
Una filiale di Bank of Ireland (Ansa)
Dalle 150 alle 200 famiglie italiane, secondo un’inchiesta pubblicata stamane da Il Sole 24 ore, hanno visto andare in fumo i loro risparmi dopo che avevano comprato obbligazioni emesse dalla Bank of Ireland (60% in mano allo Stato irlandese) e che sono state liquidate alla fine di quest’estate con un 1 centesimo ogni mille euro investiti. Continua

Una donna colloca la cedola dell'assicurazione sul vetro posteriore della sua auto (Ansa)
Avete presente Ricomincio da capo, un film del 1993 con Bill Murray, in cui il protagonista, per un incantesimo misterioso, si trova a trascorrere ogni giornata nello stesso e identico modo della precedente? Ecco, accade più o meno la stessa cosa a noi italiani di fronte all’ennesimo annuncio di un possibile taglio del 15 per cento del costo dell’Rc Auto. Continua

(Credits: Ansa)
E’ in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro sulle tasche delle famiglie italiane. Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sarà “un anno infelice”, con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia.
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Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer durante la presentazione di Windows 7 - EPA
La gestazione è stata lunghissima: la class action all’italiana ha visto la luce più di due anni dopo il primo annuncio. Continua

Il governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi (ansa/schivella)
Non si ferma la marcia del debito pubblico italiano che ha raggiunto a ottobre la quota di circa 1.801 miliardi di euro rispetto ai 1.786 miliardi di settembre. I numeri resi noti dalla Banca d’Italia nel bollettino di dicembre 2009 non sono certo rassicuranti, ma c’è comunque uno spiraglio di luce: nello stesso mese, infatti, sono cresciute le entrate tributarie attestandosi a 28,4 miliardi di euro rispetto ai 20,1 miliardi di settembre, anche se leggermente inferiori rispetto a ottobre 2008, quando sono risultate pari a 29,3 miliardi di euro. Dato in negativo, invece, se si considera il cumulato dei primi 10 mesi: tra gennaio e ottobre 2008 le entrate tributarie si sono attestate a 308,8 miliardi contro i 299,1 dei primi 10 mesi 2009 (-3,1 per cento).
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Sotto l’albero di Natale quest’anno un “bancomat di Stato”. È di color azzurro la social card, la carta acquisti varata dal Governo con la manovra triennale e presentata questa mattina dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La carta consentirà ad alcuni cittadini italiani di spendere 40 euro al mese per acquistare beni di prima necessità in tutti i negozi alimentari abilitati e avere sconti in alcune catene convenzionate che sostengono il programma “Carta acquisti” (saranno identificate con uno specifico simbolo). Si potrà inoltre accedere direttamente alle tariffe elettriche agevolate.
A riceverla saranno i cittadini e residenti in Italia con un’età fra i 65 e i 69 anni e redditi e trattamenti pensionistici non superiori ai sei mila euro all’anno; gli over 70 con redditi fino a 8 mila euro l’anno e tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro. Nell’indicatore verranno presi in considerazione i proprietari (da soli o insieme al coniuge) di una sola casa di abitazione, i titolare di una sola utenza elettrica e del gas, i proprietari di un solo autoveicolo e coloro che hanno meno di 15 mila euro di risparmi in Banca o in Posta. Avranno diritto alla carta anche le famiglie con bambini sotto i tre anni, sempre con indicatore Isee sotto i sei mila euro.
Per chi ritirerà la carta entro il 31 dicembre la ricarica sarà di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Poi a partire dal 2009 sarà caricata dal ministero dell’Economia ogni due mesi con 80 euro (40 per ciascun mese).
Basterà andare in un Ufficio postale abilitato e compilare il modulo di richiesta, nella maggior parte dei casi la carta sarà consegnata subito e sarà utilizzabile dal secondo giorno successivo alla consegna. Una volta a regime si stima che la carta sarà distribuita a 1,3 milioni di cittadini: 1 milione di anziani oltre 65 anni e 300 mila famiglie con bimbi piccoli. Per iniziare si prevede l’invio di lettere informative a una circa 800 potenziali beneficiari. In seguito partirà una campagna di comunicazione istituzionale su vari media che coinvolgerà le associazioni di volontariato.
Le risorse stanziate dallo Stato ammontano a 1,070 miliardi: 170 milioni sono già stati messi a disposizione dal governo con la manovra triennale, altri 250 milioni arrivano da donazioni di soggetti privati (Da Eni 200 milioni e da Enel 50 milioni). Altri 450 milioni arriveranno dallo sblocco dei fondi dei conti correnti dormienti previsto dal decreto “salva banche”, altri 200 milioni sono previsti nel ddl sviluppo all’esame del Senato.
