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Loghi e suonerie: multe dell’Antitrust per 2,2 milioni di euro

Adolescenti e cellulari

Con quattro diversi provvedimenti l’Antitrust ha colpito otto società di telefonia per pratiche commerciali scorrette nella vendita di suonerie, loghi e contenuti multimediali. Le sanzioni complessivamente ammontano a oltre 2,2 milioni di euro. Le società colpite sono: Telecom (640mila euro), Vodafone (560mila euro), Wind (480mila) euro, Buongiorno (115mila), Dada (125mila), Zed (95mila), H3G (155mila) e Zeng (55mila).
Al termine dell’istruttoria, avviata fra la primavera e l’estate del 2008, l’Autorità guidata da Antonio Catricalà, ha sanzionato le società di fornitura di questi servizi (che spesso sono ’scaricati’ direttamente da Internet da adolescenti, considerati quindi consumatori più “deboli”) perché i messaggi non chiarivano adeguatamente che richiedendo il servizio non si scaricava la singola suoneria ma si sottoscriveva un abbonamento con una ‘decurtazione’ settimanale della scheda telefonica.
Ugualmente poco chiara era l’indicazione dei costi e difficile la disattivazione del servizio.
L’Antitrust ha sanzionato anche le società di telefonia mobile che, nei singoli casi, avevano cointeressenze economiche nell’offerta dei servizi e avevano collaborato nella definizione dei servizi e autorizzato i messaggi ritenuti ingannevoli dall’Autorità.
Non è la prima volta che l’Antitrust commina sanzioni pesanti agli operatori di telefonia mobile per servizi collegati alle suonerie: nello scorso ottobre il Garante aveva assegnato multe per complessivi 1,16 milioni di euro a Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g e Neomobile per pratiche commerciali scorrette riguardanti un abbonamento settimanale per ricevere contenuti multimediali, tra cui appunto le suonerie.
Il business, ricorda il Codacons applaudendo “il provvedimento dell’Antitrust che ha elevato sanzioni per 2,2 milioni di euro contro alcuni operatori telefonici”, è da 800 milioni di euro all’anno. Secondo il presidente Carlo Rienzi, “Sono troppe le truffe e le pratiche scorrette che caratterizzano questo settore. Basti pensare che 8 siti internet su 10, specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili, non rispettano la normativa europea”.
L’associazione di consumatori sottolinea come “il prezzo medio di una suoneria va dai 3 ai 5 euro e tra le principali scorrettezze a danno degli utenti vi e’ la prassi di non specificare l’avvenuta adesione ad abbonamenti settimanali, nonché quella di non indicare chiaramente come disdire il servizio di invio suonerie direttamente sul cellulare”.

Liberalizzazioni, la ricetta dell’Antitrust per far ripartire l’Italia

Tralicci dell'alta tensione

Liberalizzare per far ripartire un Paese, l’Italia, malato di lentezza e incapace di prendere decisioni. È questa la sollecitazione che giunge dall’Antitrust che, in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, chiede interventi strategici per aprire i mercati sul fronte delle infrastrutture, carburanti, energia, trasporti, servizi pubblici locali, farmaci, professioni, distribuzione commerciale e servizi finanziari.
Il documento, spiega una nota, rappresenta un contributo di analisi tecnica che l’Autorità, presieduta da Antonio Catricalà, intende mettere a disposizione del legislatore. Nella segnalazione vengono indicati, infatti, i settori dove “mancanza di concorrenza e lentezza del processo decisionale pubblico rappresentano un freno per la crescita del Paese”.

