Leggi tutte le notizie su:


accordo

Opel, tedeschi e Gm scelgono Magna. Marchionne amaro: “Soap brasiliana”

Sergio Marchionne, ad di Fiat
“La vita va avanti lo stesso”. Le parole di Sergio Marchionne sanno di addio, senza troppi rimpianti: “Di più non ci può essere richiesto”. La partita per Opel sembra ormai persa, tanto che gli emissari del Lingotto non partecipano alla riunione di oggi a Berlino del governo tedesco. “Siamo sorpresi negativamente dall’esito del precedente vertice di martedì notte” dice ancora Marchionne, “non correremo rischi irragionevoli”. La strada sembra quindi segnata e porta Opel nel gruppo austro-canadese Magna, l’unico rimasto in corsa dopo la prima “scrematura” del governo tedesco oltre a Fiat, con i suoi importanti soci russi, la banca Sberbank e il colosso energetico Gaz. Oppure verso l’insolvenza, una strada che il cancelliere Merkel non ha escluso, in un’intervista allo Spiegel, anche se “cercheremo di evitarla”, motivo per cui si attende a breve un accordo sul prestito ponte da parte dello Stato federale per tenere in vita la casa del fulmine. Gli esperti hanno esaminato una nuova ipotesi di accordo tra General Motors e Magna, che ha ottenuto il visto buono dai ministri dell’esecutivo tedesco: secondo l’agenzia France Presse sono già avviate le trattative per la cessione di una quota di Opel.
Nella partita è entrato anche il governo inglese, con il Business secretary Peter Mandelson a tenere alte le esigenze di Vauxhall, la controllata di Gm gemella di Opel nel regno unito:”Naturalmente intendo avere un incontro con Magna in tempi brevi” ha dichiarato “Cercherò di avere da loro un rafforzamento dell’impegno che mi hanno dato la scorsa settimana sul proseguimento della produzione della Vauxhall qui in Gran Bretagna”
Un portavoce del governo tedesco ha comunque precisato che, in questa fase, Magna è l’unico interlocutore con cui l’esecutivo sta trattando, aggiungendo però che Fiat non è fuori gioco e che potrebbe ritornare al tavolo negoziale. “Le condizioni finanziarie al momento rimangono ignote” ha ribadito Marchionne, ” possiamo trovare modi per venire incontro alle richieste di General Motors e del governo tedesco, ma l’emergenza della situazione non può forzare Fiat ad assumere rischi del tutto inusuali”.
Alla finestra, nell’attesa che si delinei la soluzione della trattative, resta la politica: quella tedesca, in cui pesa la scadenza elettorale legislativa di settembre, ma anche quella di casa nostra: l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, Pd, ha già incolpato il governo in caso di cattivo esito per Fiat: ”Il nostro paese anziché guidare il processo, come stanno facendo gli altri Stati coinvolti - ha detto - rischia di subire soluzioni di risulta che dipenderanno dal successo o meno degli accordi”. Mentre Pierluigi Bersani invita a difendere gli interessi dell’industria automobilistica tricolore in sede europea: ”Voglio almeno credere” dice il responsabile per l’economia del Pd “che, nel caso prevalesse la proposta Magna, ci sia da parte nostra una attenta verifica in sede comunitaria, mettendosi almeno al riparo da distorsioni di mercato”. Per il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola, a Bruxelles proprio per discutere di Opel con gli omologhi europei, invece la partita nel pomeriggio era ancora aperta: ”L’ipotesi su cui si starebbe ragionando - ha spiegato - è quella della costituzione di una società, con un prestito ponte da 1,5 miliardi, che per sei mesi gestisce Opel e garantisce la permanenza dei siti nell’attesa che venga perfezionato l’accordo con l’acquirente, che potrà essere Fiat o Magna. Anche se per ora - ha aggiunto il ministro - General Motors sembra privilegiare Magna, pur in presenza di alcune parti un po’ oscure in mancanza di una valutazione complessiva su Opel”. Dalla riunione, l’Unione Europea ha dato il via libera alla possibilità di concedere aiuti di Stato per venire incontro alle difficoltà finanziarie delle filiali europee di General Motors, tra cui la tedesca Opel, la svedese Saab e la britannica Vauxhall. A patto però che ”nessuna misura nazionale sia presa in assenza di coordinamento” con tutti i paesi interessati e la Commissione Ue.

