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Blitz di Franco Bernabè a Cupertino, quartier generale di Apple, per firmare l’accordo che tra qualche settimana portera’ in Italia l’iPhone, da subito in versione Umts. Lo scrive Repubblica Affari&Finanza secondo cui l’a.d. di Telecom Italia, in occasione del suo roadshow negli Usa tenutosi a fine marzo, si è recato nella sede del gruppo guidato da Steve Jobs per suggellare l’accordo, a conclusione di mesi e mesi di trattative che, secondo il quotidiano, hanno convinto Apple a cambiare strategia: non ci sarà “revenue sharing” (cioè Telecom non dovrà pagare alla Apple una percentuale sulle telefonate) e neanche l’esclusiva. Per il gruppo guidato da Bernabè un vantaggio di almeno sei mesi rispetto ai concorrenti.
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Sull’ammorbidimento dello scalone con la formula dei 58 anni c’è già un consenso di massima. Anche da Rifondazione comunista sono arrivati i primi segnali di apertura. Questione non da poco che però sta per passare in secondo piano rispetto al nuovo campo di battaglia nella riforma delle pensioni.
Quello dei lavori usuranti e del percorso successivo della riforma dopo il 2008. L’accordo intorno al quale si stanno definendo proprio in queste ore i dettagli riguarda l’allargamento della platea dei lavori usuranti, finora legata a mansioni molto pesanti in miniera, in fonderia, nell’industria del vetro e sott’acqua. E ancora operai che lavorano in spazi ristretti o nelle attività di costruzione o riparazione navale e nell’esportazione dell’amianto. Grosso modo, dall’innalzamento dell’età pensionabile dovrebbero essere escluse 15/20 mila persone sulle circa 100.000 che rimarrebbero ancora a lavoro se entrasse in vigore lo scalone Maroni.
Ma questi numeri potrebbero crescere se dovessero essere accolti i nuovi veti di sindacati e sinistra radicale per l’inclusione del lavoro in catena di montaggio e quello che prevede turni 24 ore su 24. L’obiettivo è comunque quello di limare l’elenco dei lavori usuranti, ma il percorso potrebbe rivelarsi più insidioso del previsto. “Le condizioni di lavoro in edilizia causano gravissimi infortuni e troppi morti. C’è da chiedersi come si possa immaginare che oltre 57 anni si possa ancora agevolmente e con necessaria sicurezza muoversi tra le impalcature di un cantiere. La normativa sui lavori usuranti è una prima risposta, ma da sola non risolve la questione, anche perché prende a riferimento una tabella ministeriale che, per quanto riguarda il settore delle costruzioni, considera soltanto i lavori dei minatori e gruisti, escludendo le figure classiche dell’edilizia, come muratori e carpentieri”, ha tuonato Franco Martini, segretario generale della Fillea-Cgil.
E anche sul percorso successivo al 2008 è scontro. Il ministero dell’Economia vedrebbe con favore l’innalzamento dell’età pensionabile di un anno ogni 18 mesi per arrivare a 60 anni all’inizio del 2011. I sindacati vorrebbero un percorso più soft per arrivare a 60 anni nel 2012. In mezzo c’è la proposta delle quote. Si tratta di sommare l’età contributiva con l’età anagrafica. Romano Prodi punta comunque a incassare il via libera dei sindacati e a portare la proposta di riforma delle pensioni nel consiglio dei ministri di venerdì.
Sul tavolo, al momento, solo l’ipotesi di un ammorbidimento dello scalone con la formula dei 58 anni esclusi gli usuranti. Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, ha dato un nuovo segnale in questa direzione confermando il suo interesse nell’attesa proposta di Prodi: “Sono interessato” ha affermato, puntualizzando comunque che “i soldi per superare lo scalone ci sono e si lavora a un accordo perché vorremmo far andare avanti il governo e vorremmo che i lavoratori possano andare in pensione”.
Il Richiamo di Draghi su debito e pensioni