L’Antitrust sollecita quindi Governo e Parlamento ad andare avanti sulle privatizzazioni per far ripartire il paese. Nella segnalazione vengono indicati i settori dove mancanza di concorrenza e lentezza del processo decisionale pubblico rappresentano un freno per la crescita del Paese. Queste le aree evidenziate dall’Autorità, su cui intervenire.
Infrastrutture. Bisogna eliminare i “veti incrociati” che bloccano la realizzazione delle opere occorre attribuire allo Stato centrale la funzione di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale.
Elettricità. Occorre affiancare “ulteriori e più efficaci incentivi per potenziare la rete di trasmissione”. Necessario inoltre “introdurre una piena separazione proprietaria tra attività di distribuzione e vendita di energia elettrica nelle reti di distribuzione, anche alla luce delle recenti - e previste - aggregazioni di imprese ex-municipalizzate”.
Gas. Servono interventi normativi e regolamentari finalizzati alla “tempestiva definizione delle priorità” relative ai nuovi investimenti infrastrutturali in capacità di importazione e di stoccaggio di gas. Parallelamente vanno introdotte misure che garantiscano l’accesso e la crescita di nuovi soggetti imprenditoriali.
Fs. Occorre procedere alla separazione proprietaria per eliminare la molteplicità dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo Ferrovie dello Stato, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato. è inoltre necessaria una più chiara individuazione degli ambiti di servizio pubblico, quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore.
Servizi pubblici locali. È una misura “prioritaria” anche per eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e società affidataria del servizio. Un ruolo importante potrà essere svolto dalle fondazioni di origine bancaria.
Negozi. L’industria distributiva nazionale presenta, tuttora, una “struttura non efficiente e sottodimensionata”. Vanno abrogati i divieti in materia di vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio, e i vincoli presenti alla determinazione dei prezzi di vendita e alle modalità di esercizio dell’attività.
Benzina. Vanno eliminati i vincoli relativi alle distanze minime, alle superfici minime e agli standard qualitativi. Occorre inoltre liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitività degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica.
Farmacie. Vanno eliminati la riserva della titolarità della farmacia a farmacisti e società di farmacisti e il limite massimo delle quattro licenze in capo ad uno stesso soggetto. Occorre rivedere il sistema di autorizzazione e localizzazione delle farmacie, e servono anche iniziative orientate a favorire l’ingresso dei farmaci generici.
Professionisti. L’accesso alla professione deve essere, in linea di principio, libero. Il prezzo dei servizi dovrebbe essere stabilito d’intesa tra le parti. è auspicabile l’istituzione di corsi scolastici e universitari che consentano di conseguire direttamente l’abilitazione. L’imposizione dell’esame di Stato va valutata secondo le circostanze.
L’eventuale periodo di tirocinio deve essere proporzionato alle esigenze di apprendimento pratico delle diverse professioni e potersi svolgere non solo presso il professionista, ma anche presso strutture, pubbliche e private. Vanno abrogate le limitazioni numeriche agli accessi previsti per alcune professioni, come per esempio nel caso dei notai e dei medici del servizio sanitario nazionale.
Banche. Più informazioni ai consumatori, attraverso una maggiore semplificazione, trasparenza e comparabilità delle informazioni con l’introduzione di fogli informativi sintetici e di indicatori di spesa complessiva. Vanno ridotti i tempi e costi delle procedure di trasferimento del rapporto contrattuale (portabilità dei conti correnti e surrogazione dei contratti di mutuo) e rafforzati gli strumenti di tutela del consumatore con l’introduzione di garanzie sulla durata delle condizioni offerte e il controllo amministrativo sulle clausole vessatorie.
Assicurazioni. Occorrono interventi di semplificazione delle informazioni alla clientela, con modelli contrattuali standardizzati che separino chiaramente le coperture a maggiore diffusione dalle clausole di estensione delle garanzie. Va incrementata la trasparenza delle condizioni economiche del rapporto, ad esempio per quanto riguarda la variazione del premio futuro in caso di presenza/assenza di sinistri nel corso del periodo assicurativo, proprio per incoraggiare la mobilità, oggi molto bassa, della domanda.
Burocrazia. Prioritario ridurre, semplificare e razionalizzare il quadro normativo, ricorrendo ai testi unici e ai codici. Per ciascun settore economico occorre verificare la necessità e proporzionalità delle procedure amministrative previste, eliminando quando è possibile l’assenso preventivo della pubblica amministrazione. La verifica andrebbe ripetuta nel tempo alla luce dell’evoluzione del contesto economico e tecnologico. Dovrebbe essere attuato il progettato sportello unico per le imprese. Andrebbe riconosciuta all’Antitrust la legittimazione ad impugnare, tramite l’Avvocatura generale dello Stato,l’atto amministrativo a carattere generale in contrasto con la disciplina della concorrenza.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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