LEGGI ANCHE: Il dossier Fiat

Contratti, no all’accordo separato. La Cgil: “Il 96,2% lo ha bocciato”

Guglielmo Epifani

Un risultato destinato a fare discutere. E non solo in ambito sindacale. Tre milioni e 400mila lavoratori (pari al 96,27%) hanno bocciato l’intesa di riforma del modello contrattuale, siglata alla fine di gennaio da Cisl e Uil, e non firmata dalla Cgil.
Complessivamente hanno partecipato al referendum 3,6 milioni di persone. E il 96,27% ha detto no alla riforma.

A rendere noti i dati è la stessa Cgil, che ovviamente esulta. Nel complesso, fa sapere il sindacato di Corso d’Italia, hanno votato 3.643.836 lavoratori, pari al 71% di quanti si espressero in occasione del referendum sul protocollo welfare, condotto assieme da tutte e tre le organizzazioni confederali. In quella occasione votarono 5.128.507 lavoratori.
“Abbiamo tenuto assemblee in oltre 55.000 posti di lavoro e abbiamo ottenuto un risultato per noi insperato: quasi 3 milioni 700 mila persone sono venute a votare, hanno raccolto il nostro invito e hanno votato nella quasi totalità contro l’accordo separato sul modello contrattuale”, ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commentando i dati relativi alle consultazioni dei lavoratori sull’accordo separato per il modello contrattuale: “Questo comporta che le ragioni sul nostro dissenso per un accordo che riduce troppo le funzioni e gli spazi della contrattazione, non garantisce i salari al contratto nazionale e neanche il mantenimento del costo della vita, non allarga la contrattazione di secondo livello sulle condizioni di lavoro dove si giocano questioni come la professionalità, gli orari, i diritti, la tutela e la sicurezza del lavoro, escono rafforzati da questa prova democratica.
Di “risultato importante”, parla anche il segretario confederale Enrico Panini, tanto più “per la crisi che attraversa il Paese e che ha reso difficili le assemblee e le consultazioni”. “Le assemblee che, in cinque settimane, la sola Cgil ha organizzato, sono state 59.367. Una straordinaria prova di democrazia perché, nel 2007″, quando le consultazioni furono avviate dalla Cgil assieme alla Cisl e alla Uil, “le assemblee furono 51.626″.
C’e’ poi da considerare il fatto che “le assemblee sono state organizzate e si sono svolte in un quadro economico e politico molto diverso rispetto a quello di due anni fa: in molte zone del Paese ci sono realta’ con molti lavoratori in cassa integrazione e molte sono le fabbriche chiuse”. Infine, la Cgil denuncia “tentativi di inquinamento il voto” che “solo l’organizzazione dei seggi ha permesso di evitare”.
Forte anche di questi numeri, la Cgil si appresta quindi a organizzare a Roma per il 4 aprile: “Una manifestazione nazionale imponente che cresce in modo visibile”. È sempre Enrico Panini, segretario confederale della Cgil, a presentare il programma del giorno: “40 i treni speciali organizzati per portare in città i manifestanti, tutto quello che la rete nazionale può reggere; saranno, poi, 4.800 i pullman ai quali si aggiungono 2 navi. Fuori da questo contesto, c’è poi da considerare la città di Roma dove, da venerdì scorso, sono stati distribuiti 1.466.000 volantini”.
Panini si sofferma anche sui percorsi che terranno i cinque cortei previsti: “All’inizio dovevano essere sei, ma per non gravare sugli ospedali che uno di questi cortei avrebbe toccato, abbiamo deciso di ridurre il numero a cinque”. Che partiranno da piazza della Repubblica, da piazza Ragusa, da piazzale dei Partigiani, da piazzale dei Navigatori e dalla stazione Tiburtina. I primi arrivi sono previsti alle 3 di notte e continueranno fino alle 10 del mattino. Uno dei cortei, annuncia poi Panini: “Sarà aperto dagli operai di Pomigliano per rappresentare le problematiche dei lavoratori in cassa integrazione”.