Soddisfatto il ministero Tremonti “Le tariffe sociali”, ha spiegato, “già esistevano, ma per ottenerle bisognava andare a richiederle allo sportello Inps, con la conseguenza che finora l’utilizzo è stato molto basso. Con la Carta l’accesso diventa automatico”.
Ma la card non piace a tutti: i consumatori definiscono “poco credibile” fondare il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l’anno “enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell’Economia e dall’intero Governo con lo stesso spirito missionario di miglior causa che anima le dame di San Vincenzo, la cui carità è al contrario basata sull’anonimato”. Secondo i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti si tratta di “pura illusione”.
“Il bancomat sarà ricevuto da poco più di 1 milione di famiglie, e oltre a marcare un grave discrimine sociale non risolverà né i problemi gravi della perdita del potere di acquisto, né il rilancio dei consumi” commentano le associzioni. Per questo Adusbef e Federconsumatori “pur apprezzando il modesto aiuto offerto ad alcune famiglie più povere ed indigenti”, invitano il Governo ad avere il “coraggio di affrontare la gravissima crisi con provvedimenti economici straordinari”. Come la detassazione delle tredicesime, un bonus fiscale di 1.500 euro sui redditi sotto i 25.000 euro, un abbattimento dell’Iva di 3,5 punti per un biennio, gli investimenti nelle infrastrutture e nella ricerca, il finanziamento di un piano casa
A rispondere alle associazioni è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti “Il 76% degli italiani è favorevole alla social card, un sondaggio commissionato all’Istituto di Piepoli lo conferma, a prescindere dallo schieramento politico visto che le percentuali si equivalgono: il 75% nel centrosinistra e l’82% nel centrodestra sono favorevoli”.
Il bancomat azzurro, che dovrà servire ad aiutare chi è più colpito dalla crisi, potrà essere anche un’occasione per fare beneficenza: “Oltre agli aiuti statali potranno arrivare donazioni private” ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi intervenendo in una videoconferenza alla conferenza di Pubblicità Progresso a Milano.
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Tutte le Authority scendono in campo per verificare se ci siano state ipotesi di cartello su quello che ormai è diventato il caso dell’estate. Sarà l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (Agcom) a occuparsi del dossier del cambio delle tariffe più economiche ideato da Tim e Vodafone e che coinvolge circa 10 milioni di clienti di telefonini. La legittimità dell’operazione effettuata dalle due compagnie di telefonia cellulare sarà valutata in un paio di settimane, in modo da poter rimediare con le giuste correzioni, in caso di illeciti, prima che scattino i cambi tariffe. Per evitare un allungamento dei tempi di valutazione, Aduc ha infatti chiesto che Agcom e Antitrust utilizzino tutti i loro poteri per dire se quanto deciso da Tim e Vodafone in materia di rimodulazione delle offerte sia corretto o meno. In particolare Agcom non interverrà sulle tariffe del settore mobile, ma verificherà la trasparenza dei messaggi con cui gli operatori hanno comunicato il cambio di tariffa ai consumatori. In una nota l’associazione di tutela dei consumatori ricorda che solo così “si darebbe agli italiani la percezione di vivere in uno Stato di diritto e non di essere immersi in una giungla telefonica”.
L’esigenza di eliminare il sospetto di una possibile intesa tra i due operatori è l’obiettivo fondamentale anche per Adusbef e Federconsumatori, che chiedono l’intervento dell’Antitrust e dell’Agcom anche sui gestori degli I-Phone. “Non è sufficiente stigmatizzare il comportamento che Vodafone e Tim stanno adottando per indurre i clienti a cambiare i contratti in essere nella telefonia cellulare”, scrivono in una nota le due associazioni, “il periodo scelto, la sovrapposizione dei tempi dei due massimi operatori ed il non avere aperto un confronto come peraltro è sempre stato prassi con le associazioni dei consumatori, inducono più di un sospetto sulla volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento delle offerte di servizio”.
Le associazioni leggono nell’operazione del cambio tariffe il tentativo da parte delle compagnie di recuperare maggiori introiti, “in parte giustamente perso con l’abolizione dei famigerati costi di ricarica”.
Oltre a assicurarsi che le Authority si occupino del caso, Adusbef e Federconsumatori verificheranno con gli uffici legali “eventuali vessazioni contrattuali nei confronti dell’utenza”. E agli utenti consigliano di “confrontare sempre con occhio critico tutte le offerte degli operatori telefonici con particolare riguardo al costo del traffico al minuto comprensivo dell’Iva, alla presenza o meno e del relativo costo del famigerato scatto alla risposta, il prezzo degli sms, che in Europa risulta essere uno dei più elevati”.