
(ANSA-ARCHIVIOGIORGIO BENVENUTIi51)
Uno studio di un economista del Mit e di una sua collega dell’Upjohn Institute for Employment Research invita a valutare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi, per una persona disoccupata, nell’accettare un lavoro temporaneo. Continua

New Delhi, costruzione della metropolitana - (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
Un operaio al lavoro in uno dei siti di costruzione della metro di New Delhi.
La preparazione della città per i Giochi del Commonwealth 2010 ha generato un enorme
flusso di lavoratori migranti dagli sati vicini, in particolare per la costruzione di infrastrutture. Il Tribunale di Delhi ha recentemente chiesto al governo di vigilare sulle condizioni e i salari dati ai lavoratori, la maggior parte dei quali, tra l’altro, si muove accompagnata dai figli. (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
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Nella fabbrica di mattoni a Mulshi
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Nella fabbrica di mattoni a Mulshi
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Una famiglia in una fabbrica di mattoni a Mulshi
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Ahmadabad, pulizia dei peperoni (Credits: AP Photo/Ajit Solanki)
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Una mendicante, New Delhi
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Un lavoratore a giornata dorme per strada, New Delhi
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Una pausa nell’attività di vendita di mangime per uccelli, New Delhi
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Un lavoratore scopa l’area attorno a un edificio commerciale, New Delhi
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New Delhi, costruzione della metropolitana - (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Una famiglia in una fabbrica di mattoni a Mulshi
Quali sono i paesi dove si pagano più tasse in percentuale sul prodotto interno lordo?
L’Oecd ha diffuso ieri i dati riguardanti i paesi membri.
Complessivamente la tassazione, nel 2008, equivale al 35,2% del PIL.
Al primo posto la Danimarca: 48,3%.
Agli ultimi Turchia (23,5) e Messico (21,1).
L’Italia è al quarto posto con il 43,2.
Gli Stati Uniti sono al quart’ultimo posto con il 26,9%.
La visualizzazione dei dati è presa a prestito dal blog del New York Times, Economix.

OECD: tasse in percentuale sul Prodotto interno lordo
Crescono gli investimenti in Ricerca & Sviluppo delle Imprese. Secondo i dati pubblicati la scorsa settimana dalla Commissione europea, sono aumentati su scala mondiale del 6,9% nel 2008, nonostante la crisi economica. Nelle imprese Ue la R&S è aumentata dell’8,1% contro il 5,7% delle aziende Usa e il 4,4% delle giapponesi.
Due imprese europee figurano fra le prime dieci: Volkswagen al 3° posto con 5,93 miliardi di euro di investimenti in R&S e Nokia all’8°. Prima però è la Toyota.
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La recessione incominciata nell’aprile 2008 assomiglia alla grande Depressione degli anni ‘30?
Le differenze, già sottolineate da parecchi economisti, sono chiare, anche a occhi profani, guardando questo grafico pubblicato da *Paul Krugman sul suo blog*.

La produzione industriale a confronto
La partenza è stata dunque simile, poi però le cose sono migliorate.
Come sottolinea Free exchange, *uno dei blog dell’Economist*, la differenza nei risultati, a fronte di una partenza con il medesimo impatto sulla produzione industriale, è dovuta a:
1) la stabilizzazione automatica prodotta dalle reti di protezione sociale; 2) migliori difese contro i crolli bancari, compresi gli interventi dei governi; 3) l’assenza del “Gold standard”: i governi non sono dovuti intervenire con politiche monetarie restrittive ed è stato estremamente ridotto il ricorso ad azioni protezionistiche.
Ecco i dieci paesi del mondo dove si vive meglio:
- Norvegia
- Australia
- Islanda
- Canada
- Irlanda
- Paesi Bassi
- Svezia
- Francia
- Svizzera
- Giappone
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