Ammortizzatori, il governo trova l’accordo con le Regioni per 8 miliardi

Pensione dell'Inps

Accordo raggiunto: Governo e Regioni firmano il sugli ammortizzatori sociali: 8 miliardi, di cui 2.6 dalle Regioni. “Sono orgoglioso e soddisfatto, perchè oggi governo e regioni hanno raggiunto un accordo su tre temi, a cominciare da quello degli ammortizzatori sociali. L’intesa è stata raggiunta dopo un mese di confronto politico e tecnico serrato”. Ad annunciare l’intesa raggiunta dopo un serrato confronto, è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri: “Abbiamo raggiunto la cifra di 8 miliardi destinati agli ammortizzatori sociali ove ce ne fosse bisogno”.
“Siamo qui per comunicare dei fatti importanti, anche in risposta di chi sostiene che questo governo non sia capace di realizzare cose concrete: credo davvero che nella storia della Repubblica nessun governo abbia messo a punto tanti risultati quanto questo governo è riuscito a fare nei primi mesi della sua gestione”. Si dice soddisfatto il premier Berlusconi del lasvoro portato avanti da Palazzo Chigi per affrontare la crisi. Le istituzioni, con l’accordo raggiunto sugli ammortizzatori sociali, “hanno dato ottima prova di sé”. L’intesa, aggiunge il premier, “sancisce un livello di collaborazione mai visto” e “afferma il principio che le responsabilità vanno assunte congiuntamente”.

Il confronto finale è iniziato intorno alle 20, e ha avuto una prima interruzione, per consultazioni e riunioni a latere, dopo circa un’ora. Fino alle 22,30 si è tenuta una riunione ristretta, di una decina di persone delle due delegazioni. “Un lavoro non semplice con alcuni momenti di difficoltà ma “c’è un’intesa su un accordo nuovo”, dice alla fine un soffisfatto Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni. “Ovviamente l’accordo sarà monitorato e terrà conto di una domanda diversificata per ogni regione, con un’intesa con ogni singola regione”.

A dire della difficoltà della trattativa anche le dichiarazioni del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine della presentazione del “Rapporto sulla sussidiarietà” presentato alla Camera: “Non credo che questo sia il momento di fare una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali che incrementi la spesa corrente”. “Non sapremo come sarà il bilancio dello Stato fra 6 mesi” aggiunge il ministro “quindi il governo non può permettersi di stanziare risorse strutturali. Impegniamoci invece per il 2009 e il 2010 a sostenere i lavoratori che perdono il lavoro e le imprese attraverso una leale collaborazione con le Regioni”. Sacconi conferma la disponibilità data ieri dal Governo in un question time sugli ammortizzatori sociali. “Ci sono fondi che ragionevolmente possono raggiungere gli 8 miliardi di euro nel biennio in questione, tali da consentire di integrare il reddito a coloro che perdono il lavoro e di aggiungervi investimenti sulla formazione per renderli nuovamente occupabili”.

Le garanzie richieste dalle Regioni al Governo riguardavano principalmente cassa, liquidità e copertura attraverso le risorse nazionali degli ammortizzatori in deroga.
Per il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani: “Si è compiuto un passo molto importabnte e le regioni hanno dimostrato una grnade serieta’ e dato una risposta concreta ai tanti lavoratori senza la protezione dalla cassa integrazione ordinaria”.

