- Tags: Borsa, crisi-finanziaria, Wall-Street
- 3 commenti
Shock a Capitol Hill. Il piano da 700 miliardi di dollari per risollevare le sorti dell’economia Usa è stato bocciato dalla Camera dei Rappresentanti. Al termine di una drammatica votazione, i deputati hanno rigettato il maxi-pacchetto di aiuti federali per il salvataggio di Wall Street. Contro il provvedimento ci sono stati 228 voti. A favore, solo 205. Lo schiaffo per il Presidente Bush è doppio. La bocciatura, infatti, è arrivata grazie a una rivolta dei repubblicani. Dalle fila del suo partito è partita una raffica di no; quasi i due terzi dei deputati del Grand Old Party. Ma anche molti democratici hanno contribuito ad affondare il piano di intervento economico statale più importante dopo La Grande Depressione del 1929. Subito dopo l’esito del voto, Wall Street, già in caduta per tutto il giorno, è andata in picchiata. L’indice S&P 500 ha lasciato sul terreno il 7,13%, mentre il Dow Jones ha ceduto il 5,4%. Il Nasdaq è arretrato al 6,21%
Ora, il mondo politico e economico statunitense sembra essere nel caos. La Casa Bianca ha già iniziato delle consultazioni con i leader del Congresso per capire come uscire dalla drammatica situazione. I congressmen hanno rifiutato l’accordo di massima che era stato trovato tra l’amministrazione e i leader dei democratici e dei repubblicani alla Camera dei Rappresentanti. Per i ribelli repubblicani, il piano era troppo statalista. I democratici, invece, lo criticavano perché, secondo loro, il peso degli errori dei manager di Wall Street sarebbero stati pagati in modo eccessivo dai contribuenti americani. Il voto di questa sera arriva al termine di una giornata drammatica. A nulla è servito l’appello del Presidente Usa. George W. Bush era apparso in televisione prima dell’apertura dei mercati per fare pressione sui deputati affinché approvassero il pacchetto di misure volute dal Tesoro. La nuova legge - aveva detto - va “alle radici della crisi” e manda il messaggio che gli Stati Uniti “vogliono seriamente riportare forza e fiducia nei mercati”. Ma il suo intervento non è servito. Così come non ha dissuaso i deputati, non aveva convinto neppure la Borsa di New York. Tanto che in apertura di seduta, Wall Street era già in calo.
Già prima del voto a Capitol Hill, quella di oggi si è rivelata una giornata drammatica per i mercati internazionali, prima tra tutti, quelli europei. Che hanno bruciato 320 miliardi di euro di capitalizzazione. Sulla situazione odierna hanno pesato anche le notizie riguardanti Wachovia, una delle maggiori banche statunitensi. Per salvarla è dovuto intervenire ancora una volta lo Stato americano. Citigroup, una delle più importanti società finanziarie del mondo, ha deciso di rilevare le attività bancarie di Wachovia. La Fdci, l’organismo federale di assicurazione dei depositi, ha stabilito di assorbire - nell’ambito dell’operazione - 42 miliardi di dollari di debiti. “Il fallimento di Wachovia avrebbe posto un rischio sistemico”, ha detto il segretario al Tesoro Henry Paulson, ribadendo “l’impegno a prendere tutte le azioni necessarie” per la stabilità del sistema e a “proteggere il sistema e l’economia”. Quello su Wachovia è solo l’ultimo intervento statale per salvare un grande istituto bancario statunitense. Ma, dopo il voto della Camera, il crollo ha colpito altri istituti finanziari già in difficoltà.
I titoli più penalizzati sono i finanziari, con Morgan Stanley che ha ceduto il 19% e Goldman Sachs, il 17%. La valanga sembra non volersi fermare.
- Lunedì 29 Settembre 2008

EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide





