Leggi tutte le notizie su:
acqua

Il governo Prodi “elaborerà, per proporle all’opposizione, al fine di emanare un decreto legge in materia, una serie di strumenti e di iniziative per sterilizzare la quota fiscale di alcune tariffe, in particolare nel settore dell’energia, così da alleviare il peso degli aumenti sulle famiglie, sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per i carburanti”. Argomenta così ministro per l’Attuazione del programma, Giulio Santagata, la decisione dell’esecutivo Prodi di mettere in atto all’opposizione un pacchetto di misure urgenti per intervenire sul caro prezzi.
E, a fianco a lui, il collega all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio della Sinistra Arcobaleno rilancia: “Visto che con l’extragettito i soldi in cassa ci sono, è doveroso ridurre subito i rincari che pesano nelle tasche dei cittadini. La Sinistra Arcobaleno ha chiesto al governo di intervenire con un decreto”.
E tuttavia, dal momento che quello attuale è consapevole di essere “un governo in uscita”, nel corso del Consiglio dei ministri di stamane è stata assunta la “decisione di elaborare una serie di possibilità e strumenti da proporre all’opposizione, un pacchetto di iniziative per alleggerire il peso delle famiglie”. Misure che, sempre attraverso una “valutazione con l’opposizione” potrebbero essere varate con un “eventuale decreto”. Tenendo conto naturalmente della “compatibilità di bilancio”.
Manifestando la preoccupazione del governo “sul versante del potere di acquisto delle famiglie”, Santagata ha ricordato la “positiva attività svolta tanto dal ministro delle Politiche agricole quanto da Mister Prezzi”. “Tuttavia” ha rilevato “si sente l’esigenza di un intervento urgente”. Da qui la decisione di “verificare la praticabilità di sterilizzare la quota fiscale di alcune tariffe, in particolare quelle energetiche, sulla falsariga di quello che abbiamo già fatto per i carburanti”. nella consapevolezza che il governo è “in uscita”, ha aggiunto, verranno elaborate “delle proposte per alleggerire il peso sulle famiglie che saranno avanzate all’opposizione, con l’obiettivo di varare un decreto legge condiviso”.
“Abbiamo chiesto il blocco degli aumenti dei prezzi, e quindi il presidente del Consiglio si rivolgerà anche all’opposizione per fare un decreto legge e bloccare le tariffe di luce, gas e carburanti”, ha aggiunto Pecoraro-Scanio, spiegando che “l’unica strada è intervenire sulle tasse”.
Sabato scorso l’Autorità per l’energia ha comunicato che le tariffe per luce e gas saliranno da aprile di oltre il 4% per effetto del caro-petrolio. Lunedì 31 marzo, l’Istat ha fornito le stime sull’inflazione di marzo che con un aumento del 3,3% su base annua ha segnato il livello più alto da settembre 1996.
- Tags: acqua, Alfonso-Pecoraro-Scanio, auto, benzina, consigli, energia, Eni, gas, lavastoviglie, luce, Paolo-Scaroni, petrolio, risparmio
-

Sono 24, sono semplici, sono utili.
Sono i consigli per risparmiare fino a 1.600 euro l’anno e ridurre fino al 30% la spesa energetica di una famiglia. Questo l’obiettivo della Campagna nazionale di Efficienza Energetica lanciata da Eni, alla presenza di Paolo Scaroni, numero uno dell’azienda petrolifera, e del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. La Campagna Eni si basa su uno studio che consente di calcolare il valore effettivo di ogni singolo comportamento e quantificare, di conseguenza, il relativo risparmio, per ottenere il quale non serve apportare modifiche consistenti allo stile di vita del singolo o della famiglia.
I 24 consigli riguardano comportamenti che incidono su trasporti, riscaldamento, uso dell’acqua calda, illuminazione e impiego degli elettrodomestici: cioè il modo in cui una famiglia tipo di quattro persone consuma energia.
Dei 24 comportamenti individuati, 14 sono “a costo zero” (cioè non comportano alcun esborso per le famiglie) mentre altri 10 sono “a costo sopportabile” e comportano un investimento che si ripaga in tempi brevi e può avere sussidi o incentivi. L’effetto totale di questi comportamenti, stima l’Eni, produce un risparmio fino al 30% dei consumi di energia di una famiglia.
E una riduzione del 30% nei consumi delle famiglie consente - sostiene l’Eni - di evitare ogni anno l’emissione di oltre 50 milioni di tonnellate di anidride carbonica, più della metà del deficit dell’Italia rispetto al target fissato dal protocollo di Kyoto, (proprio come Bruxelles ci sta invitando a fare).
Ma quali sono in concreto i risparmi calcolati? Per le misure a costo zero, ad esempio, la regolazione della temperatura degli ambienti domestici potrebbe consentire risparmi fino a 130 euro l’anno, l’eliminazione dello standby negli elettrodomestici fino a 50 euro l’anno, l’adozione di una velocità moderata quando si guida in autostrada circa 110 euro annui. Dalle misure “a costo zero”, stima l’Eni, si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 720 euro l’anno. Mentre per le misure “a costo sopportabile” si stimano risparmi, per una famiglia tipo, fino a 860 euro l’anno: nel riscaldamento, ad esempio, la sostituzione dello scaldabagno con uno elettrico o a gas permetterebbe un risparmio di circa 333 euro l’anno.
Qui i 24 consigli Eni elencati e spiegati.
- Tags: acqua, adolescenti, adozioni, adriano, architettura, citylife, ex-fiera, garibaldi-repubblica, Milano, montecity-rogoredo, pirellone-bis, santa-giulia, stecca-degli-artigiani
-
Per il Comune sono il simbolo del Rinascimento cittadino, il biglietto da visita che accoglierà i visitatori dell’Expo 2015. Per i residenti, invece, sono cambiamenti traumatici calati dall’alto, colate di cemento che snaturano l’identità dei quartieri in nome della speculazione edilizia. I grandi progetti che promettono di rivoluzionare il volto della città nel giro di dieci anni sono per lo più ancora sulla carta. Ma suscitano proteste e barricate.
Sono tre le rivoluzioni urbane finite sulle copertine delle riviste di architettura di tutto il mondo: l’area dell’ex Fiera, Garibaldi-Repubblica e Milano Santa Giulia. Il primo progetto prevede la riqualificazione di 365 mila metri quadrati affidata alla cordata italo-francese Citylife (composta dai gruppi Generali, Ras, Progestim e dagli architetti Daniel Libeskind - lo stesso di Ground Zero - Arata Isozaki, Zaha Hadid e Pier Paolo Maggiora), che si è aggiudicata la gara con un’offerta di 523 milioni di euro. Al centro sorgeranno tre avveniristiche torri, già ribattezzate “caravelle”, progettate da Isozaki (218 metri d’altezza), Hadid (185) e Libeskind (170) e il Museo di arte contemporanea. La fine dei lavori è prevista per il 2014. Il bando prevede che il 50 per cento dell’area sia destinata al parco, ma i comitati di quartiere non si fidano. E a suon di ricorsi e presidi contestano al Comune di non aver dato ascolto alle loro esigenze, soprattutto per quanto riguarda lo spazio dato al verde.
La trasformazione della zona Garibaldi-Repubblica comprenderà anche le Varesine e l’Isola. Entro il 2012 questo pezzo di città di 350 mila metri quadrati sarà irriconoscibile. Nasceranno il Museo della moda, un parco di 100 mila metri quadrati che si chiamerà “Biblioteca degli alberi”, piazze coperte e la nuova sede della Regione Lombardia. A progettare il Pirellone bis sarà lo studio newyorkese Pei Cobb Freed & Partners, in collaborazione con Caputo partnership e Sistema Duemila di Milano. Costerà 175 milioni di euro e arriverà a 160 metri. I cittadini sono contro il grattacielo, anche se la protesta più dura è stata quella degli occupanti della Stecca degli artigiani, sede tra l’altro di un circolo di Rifondazione comunista. La demolizione dell’edificio comunque è già cominciata. Per raccogliere commenti e dubbi degli abitanti, Isola srl, la società che fa capo a Hines Italia, ha creato un sito internet.
Milano Santa Giulia, società di Risanamento spa, ricostruirà completamente l’ex zona industriale di Montecity Rogoredo. In totale 1 milione e 200 mila metri quadrati tutti nuovi, con i palazzi di Norman Foster, un parco di 316 mila, scuole, centri commerciali, centro congressi, cinque alberghi, una chiesa e il nuovo quartier generale di Sky. I comitati di Rogoredo denunciano però mancanze o insufficienze: della piccola e media distribuzione, dei servizi come poliambulatori e uffici comunali, dei collegamenti stradali col resto della città e delle case convenzionate.