Alitalia, vicina l’intesa con Air France. Manca “solo” l’annuncio

Due aerei dell'Alitalia e di Air France
In dirittura d’arrivo l’accordo tra Alitalia e Air France-Klm. Si starebbero infatti definendo gli ultimi dettagli tecnici dell’accordo per l’ingresso della compagnia d’oltralpe con una quota che dovrebbe essere vicina al 25%.
A confermare che qualcosa di concreto nelle voci c’è davvero sono fonti vicine al dossier. In queste ore si starebbero definendo gli ultimi dettagli tecnici dell’accordo per l’ingresso della compagnia d’Oltralpe.
. L’intesa con il partner francese, che ha già in piedi da tempo con Alitalia un’alleanza commerciale, sarebbe alla fase ultimativa, affidata ormai ai rispettivi gruppi tecnici. “Salvo sorprese dell’ultim’ora, l’accordo dovrebbe essere ufficializzato intorno al 10 gennaio, ma il diavolo come si sa sta nei dettagli”, fanno sapere le fonti.
Come anticipato più volte dai vertici di Cai, d’altra parte, e solo martedì dal vicepresidente della Cai Salvatore Mancuso e dal responsabile corporate di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, l’accordo è alle ultime battute: l’alleato sarà già imbarcato al decollo della nuova Alitalia, il prossimo 13 gennaio.
Intanto una nota della compagnia segnala che ammontano a 250 milioni di euro, 21 milioni di euro in più, le disponibilità e i crediti finanziari a breve di Alitalia a fine novembre, rispetto all’analoga situazione al 31 ottobre.
Sul fronte delle assunzioni: saranno 10.150 i lavoratori a tempo indeterminato che entreranno in Alitalia entro il prossimo 12 gennaio. Questo prevede un verbale sottoscritto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl con il management della nuova compagnia. L’accordo, che conferma i numeri della precedente intesa raggiunta a Palazzo Chigi, giunge al termine di una serie di incontri sui criteri di assunzione seguiti da Cai (ora Alitalia) per le varie categorie di lavoratori.
I tavoli con le organizzazioni sindacali riprenderanno il 5 gennaio per definire gli ultimi accordi e affrontare anche il capitolo degli addetti di Alitalia Express, circa 600, rimasti fuori dalle liste di assunzione; l’obiettivo dei sindacati è quello di far rientrare nel gruppo almeno una quota di questi lavoratori. Nel verbale di accordo è inoltre previsto che una parte degli assistenti di volo e personale di terra, assunta da Alitalia, venga distaccata a Air One per un periodo di abilitazione sui velivoli di quest’ultimo vettore.

Alitalia: accordo firmato anche dagli assistenti di volo

Una hostess Alitalia
Anche dalle sigle autonome SdL e Avia, che rappresentano la maggioranza degli assistenti di volo, è arrivato il sì all’accordo sul piano di salvataggio per Alitalia nel corso dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi. Erano le uniche due firme che mancavano dopo l’adesione delle altre sette sigle sindacali. Il presidente dell’Avia, Antonio Divietri, aveva mantenuto ieri il più stretto riserbo sulla decisione. “In assemblea abbiamo preso l’impegno che nel confronto di domani avremmo posizioni identiche”, aveva spiegato il dirigente sindacale senza rivelare quale fosse l’orientamento emerso dalla consultazione. Sembra fiducioso il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: “Cai può procedere, forte di una larga base di consenso sociale e affrontare i processi concreti per la costruzione della nuova Alitalia”, ha affermato. Se l’accordo verrà firmato, come si presume, la nuova Alitalia potrà finalmente decollare. E si potrà subito affrontare la questione del partner straniero. Per Sacconi Air France e Lufthansa sarebbero, al momento, in una posizione di parità nella contesa. Il vettore tedesco sembra pronto a scendere in pista. Nel weekend il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva escluso che un gruppo straniero possa detenere la maggioranza. “C’è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni, ma successivamente la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi, quindi - ha spiegato il premier - io lo escludo, poiché questo è stato proprio il significato della nostra azione di governo su Alitalia che la nostra compagnia di bandiera non possa essere detenuta in maggioranza da gruppi e compagnie straniere”. Intanto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha messo in chiaro: “La scelta del partner è di mercato, spetta a Cai”.

LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia. Partecipa al FORUM e guarda il VIDEOCOMMENTO del direttore Maurizio Belpietro

Alitalia, firmato l’accordo anche con la Cgil. Ora mancano piloti e assistenti di volo

i protagonisti degli ultimi due anni
(Credits: Ansa)

Compagnia aerea italiana (Cai) incassa anche il sì della Cgil al progetto per salvare Alitalia. Resta l’attesa per la firma di piloti e assistenti di volo, che a loro volta chiedono alcune garanzie contrattuali. I contatti proseguono e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ha fatto slittare ad oggi alle 13, il termine per aderire all’accordo sottoscritto da Cgil Cisl, Uil e Ugl. L’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli continua a lavorare tenacemente “per portare a bordo piloti e assistenti di volo”. Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ci sono tutte le condizioni perchè anche i piloti partecipino all’accordo su Alitalia. La loro firma consentirà a Cai di decollare dopo una ventina di giorni. Poi la cordata di imprenditori guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli sceglierà l’alleato straniero.
Dopo la girandola di incontri e contatti delle ultime 48 ore, è arrivata la firma della Cgil ai due documenti già sottoscritti da Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini (Ugl). Ma l’ok di Guglielmo Epifani è stato condizionato all’inserimento di alcune integrazioni all’accordo quadro e al contratto, che avevano ricevuto a metà settembre il via libera di Cisl, Uil e Ugl. Un passaggio fondamentale che ha portato anche alla smentita da parte della Cgil della firma già apposta ai due protocolli siglati dagli altri confederali. Epifani ha atteso di vedere i testi con le integrazioni al piano su precari ed altri punti prima di firmare.
Ed è stato quindi steso un verbale, acquisito da Letta, quale nota aggiuntiva ai protocolli. Un passaggio su cui si è consumata una polemica fra Cisl, Uil e Ugl affiancati dal ministro Sacconi che hanno ribadito che la Cgil aveva firmato gli stessi documenti già siglati dalle tre confederazioni e la Cgil che ha mantenuto il punto sull’importanza delle novità. Per Epifani era dirimente inserire il bacino dei precari, un migliaio, a cui Cai potrà attingere nei prossimi tre anni, la possibilità di recuperare la riduzione del 6-7% degli stipendi di piloti e hostess a fronte di incrementi delle ore di volo, e altre condizioni su riposi, malattia, qualifiche e lavoro notturno per il personale di terra. E la garanzia dell’ingresso del partner straniero in Cai è stato un ulteriore elemento per la sottoscrizione.
Alla fine, Epifani ha espresso soddisfazione “perchè alcuni altri importanti diritti sono stati ripresi”. Il leader della Cgil, che ha richiamato più volte la necessità di allargare il consenso sull’accordo, ha quindi invocato il senso di responsabilità di piloti e assistenti di volo affinchè arrivi anche la loro firma perchè, ha detto, “quella piccola rinuncia di oggi domani potrà essere compensata”. Se piloti e assistenti di volo non dovessero firmare l’accordo o almeno trasmettere “un segnale di non ostilita”‘ al piano, vi sarebbe un “problema di rappresentativita”‘ e occorrerebbe pensare “a meccanismi democratici di convalida dell’accordo” ha sottolineato il numero uno della Cgil. Chi ha avuto un senso di responsabilità fin dall’inizio è stato premiato, ha affermato Bonanni mentre Angeletti ha messo in risalto che è stata evitata “una tragedia sociale ed economica” e si è augurato “che le associazioni che fino ad ora hanno detto di no si convincano che questa è l’unica prospettiva possibile in questa situazione”.
Del resto, ha aggiunto, “la soluzione è quella più soddisfacente, il massimo che si poteva ottenere in una situazione come quella in cui versava Alitalia”. Renata Polverini ha riconosciuto che i chiarimenti apportati sono stati considerati necessari da tutte e quattro i sindacati e ha rilevato che era importante garantire un sostegno unitario alla proposta Cai. è la migliore soluzione possibile per garantire un futuro ai lavoratori e porre le basi per prospettive di sviluppo del trasporto aereo nel nostro Paese, ha aggiunto. Anche Sabelli è stato soddisfatto per aver salvaguardato il piano industriale e perchè la linea negoziale è rimasta quella sostenuta sin dall’inizio. Nel corso delle consultazioni, Sabelli si è allontanato il tempo necessario per partecipare, nel pomeriggio, alla seduta di laurea in Fisica della figlia Chiara. Poi subito di ritorno a palazzo Chigi, rinunciando ai festeggiamenti. La firma dei confederali ha scongiurato il ritiro da parte dell’Enac della licenza provvisoria di volo ad Alitalia perchè c’è la ripresentazione dell’offerta di Cai con la lettera di Colaninno con la revoca del ritiro dell’offerta e la nuova scadenza del 15 ottobre.

