
La sede di Fitch Ratings a New York (Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)
Adesso rischiano di diventare il nuovo tormentone. Dopo lo “spread”, ci sono loro: le agenzie di rating. Sono mesi che promuovono, bocciano gli Stati, la loro capacità di restituire il debito. Cambiano le previsioni, facendoli salire e scendere in serie A, in serie B o, peggio ancora, in serie C. L’ultima, in ordine di tempo, è stata Fitch che questa mattina ha detto chiaramente che la Grecia è fallita. Parole pesanti. Che fanno montare ancora di più la polemica. Continua
Il vertice di Roma di venerdì 20 gennaio, che prevedeva l’incontro del triunvirato Monti-Sarkozy-Merkel per accordarsi prima del vertice europeo del 29, è saltato, o più precisamente, è stato rimandato a data da destinarsi, probabilmente intorno alla fine di febbraio. Continua

Mario Draghi davanti agli eurodeputati a Strasburgo (Ansa/EPA/Patrick Seeger)
Le notizie nere da Standard & Poor’s sono iniziate nel venerdì 13 dei rating, con la bocciatura del debito di nove Paesi europei fra cui Francia in odor di elezioni, che ha perso le tanto celebrate tre A, e Italia, scivolata a BBB+. Scelta politica? Scelta incoerente! Han tuonato dall’Europa furibonda. E ora arriva l’ennesimo schiaffo, con il taglio del rating sull’Efsf, il Fondo salva-stati, retrocesso ad AA+. Ma è Mario Draghi a ridimensionare il peso della agenzie: la “cosa migliore da fare” è quella di “imparare a vivere senza le agenzie di rating“, oppure “non affidandosi meccanicamente ai loro giudizi”, è il parere del presidente della Bce. Continua

Il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)
Le agenzie di rating “non sono istituti di ricerca imparziali” ma “hanno i loro interessi” e svolgono il loro ruolo “molto in linea con il capitalismo finanziario americano”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn commentando l’ondata di abbassamenti da parte di Standard & Poor’s, in un’intervista alla Tv del suo paese, la Finlandia. Olli Rehn non parla certo a caso. Perché è vero: le agenzie di rating sono controllate da privati. Per lo più americani. E il comportamento degli ultimi mesi solleva qualche lecito dubbio. Continua

(Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)
“Se non si vuole regolamentare le agenzie di rating, almeno che si regolamentino le tempistiche con cui fanno uscire i loro giudizi”. Il parere di Stefano Caselli, economista dell’università Bocconi è chiaro e si riferisce anche (ma non solo) al timing con cui è arrivata la bocciatura della Francia e di altri stati compresa l’Italia da parte dell’agenzia internazionale Standard&Poor’s. “La libertà di giudizio è da rispettare assolutamente” aggiunge Caselli “ma il timing no”. Continua

Il Presidente della Bce Mario Draghi (Credits: LaPresse)
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Il 2012 sarà un anno difficile, ha detto oggi Mario Draghi, il presidente della Bce nel suo discorso davanti all’Europarlamento. Ma guai a chi mette in dubbio la forza dell’euro, la sua permanenza e la sua irreversibilità. Continua

(Credits: ANSA/ETTORE FERRARI)
Lo spread tra titoli di stato italiani a 10 anni e quelli tedeschi è tornato sopra i 500 punti. Da questa mattina oscilla tra 508 e 520 e i rendimenti dei nostri Btp sono schizzati ancora a ridosso del 7%. C’è tensione. E la febbre sale in attesa degli incontri di oggi dell’Eurogruppo e del discorso che il presidente della Bce Mario Draghi terrà nel pomeriggio davanti al parlamento europeo. Continua