la cifra è suddivisa automaticamente in piccole trances su più richiedenti (in media, 180 persone), minimizzando così i rischi. “Non ci sono state insolvenze, ma piccoli ritardi” osserva Vitali. Circa il 60 per cento delle domande rivolte a Zopa per ricevere un finanziamento sono rifiutate. Al momento, il tasso di interesse medio lordo è del 7,8 per cento per il compratore e del 5,8 per cento per chi ha bisogno di una somma di denaro. A un anno dall’apertura per il pubblico italiano la comunità di social lending (prestito fra pari, come nelle comunità di mutuo soccorso dell’Ottocento) ha avuto un giro d’affari di 5 milioni di euro. Zopa è stata autorizzata ad operare dalla Banca d’Italia: è controllata da una holding di diritto inglese, Milano Investors Ltd. I promotori della community sono New College Capital di Londra, Nova & Partners di Milano e Maurizio Sella. Tra gli azionisti, March Group, Schneider, la holding d’investimenti Fenera e il gruppo Finint, azionista delle catene Western Union e Mbe.

I prestiti personali di Zopa spiegati su SkyTg24

Pensioni decurtate. L’allarme parte dai blog

Una coda all'Inpdap

A gennaio pensioni ridotte all’improvviso in molte città italiane: l’allarme si è diffuso rapidamente su internet. Tra i primi a pubblicare la notizia è stato il gruppo di scrittori Kai Zen. Il passaparola in rete ha alimentato preoccupazioni subito rimbalzate tra blog e siti d’informazione. Che cosa è successo? È una lunga storia burocratica degna di un romanzo di Leonardo Sciascia. Un articolo della finanziaria per il 2008 (varata dal precedente governo nel 2007) prevede che i pensionati dichiarino ogni anno le detrazioni d’imposta per i familiari a carico. In questo modo è possibile aggiornare le banche dati dell’Inpdap, l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti pubblici, con le variazioni nel nucleo familiare. Per esempio, un figlio a carico al 50 per cento può permettere una detrazione di 600 euro l’anno: un vantaggio che non spetta più se, invece, il genitore vive ormai da solo. L’Inpdap ha inviato una comunicazione lo scorso febbraio con la richiesta di aggiornare la propria posizione. Un’altra è stata spedita a novembre. E su 700mila persone interessate hanno risposto 440mila. Questo mese, alla fine, è scattato il conguaglio. E per molti è stato una sorpresa. Perché?

A chi non ha inviato nessuna comunicazione sono state eliminate automaticamente le detrazioni. Inoltre, altri che avevano regolarizzato la propria posizione fiscale hanno comunque subìto una riduzione della pensione per errori nella gestione delle banche dati informatiche. Non si tratta di cifre irrisorie: la somma complessiva da restituire per una persona con moglie e due figli può arrivare a 1800 euro. Recuperati a rate, ma senza superare la soglia del minimo Inps.

In una parola, è dilagato il caos agli sportelli dell’Inpdap dove si sono riversati centinaia di pensionati infuriati. “Alcuni dirigenti hanno chiamato le forze dell’ordine per riportare la calma: la campagna di attacco contro i fannulloni ha determinato reazioni violente” dice Massimo Briguori dell’RdB-Cub Inpdap (rappresentanza sindacale del pubblico impiego Inpdap). E aggiunge: “Pensare che proprio a quei lavoratori che hanno preso sputi e botte è stata tolta una fetta rilevante del trattamento accessorio”.
E ora che succederà? “Noi siamo obbligati al conguaglio fiscale, altrimenti non possiamo emettere il Cud (certificazione unica dei redditi, ndr)” sottolinea Costanzo Gala, dirigente centrale della previdenza Inpdap. E chiarisce: “Forse si è trattato di cattiva comunicazione tra gli organi istituzionali”. Ma nel frattempo sono state prese misure per facilitare l’adeguamento. A marzo saranno sospese ulteriori trattenute: i pensionati potranno regolarizzare la loro posizione per il 2008 entro il 13 del prossimo mese. Oppure, eventualmente, nel successivo 730. “La norma” osserva Gala “è ancora vigente: ogni anno i pensionati dovranno inviare una dichiarazione”.

Carovita, guida ragionata al risparmio online

La crisi dei mercati avanza e le spese per i regali di Natale hanno già svuotato il salvadanaio? Sul web le persone si cambiano consigli per risparmiare. Così, ai confronti tra i prezzi si aggiungono anche idee per una gestione dei consumi più efficiente.

Alimentari, carburante e farmaci. Internet è un’immensa bacheca. Le ultime offerte e promozioni lanciate da supermercati e hard discount locali sono affisse, per esempio, su Risparmiando.net: Lazio, Emilia Romagna, Veneto sono le Regioni che riuniscono più negozi segnalati. Offertepromozioni, invece, ha un elenco specifico per Milano, Roma e Napoli. Nel caso dei vini (soprattutto quelli pregiati) un confronto tra i negozi online può rivelare differenze anche significative: provate con Trovaprezzi. Pieno risparmio, invece, propone una mappa delle pompe di benzina con i costi più bassi nei principali centri italiani. Per i consigli sugli stili di guida, invece, una tappa importante è Autoage, un sito che ricorda alcuni accorgimenti per rendere più efficienti i consumi: il climatizzatore, per esempio, comporta una maggiorazione dei consumi del 20 per cento, e l’otturazione del filtro dell’aria può aumentare gli sprechi di carburante fino al 15 per cento. Per risparmiare con le medicine? Il sito “Farmaci generici” ospita un motore di ricerca che permette di trovare gli equivalenti non di marca (chiamati, appunto, “farmaci generici”), a seconda del nome commerciale, del principio attivo o della categoria terapeutica.

Musica, film e televisione. Chi naviga su internet è in grado di ascolta musica legalmente e senza spese aggiuntive: basta collegarsi con radio come Last.fm e Jango con cataloghi aggiornati di continuo. Per i film, invece, c’è l’Internet archive: nella maggior parte dei casi si tratta di pellicole per cui sono scaduti i diritti d’autore. Ma è una cineteca che raccoglie autentici capolavori. Senza dimenticare l’offerta immensa di YouTube. Le televisioni sul web (webtv) sono parecchie: siti come Wwitv permettono di collegarsi a centinaia di emittenti italiane (Rai, Sky life TG24) e globali (Bbc, Cnn).

Gruppi di acquisto solidale (Gas). Sono ormai attivi da anni: organizzazioni spontanee di persone che collaborano per comprare all’ingrosso, direttamente dai produttori, cercando di ottenere una riduzione sul prezzo dei beni e, allo stesso tempo, conservando la qualità. Sul loro sito c’è una mappa che indica i gas più vicini in ogni Regione.

Tecnologia e viaggi. Volete regalare un lettore dvd o un telefonino per Natale? Altroconsumo propone una guida per orientarsi tra prezzi e modelli. Nel caso dei viaggi può rivelarsi conveniente un’agenzia online per comprare i biglietti: alcuni motori di ricerca, come Kelkoo, confrontano rapidamente le offerte delle compagnie aeree.

Mutui e assicurazioni. Sono voci di spesa consistenti nel bilancio annuale. Un primo passo può essere quello di consultare le analisi di Altroconsumo sulle polizze auto e le banche dati di Patti chiari su finanziamenti per l’acquisto di una casa.
LEGGI ANCHE: Istat, il 5,3 per cento delle famiglie non ha soldi per il cibo


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Giampiero Cantoni
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