L’Enac si prepara a ricevere il piano che eviti la sospensione o la revoca della licenza provvisoria di volo. Nel frattempo, all’ente nazionale aviazione civile risulta “una valanga” di domande per gli slot che eventualmente Alitalia dovesse perdere con la messa a terra degli aerei.
Ipotesi che si verificherebbe, dopo l’esame - che richiederebbe qualche giorno - da parte di Enac della relazione di Alitalia sulla continuità operativa, in assenza di un accordo dei sindacati con Cai o di una manifestazione di interesse concreta per Alitalia. Fonti Enac hanno detto che ci sono 20 domande di slot su Fiumicino da parte di EasyJet, otto su Malpensa da parte di Lufthansa per quelle già lasciate da Alitalia con il piano Prato. Air France e Lufthansa hanno fatto domanda per la Roma-Milano.

Stamane, Air France-Klm si è detta pronta a rilevare una quota tra il 10 e il 20% di Alitalia: secondo fonti industriali all’agenzia Afp, un portavoce del colosso franco-olandese non commenta questa notizia e rimanda all’ultimo comunicato stampa della compagnia aerea, nel quale si diceva che Air France è disponibile a rilevare una quota minoritaria di Alitalia. “Nulla è cambiato. Stiamo continuando a osservare la situazione di Alitalia molto da vicino ma non rilasciamo alcun commento. Confermiamo che per noi il mercato italiano è interessante e importante”, ha detto Claudia Lange, portavoce della compagnia tedesca Lufthansa.

LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia. Partecipa al FORUM e guarda la GALLERY: i protagonisti degli ultimi due anni

Enel e consumatori, c’è l’accordo: via alle conciliazioni

Traliccio di alta tensione

Può nascere tutto da una bolletta inverosimile, o gonfiata per errore. Da un contatore malfunzionante. O da un pagamento ritardato da parte dell’utente. Le controversie tra società elettriche e singoli utenti sono qualcosa di lungo e logorante, e finiscono davanti al giudice ordinario. Ma oggi per i clienti Enel c’è una possibilità in più. La società guidata da Fulvio Conti ha raggiunto un accordo con le associazioni dei consumatori riunite nel Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti). Parte da oggi su tutto il territorio nazionale la procedura di conciliazione paritetica su base volontaria delle controversie. Per tutti i 20 milioni di clienti dell’ex monopolio di Stato sarà possibile accelerare i tempi e azzerare i costi per risolvere eventuali controversie grazie a una pratica extragiudiziale semplice ed eseguibile on line: la conciliazione. Per controversie relative a fatturati con importi anomali ed elevati rispetto alla media, alla ricostruzione dei consumi per il malfunzionamento del contatore e a sospensione della fornitura o riduzione di potenza per morosità, da oggi l’utente potrà contattare una delle associazioni. Quindi verrà nominato un conciliatore da Enel e uno dall’associazione per affrontare il caso e individuare una soluzione che l’utente, se soddisfatto, potrà accettare firmando un verbale di accordo.
Tutta la procedura potrà avvenire on-line. Il presidente dell’Autorità per l’Energia Alessandro Ortis, rimarcando l’importanza dell’intesa, ha spiegato come “nel 2007 ci sono stati 114 mila rimborsi automatici pari a 7,2 milioni di euro. Di questi 3 milioni sono andati a indennizzi nel settore gas mentre 4,2 milioni per l’elettrico. Il direttore della divisione mercato di Enel, Francesco Starace ha aggiunto che “Enel è il primo operatore europeo a mettere in atto un’operazione di questo tipo su così vasta scala”. Mentre per le associazioni dei consumatori ha commentato il segretario generale dell’ Adiconsum Paolo Landi: ”Meglio un accordo sottoscritto direttamente con le aziende, piuttosto che con associazioni di aziende, visto come sono stati deludenti i risultati degli accordi raggiunti con l’Ania nel campo assicurativo”.

Il VIDEO servizio:


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!