- Tags: acqua, bacini, cambiamenti, catastrofe, clima, commissario-europeo, dati, deserti, fiumi, giornata-mondiale-pianeta, laghi, minerale, onu, sete, Stavros-Dimas, terra, Ue
-

Facciamo acqua da tutte le parti, ma non sappiamo come. E questo perché, con la Grecia, l’Italia è il primo degli inadempienti nelle pagelle europee sulla trasparenza della gestione idrica.
A Bruxelles non siamo riusciti a far sapere se potremo centrare gli obiettivi di protezione delle risorse previsti dalle norme comunitarie, mentre il livello di trasposizione delle disposizioni Ue nelle leggi italiane è il più insufficiente.
L’analisi economica e ambientale delle risorse idriche ci relega al fondo delle classifiche continentali, battuti soltanto dai greci. Il governo di Romano Prodi semina promesse nei convegni sul cambiamento climatico. Le parole, però, faticano a trovare riscontro nei provvedimenti.
In compenso siamo anche primatisti del mondo nell’acquisto di acqua minerale. In casa consumiamo mediamente 200 litri di acqua potabile a testa, ma il 15 per cento della Penisola da giugno a settembre è sotto la soglia di 50 litri pro capite, che costituisce il fabbisogno minimo (nei libri di geografia il Sud era un tempo definito “siccitoso”). Quel che è più grave, l’acqua viene sprecata: il 40 per cento si perde lungo la rete prima di arrivare ai rubinetti.
“L’acqua non è un bene di mercato, ma un patrimonio da proteggere e difendere” ricordano a Bruxelles, mentre le organizzazioni internazionali chiedono all’Unione il riconoscimento dell’acqua come “diritto umano”.
Gli scenari dell’ultimo rapporto Onu sul cambiamento climatico (qui il .pdf) annunciano che la catastrofe ambientale è alle porte: già da ora il nostro Paese è a rischio siccità, mentre centinaia di milioni di persone rimarranno senz’acqua nei prossimi due decenni; nel 2050 l’Europa potrebbe perdere tutti i suoi ghiacciai e nel 2100 metà della vegetazione mondiale potrebbe essere sparita. Si deve correre ai ripari, subito.
Per alcuni è tutta propaganda nichilista, per altri è il momento di evitare il peggio. L’Unione Europea, fra i più attivi nel gruppo di quanti invocano una controffensiva ambientale, ha scritto la direttiva Acque (in .pdf, 75Kb) per garantire entro il 2015 la buona qualità di fiumi, laghi, estuari, acque costiere e acque sotterranee di tutti gli stati membri, ai quali chiede di adottare dei piani di gestione dei rispettivi bacini idrografici entro il 2009. Sono adempimenti burocratici, forse minuziosi, eppure inevitabili.
Ma l’Italia per ora è stata a guardare, o meglio l’anno scorso ha recepito nel suo ordinamento nazionale la direttiva quadro, però non in tutti i suoi aspetti, quindi potrebbe vedersi recapitare una procedura di infrazione.
Manca, per esempio, una valutazione di impatto per le acque in relazione alle nuove infrastrutture. Un’altra carenza riguarda il coordinamento e la struttura amministrativa sulla gestione congiunta dei fiumi minori da parte di un’autorità competente. Infine non è stata svolta l’analisi ambientale ed economica, cioè non è stata costruita la base per l’applicazione della direttiva Ue.
Stavros Dimas, commissario europeo dell’Ambiente fa i conti: “Austria e Cipro sono i paesi che hanno ottenuto i risultati migliori; la Germania e il Portogallo hanno fatto abbastanza bene; Italia e Grecia sono invece lontane dall’arrivare agli obiettivi”.
Il primo appuntamento di verifica è nel 2009 con la presentazione dei piani di gestione dei bacini idrografici; l’anno successivo sul tavolo di Bruxelles dovranno arrivare tutti i criteri e i numeri relativi alla definizione delle tariffe dell’acqua. Gli esperti sostengono che non ci sarà sicurezza di approvvigionamento senza un netto incremento dei prezzi.
Gli italiani potranno consolarsi per l’aumentata spesa con la bontà dell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa: secondo Legambiente è già oggi “sana e pulita, non troppo diversa da quella in bottiglia”. E “di ottima qualità nutrizionale”.