
L'aula del Senato (Ansa)
Dallo stop al beauty contest per le frequenze tv, con una gara pubblica da indire in 120 giorni, ad un pacchetto di modifiche sull’Imu (la nuova Ici), con la possibilità per chi deve pagarla sulla prima casa di scegliere se farlo in due o tre rate. Sono due delle principali modifiche apportate al testo del decreto con le semplificazioni fiscali e il pacchetto anti – evasione, approvato oggi al Senato dove il governo ha posto la sedicesima fiducia da quando è in carica. I voti a favore sono stati 228, i contrari 29, gli astenuti 2. Dopo la firma del Capo dello Stato il provvedimento sarà legge. Ecco i punti principali: Continua

Giuseppe Farina, segretario generale Fim Cisl (credits: fimcislcatania.myblog.it)
“Stiamo vivendo il paradosso di un governo di professori che ora è costretto a rimediare agli errori che esso stesso ha creato”. Giuseppe Farina, segretario generale della Fim, braccio metalmeccanico della Cisl, prende in mano la matita rossa e blu per segnare gli errori e le contraddizioni di una riforma che rischia di non risolvere, ma anzi di complicare ancora il mercato del lavoro, già appesantito dalle conseguenze della crisi economica. Panorama.it lo ha sentito per commentare le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, rilasciate stamane durante un incontro all’Alenia organizzato dalla Fiom. Continua

(Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
Prezzi delle case in picchiata, giù del 20% e in alcuni casi addirittura dimezzati. Questo lo scenario apocalittico dipinto dal Censis ieri che ha provato a calcolare gli effetti della nuova tassazione (l’Imu) sulle compravendite di immobili. Una previsione a tinte fosche che però non convince affatto gli esperti del settore: troppo severo il giudizio del presidente del centro studi romano, Giuseppe Roma, che ha parlato di un 2012 nero, l’anno peggiore di sempre per il settore. Perché in Italia, spiegano gli addetti, non ci sarà una bolla immobiliare a fine anno. Continua

(credits: iStockphoto)
Per il ministro Barca avere due figli su tre che lavorano all’estero “va bene così”. Almeno fino a quando l’Italia non diventerà un paese competitivo. Ma se quella della sua famiglia fosse una media nazionale, ci sarebbe ben poco da sorridere. La fotografia della realtà, comunque, fa impressione: si tratta di oltre 2 milioni di giovani under 40 che hanno scelto la fuga dall’Italia nel 2010 (ultimi dati disponibili), di cui 350 mila tra i 18 e i 24 anni, 600 mila tra i 25 e i 34 anni e 650 mila tra 35 e 40 anni. Continua

(Credits: ANSA/OLIVER BERG)
Alla fine è andata e il rischio flop è stato evitato: il Tesoro anche questa volta è riuscito a collocare tutti gli 11 miliardi di euro in titoli di Stato a breve termine, i Bot, di cui tre miliardi a 3 mesi e otto miliardi a un anno. Ma per farlo ha dovuto raddoppiare i rendimenti, l’unica alternativa per continuare a rinnovare il nostro enorme debito sovrano. Continua

Il presidente della Bce Mario Draghi (Credits: AP Photo/Michael Probst))
Resta fermo il costo del denaro nell’area Euro. La Bce lascia il tasso di riferimento invariato all’1%, ai minimi storici dalla fine dello scorso anno, così come non si muovono il tasso sui depositi, allo 0,25%, e quello marginale, all’1,75%. Una decisione, quella presa oggi dal consiglio dell’Eurotower presieduto da Mario Draghi, attesa dal mercato e che assieme alla maxi iniezione di liquidità nel sistema, 1.000 miliardi di euro in due operazioni a tre anni a dicembre e a febbraio, ha contribuito evitare il credit crunch dell’Eurozona. Continua

Un operatore davanti all’andamento dei mercati (Credits: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
Non illudiamoci: è troppo presto per cantar vittoria. Il nostro debito sovrano non è ancora considerato affidabile, per lo meno alla stregua dei nostri partner europei più solidi (Germania in primis), anche se nelle ultime settimane gli italiani sembrano non pensarci affatto. Lo dimostra l’effetto sui mercati secondari dell’asta dei Btp a cinque e dieci anni di oggi, quelli appunto presi in considerazione per il confronto con i titoli tedeschi: il Tesoro ha venduto 2,5 miliardi del Btp quinquennale maggio 2017, con tasso in calo al 4,18% dal 4,19% dell’asta di un mese fa e 3,25 miliardi del Btp decennale settembre 2022, con tasso in calo al 5,24%, sui minimi da agosto, dal 5,50% dell’asta di un mese fa. Continua